di Mao Valpiana*
Il Manifesto, 4 luglio 2023
A ventotto anni dalle sue dimissioni estreme e definitive, sentiamo ancora intatta la nostalgia ma anche il vuoto della sua assenza. Non c’è incontro, riunione, convegno, assemblea di movimento dove Alex non venga in qualche modo ricordato, citato, rimpianto. Ci manca, ma lo sentiamo anche fortemente vicino, compresente. Alla domanda ricorrente “perché?” non ci può essere risposta, ma ognuno di noi un senso a quella morte lo vuole dare: forse a schiacciarlo è stato il troppo amore, la troppa compassione, il farsi carico senza limite dei pesi altrui.
di Mauro Magatti
Corriere della Sera, 4 luglio 2023
In Francia il disagio si è reso evidente in forma distruttiva. In Italia, con 2 milioni di under 30 che non studiano né lavorano, è meno eclatante, non meno preoccupante. Cosa succede se le nuove generazioni perdono la fiducia nel futuro e nella possibilità di cambiare il mondo? Se il loro desiderio si spegne? In Francia, l’uccisione da parte della polizia del diciassettenne Nahel è stata la miccia che ha acceso la rabbia latente di tanti ragazzi. Combinandosi con il senso di discriminazione razziale e la forte contrarietà già presente verso il decisionismo di Macron, il disagio generazionale si è reso evidente in una forma distruttiva.
di Ray Banhoff
L’Espresso, 4 luglio 2023
Il caso di Frederick Akwasi Adofo, il senza tetto pestato a morte a Pomigliano D’Arco, porta a chiedersi ancora una volta dove sia lo Stato. Non si stava meglio quando si stava peggio, il mondo di oggi non è peggio di quello di ieri; una cosa però è certa: ci evolviamo, ma non impariamo dagli errori. Un senzatetto viene massacrato da due ragazzini a Pomigliano D’Arco. Degrado, toni di lutto misti a condanna, ma scrive bene Gianluca Nicoletti su La Stampa: quell’uomo era già stato aggredito e cosa altro sarebbe dovuto succedere lasciandolo ai margini?
di Massimo Franchi
Il Manifesto, 4 luglio 2023
La responsabile Lavoro Pd Maria Cecilia Guerra: “Presto il testo in aula, il governo dovrà spiegare perché è contro. I 9 euro sono giusti”.
di Andrea Pugiotto
L’Unità, 4 luglio 2023
Modificare la legge del 1978 è possibile e auspicabile. Occorre un "tagliando" in grado di garantire la piena applicabilità delle norme: se ne parla oggi a Roma in un seminario dell’associazione Luca Coscioni.
di Antonio Preiti
Corriere della Sera, 4 luglio 2023
Il rischio di favorire i regimi autoritari, perché nel caos del vero e del falso è minata la fiducia reciproca, presupposto della democrazia. D’altro canto, i sistemi di intelligenza artificiale sono il mezzo più efficace per controllare la società. Dobbiamo aver paura di ChatGPT e dell’intelligenza artificiale? Di nuovi apocalittici non ne abbiamo bisogno, però cerchiamo di capire il suo impatto sulla politica. Dobbiamo occuparcene ora, perché la tecnologia “silenziosa e lieve”, tassello dopo tassello, compone un puzzle che nessuno ha disegnato prima e difficile da cambiare dopo.
di Nadia Urbinati*
Il Domani, 4 luglio 2023
Unite nell’utopia rivoluzionaria, Francia e Stati Uniti sono state tradizionalmente distanti nella concezione della cittadinanza: una religione civile di assoluta eguaglianza nel primo caso; una religione civile di attenzione alle differenze nel secondo. La triade “libertà, eguaglianza, fraternità” respinge politiche di “azione affermativa” verso etnie svantaggiate. Molto diversa la logica dei liberal americani, ben rappresentata dal presidente Lindon B. Johnson (e ora da Joe Biden): “Non si può prendere una persona che, per anni, è stata bloccata da catene, liberarla, portarla sulla linea di partenza di una gara e poi dirle: “Sei libero di competere con tutti gli altri”, e credere ancora giustamente di essere stati completamente corretti”.
di Riccardo Noury*
Il Manifesto, 4 luglio 2023
I diritti negati di Ahmed Douma, Alaa Abd el-Fattah, Shaimaa al-Sabbagh, Sara Hegazi. Oltre 60mila detenuti politici, stragi efferate (come la “Tienanmen del Cairo”, neanche un mese e mezzo dopo il colpo di stato: fino a un migliaio di manifestanti uccisi nello sgombero di due sit-in in altrettante piazze della capitale), la tortura e le sparizioni come parti integranti dell’azione giudiziaria, la normalizzazione dello stato d’emergenza con l’incorporamento di norme “straordinarie” nel codice penale.
di Michele Giorgio
Il Manifesto, 4 luglio 2023
Lanciati diversi attacchi con droni ed elicotteri. Le ruspe stanno distruggendo le strade che portano al camp profughi. In un video le immagini del blitz. Starebbero cercando di isolare il campo profughi dal resto della città i reparti militari israeliani che la scorsa notte hanno cominciato l’offensiva contro Jenin, nel nord della Cisgiordania sotto occupazione dal 1967, annunciata nelle scorse settimane dai media locali e invocata con forza dalla destra estrema al governo. Il ministero della difesa israeliano e lo Shin Bet (intelligence) parlano di “operazione limitata” e non di una rioccupazione a lungo termine di Jenin. L’obiettivo sarebbe quello di catturare - più probabilmente di eliminare - i leader dei combattenti delle varie fazioni armate palestinesi protagoniste degli attacchi avvenuti negli ultimi mesi contro soldati e coloni.
di Marco Guida*
ledicoladelsud.it, 3 luglio 2023
Nell’infinito pendolo tra giustizialismo e garantismo che connota da almeno trent’anni le scelte politiche in tema di giustizia, l’argomento carcere resta sempre sullo sfondo, un po’ l’ospite indesiderato a cui prima o poi (ma meglio mai) devi prestare attenzione.
- Carceri sovraffollate e senza personale. “Situazione drammatica”
- Commissione europea: ecco come ridurre l’arretrato giudiziario
- Storia del giudice Antonio Padalino: l’inquisitore stritolato dall’inquisizione
- Traffico d’influenze illecite, la svolta decisiva che tutti sottovalutano
- La revoca della custodia cautelare non fa venir meno l’interesse a impugnare la misura custodiale









