di Marianna Filandri
La Stampa, 3 luglio 2023
L’occupazione è cresciuta. A maggio 2023 sono circa 23,5 milioni gli occupati nel nostro paese con un aumento di 21 mila lavoratrici e lavoratori. La premier Meloni ha commentato questo dato come incoraggiante, risultato del lavoro del governo. Effettivamente è un dato positivo: il lavoro è un diritto fondamentale e un bene per l’individuo. Viene considerato un bisogno primario che soddisfa non solo la necessita di reddito e sicurezza economica, ma concerne anche più complessi bisogni di tipo personale, sociale e simbolico. Inoltre, l’occupazione contribuisce in molti modi al benessere collettivo. Le implicazioni economiche e morali che la questione del lavoro comporta nella vita sociale hanno portato a definire la disoccupazione come una calamità sociale, soprattutto per i più giovani. Dunque, tutti contenti. In realtà sarebbe opportuna una certa cautela per almeno due ragioni.
di Sara Giudice
Il Domani, 3 luglio 2023
Da oltre un mese protestano i lavoratori del brand specializzato nella grande distribuzione di mobili e complementi d’arredo Mondoconvenienza. Denunciano turni massacranti, paghe da fame (6 euro lori all’ora), chiedono l’aiuto di montacarichi e carrelli di sostegno. I lavoratori sono quasi tutti stranieri: tunisini, pakistani, rumeni, moldavi. Molti hanno paura e se la prendono con i colleghi. L’azienda adotta l’esternalizzazione e dunque sono formalmente lavoratori della ditta RL2, 800 sparsi in tutta Italia. Contratti flessibili e precariato.
di Antonio Ferrari
Corriere della Sera, 3 luglio 2023
Il porporato, fra i miei più cari amici, sta davvero facendo l’impossibile per trovare la via della pace. In questi giorni è in Russia, inviato da Papa Francesco. Il gelo di Vladimir Putin non ha certo piegato “Don Matteo”. La vita è bellissima ma può essere crudele e spietata per chiunque pensi soltanto al denaro, all’egoismo e al successo personale. Credo che la ricchezza più vera e autentica siano invece gli incontri, l’amicizia, le emozioni, il rispetto. Ho centinaia di amici che mi hanno donato autentica felicità. Tra questi, uno dei più cari è un porporato, il cardinale Matteo Zuppi, uno dei prelati che salvano davvero la Chiesa di Papa Francesco, di cui - credo di non sbagliare - sarà il possibile successore. Matteo è un mio amico da decenni, e per me è rimasto “Don Matteo”, proprio come il protagonista televisivo. Appartiene al gruppo degli amici più cari della Comunità di Sant’Egidio, di cui mi sento uno dei fondatori, e di lui ho un patrimonio di ricordi e di emozioni favolose.
di Domenico Quirico
La Stampa, 3 luglio 2023
I popoli del Sud globale guardano attoniti la nazione dei diritti umani, l’uguaglianza e lo Stato sociale. Parigi si è trasformata da una meta per il riscatto, a un posto torbido, diviso, che sdegna e isola gli ultimi. Vi sono luoghi che appartengono solo alla geografia, a scoloriti ricordi scolastici, o peggio ai pieghevoli delle agenzie di viaggio.
di Franco Corleone
L’Espresso, 2 luglio 2023
Il 15 giugno Mauro Palma ha presentato alla Camera la settima relazione del Collegio del garante dei diritti delle persone private della libertà. Il titolo: “Sguardi che dialogano”. Una lezione di politica alta, un richiamo alla Costituzione, un auspicio di incontro tra istituzioni e società civile. Un discorso che si lega a quello del presidente Sergio Mattarella per l’anniversario della Liberazione, due testi che dovrebbero essere letti nelle scuole e nelle università.
di Fulvio Fulvi
Avvenire, 2 luglio 2023
Dietro le sbarre ancora violenze, risse, tentate rivolte e aggressioni. La carenza di personale e il caldo dei giorni scorsi hanno fatto salire la tensione nelle carceri italiane, soprattutto in quelle più sovraffollate. È allarme sicurezza: gli agenti di polizia penitenziaria sono sempre più spesso vittime di vessazioni e atti di sopraffazione, tra i reclusi crescono intemperanze, gesti di ribellione e suicidi, arrivati a 34 dall’inizio dell’anno.
dai detenuti di “Costituzione Viva”
La Stampa, 2 luglio 2023
Anche nel 2022 i detenuti lavoratori sono stati circa un terzo del totale dei presenti negli istituti penitenziari, chiarendo subito che si sta quasi sempre parlando di lavoratori alle dipendenze dell’Amministrazione penitenziaria (i cosiddetti “lavoranti”), per poche ore al mese e con turnazioni che limitano le prestazioni a pochi mesi, con remunerazioni pari ai due terzi di quanto stabilito dai contratti collettivi nazionali di lavoro.
di Massimo Donini
L’Unità, 2 luglio 2023
La pena non solo più come dolore inflitto, il giudice non più solo come dispensatore di mali. Basta con lo stigma nei confronti del reo. È la più grande novità politica degli ultimi venti anni, ma non è la porta per l’ingresso del paradigma vittimario nel processo.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 2 luglio 2023
La novità, prevista dalla Cartabia, è in vigore da ieri ma gli uffici, secondo le toghe, non sono pronti. Articolo 495, comma 4-ter del codice di procedura penale: “Se il giudice muta nel corso del dibattimento, la parte che vi ha interesse ha diritto di ottenere l’esame delle persone che hanno già reso dichiarazioni nel medesimo dibattimento nel contraddittorio con la persona nei cui confronti le dichiarazioni medesime saranno utilizzate, salvo che il precedente esame sia stato documentato integralmente mediante mezzi di riproduzione audiovisiva. In ogni caso, la rinnovazione dell’esame può essere disposta quando il giudice la ritenga necessario sulla base di specifiche esigenze”. È questa novità della riforma Cartabia in vigore da ieri il nuovo pomo della discordia tra Anm e ministero della Giustizia. Secondo la giunta esecutiva centrale del sindacato delle toghe, la nuova norma “avrebbe imposto la tempestiva adozione di soluzioni tecnologiche adeguate” che al momento non sono disponibili.
di Emanuele Buzzi
Corriere della Sera, 2 luglio 2023
Il segretario generale dell’Associazione Nazionale Forense di Marco: riaprire un tavolo? è sempre possibile. “La riforma? si tratta di una riforma della riforma. Quindi, delle due l’una: o era sbagliata quella prima o lo è quella attuale”: a parlare è Giampaolo di Marco, segretario generale dell’Associazione Nazionale Forense. Di Marco sottolinea che “l’impatto delle modifiche al Codice sul contenzioso penale, proposte in tema di abuso d’ufficio e traffico di influenze illecite è davvero molto modesto visto l’ambito di applicazione possibile delle due norme in questione. Le modifiche si applicano in casi del tutto residuali”.
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