di Gian Domenico Caiazza
Il Riformista, 2 luglio 2023
La divulgazione di intercettazioni telefoniche che mettono brutalmente in piazza la privatissima vita dell’on. Miccichè, sebbene a costui non si contesti alcuna condotta penalmente illecita, almeno ci aiutano a mettere ordine nel surreale dibattito che si è aperto da alcuni mesi sul tema.
di Giuseppe Legato
La Stampa, 2 luglio 2023
Tutto è partito da Torino, ma ben presto altre indagini per tortura e violenze hanno travolto le case circondariali di Ivrea e Biella. La strada (giuridica e investigativa) è stata aperta da un giovane - ma già esperto - pm di Torino che nel 2019, ricevendo una dettagliata segnalazione della garante dei detenuti Monica Gallo, decise di andare a fondo su una storia in cui c’erano tutti i presupposti per contestare almeno il reato di tortura, introdotto con la legge 110 del 2017. Il caso esplose nell’estate del 2020 e costò la testa dei vertici del carcere di Torino.
di Mariella Parmendola
La Repubblica, 2 luglio 2023
In sette o otto in una cella per quattro detenuti. Vivendo con il caldo di questi giorni di fine giugno in uno spazio stretto, dove il cucinino per farsi da mangiare e il gabinetto sono a poca distanza l’uno dall’altro. Lo sguardo di Ivan Scalfarotto, in visita ieri al carcere di Poggioreale, cade più volte sui luoghi affollati del penitenziario, quando un ragazzo ferma il parlamentare di Italia Viva e chiede al direttore Carlo Berdini che lo accompagna: “Quando potremo tornare a giocare nel campo di calcio?”.
di Sergio D’Elia
L’Unità, 2 luglio 2023
È l’isolamento. Si trova nella parte più bassa e buia dell’istituto, le celle misurano 2 metri per 4. Nella cella 7 c’è Domenico che dice: “Mi impicco tutti i giorni”.
di Alessia Candito
La Repubblica, 2 luglio 2023
L’ex direttrice dell’Ucciardone e del Pagliarelli, Rita Barbera: “Il problema è sempre come si pone l’amministrazione”. “Noi direttori di carcere sappiamo chi all’interno dell’istituto ha la leadership e sappiamo che non possiamo riconoscerla”.
di Angiola Petronio
Corriere Veneto, 2 luglio 2023
Il Garante dei detenuti: “Certi atti di violenza vìolano e distruggono la dignità della persona”. “Non dobbiamo nasconderci che c’è una dimensione di violenza gratuita che fa parte della struttura e del sistema”. Lui è don Carlo Vinco. Quel garante dei detenuti della casa circondariale di Montorio il cui compito è “garantire la piena attuazione dei diritti e degli interessi delle persone sottoposte a misure restrittive o limitative della libertà personale”.
di Valeria Vantaggi
vanityfair.it, 2 luglio 2023
Idee in fuga è una cooperativa sociale nata nel carcere di Alessandria con l’obiettivo di creare lavoro per i detenuti, dentro e fuori le mura. Qui ne parla Fulvio Buoncristiani, che, dopo anni passati dietro le sbarre, ora progetta un nuovo futuro. Il lavoro serve a tutti, ma a loro forse anche di più. Quando si passano anni in galera, uscire è certo una gioia, che, però, fa anche molta paura. Che cosa fare? Come ripresentarsi al mondo? Là fuori è difficile che ti accolgano a braccia aperte, difficile trovare uno spazio, con quel passato che ingombra.
rai.it, 2 luglio 2023
Un progetto per il Festival dei Due Mondi. “La cultura rompe le sbarre: incontro tra finzione e realtà” è il progetto con cui Rai Per la Sostenibilità-ESG sarà presente a Spoleto al Festival dei Due Mondi 2023 sabato 1° luglio. L’iniziativa è nata lo scorso anno sia per promuovere e sostenere le attività culturali all’interno degli Istituti penitenziari - con particolare riguardo al teatro - sia per sottolineare il racconto che la Rai offre su questa difficile realtà sociale, non solo attraverso l’informazione giornalistica, ma anche con strumenti artistici come le fiction.
di Ray Banhoff
L’Espresso, 2 luglio 2023
Clima e diritti civili funzionano e, almeno per brevi periodi, “bucano” l’attenzione. Le difficoltà economiche no. Perché l’imperativo sulle piattaforme è essere (o sembrare) i più fighi. Serve ancora a qualcosa manifestare in piazza? Fino a qualche decennio fa il mondo conosceva delle manifestazioni in grado di attirare l’attenzione dei governi e di influenzarne le scelte, oggi il tempo di vita di una notizia è molto più breve. Le piazze sono il luogo d’incontro di ambientalisti e cause civili. Ma precari, gente con stipendi troppo bassi, partite Iva, gente che non riesce a pagare le bollette… perché loro non manifestano? O meglio, perché le loro manifestazioni sono così meno rilevanti nel dibattito pubblico? Avete presente i ragazzi nelle tende di cui L’Espresso è stato tra i primi a parlare, alzando la voce contro il caro affitti? Sono già spariti dai radar dei media, nonostante le loro ragioni fossero più che legittime. Il motivo è sempre il solito: le notizie hanno una vita sempre più breve.
di Francesca Fagnani
La Stampa, 2 luglio 2023
La politica deve intervenire prima che il disagio esploda in modo così drammatico. La premier passi dalla retorica dell’underdog ai fatti, e anche la leader Pd dia risposte. Michelle e il suo carnefice sono entrambi figli di un dio minore, figli di una periferia da intendersi come luogo di esclusione e di distanza non solo geografica, ma soprattutto sociale e culturale, dove se nasci sfavorito resti tale e non c’è nemmeno nulla di eroico a cui appigliarsi, perché diciamolo nella vita ti deve dire fortuna anche a nascere underdog: esserlo troppo o alla latitudine sbagliata non funziona.
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