di Barbara Stefanelli
Corriere della Sera, 30 giugno 2023
Dopo il tragico incidente di Casalpalocco, occhi puntati sulle challenge: Google - che controlla YouTube - ha rimosso dal canale dei The Borderline tutti gli annunci pubblicitari. Questo significa che né “il collettivo” guidato da Di Pietro né la stessa Google potranno più “monetizzare” le visualizzazioni.
di Francesca Basso
Corriere della Sera, 30 giugno 2023
Morawiecki: serve l’unanimità. L’Ungheria: è una grande battaglia. Dal summit sostegno a Kiev. Borrell: Putin debole è più pericoloso. La discussione sull’immigrazione aggiornata a venerdì mattina. Polonia e Ungheria ci hanno provato fino all’ultimo, nella prima giornata del Consiglio europeo, a rimettere in discussione l’accordo sulla migrazione raggiunto l’8 giugno scorso a Lussemburgo dai ministri dell’Interno a maggioranza qualificata. “Sarà una lunga notte”, aveva twittato Balázs Orbán, direttore politico del premier ungherese Viktor Orbán, contestando il “testo pro-immigrazione”. Varsavia e Budapest hanno bloccato le conclusioni e chiesto di togliere il punto migrazione. Si è tentato a lungo di emendare il testo. Le discussioni sono proseguite fino all’1.10 del mattino quando i leader Ue hanno deciso di non adottare le conclusioni per la parte che riguarda la migrazione e rimandare il confronto su questo tema a venerdì mattina, insieme alla discussione sul tipo di relazioni da tenere con la Cina, l’economia e le relazioni esterne. Hanno adottato invece le conclusioni su Ucraina, sicurezza e difesa.
di Giso Amendola
Il Manifesto, 30 giugno 2023
La questione della violenza delle forze dell’ordine, senza perdere la sua dimensione specifica postcoloniale e di razza, sta sempre più allargandosi a questione democratica generale, sintomo della compenetrazione completa tra neoliberalismo e autoritarismo. Così lotte sociali e lotte antiautoritarie tendono a non separarsi più.
di Antonio Alia
Il Manifesto, 30 giugno 2023
Intervista alla giornalista francese di origine algerina Louise Yousfi: “La sinistra, in particolare France Insoumise, ha avviato una riflessione su autoritarismo di Stato e antirazzismo. Una novità: nel 2005 il movimento delle banlieue rimase isolato”. Louisa Yousfi, giornalista residente a Parigi e figlia di algerini immigrati, è autrice di “Restare barbari”, libro di grande successo in Francia e pubblicato di recente per i tipi di DeriveApprodi. Yousfi denuncia la violenza delle politiche assimilazioniste delle istituzioni francesi e descrive il conflitto che da almeno mezzo secolo infiamma le periferie d’oltralpe.
di Stefano Mauro
Il Manifesto, 30 giugno 2023
La sentenza della Corte d’appello. Che apre però alla possibilità di attuare la legge se Kigali rettificherà “i difetti nel suo processo di asilo”. Sunak: “Ci appelleremo alla Corte suprema”.
di Paolo Brera
La Repubblica, 30 giugno 2023
In assemblea generale 83 voti favorevoli, 11 contrari (tra cui Russia e Cina) e 62 astensioni. Molti potrebbero essere ancora detenuti nelle carceri di Damasco dai tempi della guerra civile.
di Luca Attanasio
La Repubblica, 30 giugno 2023
Fondata nel 1889 nell’attuale Punjab indiano da un mistico musulmano è una comunità religiosa presente in oltre 180 Paesi nel mondo, con circa 100 milioni di fedeli. Sono 100 milioni nel mondo, sparsi in ogni continente, radicati in ogni area geografica, ma lontani dai loro luoghi d’origine che è la zona al confine tra Punjab e Pakistan, dove sono duramente perseguitati: imprigionati per blasfemia, abusati, uccisi perché considerati un’eresia dell’Islam. In realtà dell’Islam sono interpreti fedeli, ne seguono fedelmente i principi e professano un ritorno alle origini fatto di purezza, non violenza e promozione di giustizia e diritti. Sono questo e molto di più gli Ahmadi.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 29 giugno 2023
Due giorni fa l’incontro a via Arenula dopo le tensioni sul Ddl del Guardasigilli. Santalucia: “Carriere separate, l’allarme c’è ma ci dicono che non se ne parlerà a breve”. Si è tenuto due giorni fa un tavolo istituzionale fra il ministro Carlo Nordio e una delegazione della giunta esecutiva dell’Anm. Un segnale di apertura e distensione dopo le polemiche dei giorni scorsi, scatenatesi con il varo del primo ddl Giustizia e le successive critiche avanzate dalle toghe.
di Claudia Diaconale
L’Opinione, 29 giugno 2023
Michele Sarno, avvocato penalista e cassazionista, è presidente emerito della Camera penale di Salerno. Gli abbiamo chiesto un suo parere in merito alla recente riforma della Giustizia effettuata dal ministro Carlo Nordio.
di Antonio Maria Mira
Avvenire, 29 giugno 2023
Dopo la condanna di Alfredo Cospito a “solo” 23 anni, invece dell’ergastolo, cosa succederà al leader anarchico della Fai-Fri, Federazione anarchica informale-Fronte rivoluzionario internazionale? E come ha reagito il movimento anarchico? In primo luogo ricordiamo che Cospito aveva iniziato, e poi portato avanti, lo sciopero della fame contro il 41bis, il cosiddetto “carcere duro”. Così diceva. Lo aveva poi interrotto il 19 aprile dopo la sentenza della Corte costituzionale, che bocciando la norma che escludeva le attenuanti, di fatto ha aperto la strada alla sentenza di due giorni fa. E il 41bis? Non c’entra niente. Infatti venne deciso il 4 maggio 2022, mentre la sentenza della Cassazione che apriva la strada all’ergastolo era arrivata il 6 luglio. Il 21 luglio Cospito aveva annunciato lo sciopero della fame.
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