di Chiara Comai
La Stampa, 29 giugno 2023
Tre anni e 4 mesi al presidente dell’associazione Exit, Emilio Coveri: “Chiederò di andare in carcere, voglio dare un segnale”. “Chiederò di andare in galera. Voglio dare un segnale”. Emilio Coveri, fondatore e presidente di Exit-Italia, ieri è stato condannato a tre anni e quattro mesi dal tribunale di Catania per istigazione al suicidio. “E sa che cosa mi rode? Che non ho potuto aiutare nessuno. Non l’ho fatto perché non mi metto contro la legge italiana” spiega. La sentenza della terza sezione della Corte d’Assise d’Appello si riferisce al caso di Alessandra Giordano, catanese morta in Svizzera attraverso suicidio assistito nel 2019. “Con questa persona non ho mai nemmeno parlato”, dice Coveri, che nel novembre 2021 era stato assolto in primo grado “perché il fatto non sussiste”.
di Luca Casarini
L’Unità, 29 giugno 2023
Il Tribunale di Roma ordina al governo “l’immediato ingresso nel territorio dello Stato italiano” di un migrante respinto in Libia che è riuscito a fare ricorso. L’ambasciata deve subito dargli un visto. “Il Giudice designato: accoglie il ricorso e, per l’effetto, dichiara il diritto del Sig.Khalid (lo chiameremo così qui, per motivi di sicurezza) di presentare domanda di protezione internazionale in Italia e ordina alle amministrazioni competenti di emanare tutti gli atti ritenuti necessari a consentire il suo immediato ingresso nel territorio dello Stato italiano”. Si chiude così l’Ordinanza del Tribunale di Roma, recapitata al governo italiano, al Ministero degli Esteri di Tajani e alla nostra ambasciata a Tripoli.
di Anna Maria Merlo
Il Manifesto, 29 giugno 2023
Scontri in piazza dopo l’uccisione del giovane in una banlieue di Parigi. “La giustizia non è uguale per tutti”. Già 9 morti nel 2023. L’agente in stato di fermo, Macron: “Senza scuse”. Ma c’è chi si schiera con le divise. Un minuto di silenzio all’Assemblée nationale, deciso dalla presidente Yaël Braun-Pivet, per ricordare Nahel, 17enne di origine algerina ucciso da un poliziotto a Nanterre martedì perché non si era fermato all’alt. Il presidente Macron evoca “solidarietà e affetto alla famiglia” e “l’emozione della nazione tutta intera”, perché “niente giustifica la morte di un giovane”, in un dramma “inesplicabile e inescusabile”.
di Filippo Ortona
Il Manifesto, 29 giugno 2023
La legge che autorizza ad utilizzare le armi su cittadini inermi. Nel solo 2022, 13 persone hanno perso la vita così. L’omicidio di Nahel, l’adolescente di 17 anni ammazzato a colpi di pistola da un poliziotto francese a Nanterre, nella periferia di Parigi, è l’ultimo di un’inquietante serie di casi simili tra di loro, in preoccupante aumento in Francia sin dal 2017 e tutti relativi al refus d’obtempérer, ovvero quando una persona al volante rifiuta di fermarsi durante un controllo della polizia.
di Stefano Anastasia e Franco Corleone
Il Manifesto, 28 giugno 2023
Il 26 giugno abbiamo presentato il quattordicesimo Libro Bianco sulle droghe e vengono confermati i dati che producono la catastrofe del carcere e la crisi della giustizia. Cresce la popolazione detenuta, aumentano gli ingressi dei soggetti definiti tossicodipendenti (15.509 su un totale di 38.125, pari al 40,7%) a cui si aggiungono 9.961 persone, pari al 26,1%, entrate in carcere per detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 28 giugno 2023
Il 34% dei detenuti totali è in carcere per la legge sulle droghe: quasi il doppio della media Ue. Quasi la metà di loro è tossicodipendente. Un catastrofico record negli ultimi 17 anni. È quello che emerge dalla quattordicesima edizione del Libro Bianco sulle droghe presentato alla Camera da Riccardo Magi di + Europa assieme alle associazioni e realtà promotrici.
di Franco Corleone* e Riccardo Magi**
L’Unità, 28 giugno 2023
Ristabiliamo le cose per come sono. A governare il fenomeno è stata la sua parte politica e i risultati sono evidenti: tribunali ingolfati per un reato senza vittima, carceri che scoppiano a causa di una vera “detenzione sociale”. Noi siamo stati all’opposizione.
di Emanuele Bonini
La Stampa, 28 giugno 2023
Un’età media di 42 anni, il maggior numero di ultracinquantenni (15.255, il 28% del totale in carcere), e la quota più alta in termini assoluti di over 65 dietro le sbarre (2.540, pari al 4,7% del totale). L’Italia ha i detenuti più anziani di tutta l’Unione europea. Un’età media di 42 anni, il maggior numero di ultracinquantenni (15.255, il 28% del totale in carcere), e la quota più alta in termini assoluti di over 65 dietro le sbarre (2.540, pari al 4,7% del totale).
di Simona Berterame
fanpage.it, 28 giugno 2023
Giacomo e Jacopo sono due ragazzi con una doppia diagnosi, ovvero una tossicodipendenza e un disturbo psichiatrico. Non si conoscono ma i loro genitori stanno facendo rete per richiamare l’attenzione sulle loro storie, fondando il movimento “Madri doppiamente disperate”. Le loro condizioni sono incompatibili con la detenzione carceraria, ma non c’è posto per loro in strutture alternative.
di Giuseppe Rizzo
L’Essenziale, 28 giugno 2023
In Italia centomila bambini e ragazzi hanno uno o entrambi i genitori detenuti. Spesso gli adulti mentono per proteggerli, sbagliando. Una giornata con padri e figli a Bollate per capire come affrontare un tema enorme, che non riguarda solo chi è in cella. Le mura di cinta dell’istituto penitenziario di Bollate a Milano sono così alte che anche messi l’uno sulle spalle dell’altro i bambini che le stanno costeggiando non ne supererebbero la cima. C’è chi ha tre anni, chi sei, chi otto, ma all’ombra della recinzione sembrano ancora più piccoli; e allo stesso tempo la barriera che li sovrasta appare più invalicabile.









