di Concita De Gregorio
La Repubblica, 2 luglio 2023
Dovremmo avere tutti una cultura democratica che ci consenta di generare educazione, scuola, possibilità di riscatto e di lavoro. No, non è perché questo era arabo. Perché quello era nero. Non è soltanto razzismo, pregiudizio dei bianchi. La violenza che le maggioranze armate di potere esercitano sulle minoranze che non ne hanno alcuno, di potere, è un modo di concepire le relazioni fra gli uomini e di stabilire l’ordine nelle comunità che ci riguarda tutti, contagia ogni cosa, diventa un modo di pensare e un rassegnato accettare. Finché una volta qualsiasi, un giorno qualunque, non esplode la rivolta. Ci vuole sempre il morto, perché accada. Da sempre. Ma le cose stavano così da prima, da moltissimo tempo prima. Era la norma. Era un sistema di caste, di condizioni sociali ed economiche talmente dispari da essere nemiche le une delle altre. Nemiche tra loro persino le ultime, in una guerra fra ultimi.
di Paolo Lambruschi
Avvenire, 2 luglio 2023
È emergenza in mare per i migranti ed è di nuovo emergenza politica nella Ue. L’esito del Consiglio europeo di ieri conferma che sul tema chiave migratorio, quello dell’accoglienza, l’Europa e i governi nazionali sono divisi, immobili e senza idee. Concentrati su future maggioranze a Strasburgo a un anno dalle elezioni più che sui drammi cui stiamo assistendo da gennaio con circa 1.300 tra morti e dispersi. I numeri spiegano dove sta la vera emergenza.
di Francesco Grignetti
La Stampa, 2 luglio 2023
L’incontro tra i due ministri, Carlo Nordio e Matteo Piantedosi, è di giovedì scorso. Si sono visti al Viminale perché c’è una urgenza che ora investe i due ministri: l’immigrazione clandestina. Dal decreto Cutro e anche dall’accordo europeo di Lussemburgo di questi giorni, discende infatti una svolta normativa che deve essere concretizzata. L’idea del governo Meloni è di riuscire là dove finora hanno fallito tutti, rimpatriando sul serio una quota di migranti irregolari.
di Mao Valpiana
Il Manifesto, 2 luglio 2023
Parla Yurii Sheliazenko, leader del Movimento nonviolento a Kiev “Rischio la vita, ma non mi faccio intimidire dai guerrafondai. Putin e Zelensky restano supremi negazionisti della pace e cercano la vittoria sul campo. Manca l’immaginazione nel costruire ponti, quindi li fanno letteralmente saltare”.
di Marco Boato
L’Unità, 2 luglio 2023
Poco prima di togliersi la vita nel 1995, il fondatore dei Verdi propose l’intervento in Bosnia tramite una forza dell’Onu. Al suo appello non rispose nessuno. 8mila persone finirono trucidate nel massacro di Srebrenica.
di Aldo Cazzullo
Corriere della Sera, 2 luglio 2023
I blindati nelle vie di Parigi segnano una frattura ormai evidente, in Francia. E il presidente-padre della Nazione ora è il bersaglio delle proteste. I blindati nelle vie di Parigi per fermare la rivolta delle banlieues e l’ex allenatore del Nizza e del Psg arrestato per un’espressione razzista sono ovviamente due notizie di dimensioni diverse. Ma il fatto che siano arrivate nello stesso giorno restituiscono l’immagine di una Francia costretta a usare mezzi sproporzionati per far rispettare lo Stato di diritto a un Paese riottoso, ribelle, incattivito.
di Maurizio Ambrosini
Avvenire, 2 luglio 2023
Tocca sempre più spesso alle Corti di giustizia frenare la corsa dei governi verso soluzioni disumane ai drammi dei profughi. Questa volta è stata la Corte d’appello britannica a bocciare il controverso piano di deportazioni verso il Ruanda che il governo conservatore del premier Sunak ha ereditato da Boris Johnson. Un piano avversato dalle organizzazioni umanitarie e dalle Chiese anglicana e cattolica, e contro cui l’Unhcr aveva presentato appello, dopo che nel dicembre scorso l’Alta Corte del Regno Unito l’aveva definito legale.
di Matteo Garavoglia
Il Manifesto, 2 luglio 2023
Prigioniera della crisi economica, la città tunisina è sospesa: al cimitero di Lajmi dà una tomba ai migranti morti nel Mediterraneo; nelle strade isola i subsahariani in un limbo senza soluzioni. E aumentano gli attacchi xenofobi accesi dal presidente Saied. 4216. 4197. Yoroba Sandrine. 4201. Distante pochi chilometri dal centro di Sfax, nascosto lungo una delle strade che porta fuori dalla città, si trova il cimitero musulmano di Lajmi. Qui prende forma tutta la drammaticità legata alle partenze verso la sponda nord del Mediterraneo dalla Tunisia delle ultime settimane. Molte volte si racconta di come i numeri non riescano a spiegare a fondo le migrazioni. A Lajmi, al contrario, i numeri sono l’elemento più evidente di un cambiamento radicale.
di Valerio Fioravanti
L’Unità, 2 luglio 2023
Ogni giorno nelle 4.780 prigioni degli Stati Uniti lo subiscono in media 122.000 persone. “Una crisi umanitaria”. Nessuno tocchi Caino studia da un quarto di secolo il sistema penale statunitense perché lo ritiene interessante: colloca quasi tutte le sue risorse, economiche e umane, nella “repressione”, e pochissime nella prevenzione.
di Giovanna Branca
Il Manifesto, 2 luglio 2023
Lo studio del dipartimento di Stato. Ignorata la sorte degli afghani che avevano collaborato con il governo Usa. “Le decisioni sia del presidente Trump che del presidente Biden per porre fine alla missione militare statunitense in Afghanistan hanno avuto serie conseguenze sulla possibilità di sopravvivenza del governo afghano e della sua sicurezza”. Con queste parole si aprono le valutazioni di uno studio del dipartimento di Stato Usa sul disastroso ritiro delle truppe americane dall’Afghanistan nell’agosto 2021.
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