di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 15 febbraio 2023
Il tribunale di Sorveglianza, in risposta al reclamo presentato dal Pm, ha revocato il permesso premio di un giorno concesso al detenuto Salvatore Biondo, che sta scontando l’ergastolo ostativo. Parliamo dell’uomo della famiglia mafiosa di San Lorenzo, da non confondersi con il suo omonimo Salvatore Biondino, coinvolto anch’egli nella strage di Capaci in cui persero la vita il giudice Giovanni Falcone, la moglie e gli agenti di scorta.
di Paola Marano
ledicoladelsud.it, 15 febbraio 2023
“La carenza di personale nelle carceri ha raggiunto un livello tale che se i detenuti di Italia decidessero di fare un’evasione di massa semplicemente ci riuscirebbero, non lo fanno perché sono dei cittadini anche loro”. Ne è convinto Piero Rossi, garante regionale dei detenuti della Puglia, che lancia l’allarme anche sulla mancanza di professionisti del settore sanitario, medici e infermieri, all’interno degli istituti di pena e si scaglia contro le parole pronunciate dal ministro della Giustizia Nordio al momento del suo insediamento.
di Nico Falco
fanpage.it, 15 febbraio 2023
Processo per le violenze a Santa Maria Capua Vetere, un detenuto ha raccontato in aula di essere stato picchiato per 20 giorni, prima della “orribile mattanza”. Lo avrebbero picchiato per venti giorni consecutivi, dal 10 marzo, quando arrivò nel carcere di Santa Maria Capua Vetere, fino al successivo 6 aprile, quando ci fu quella che il giudice per le indagini preliminari ha definito “orribile mattanza”, con circa 300 agenti della Polizia Penitenziaria che picchiarono oltre 200 detenuti per punirli della protesta del giorno prima.
di Francesca Sabella
Il Riformista, 15 febbraio 2023
Esiste una giustizia che cura le ferite, che lenisce e non annulla il dolore procurato, una giustizia nella quale il “carnefice” si specchia negli occhi dei familiari della vittima, per comprendere, per scendere nell’abisso del male che ha fatto e per risalire in superficie. Magari tornando a respirare. È la giustizia riparativa. A differenza della giustizia retributiva che ha come scopo primario attribuire colpe, quella riparativa è tesa a identificare bisogni e compiti in modo che le cose possano ritrovare il loro giusto posto, e soprattutto incoraggia al dialogo.
quibrescia.it, 15 febbraio 2023
Gli studenti di 5B del liceo scienze umane hanno avviato un progressivo avvicinamento alla realtà della detenzione che avrà il suo culmine con la visita al carcere di Verziano il prossimo 28 febbraio. “La scuola incontra il carcere”: con questo progetto gli studenti di 5B del liceo scienze umane del Don Milani di Montichiari (Brescia) hanno avviato un progressivo avvicinamento alla realtà della detenzione che avrà il suo culmine con la visita al carcere di Verziano il prossimo 28 febbraio.
Corriere della Sera, 15 febbraio 2023
Il progetto da Modena fino in Germania, Polonia, Romania e i Balcani Orientali. Trenta mesi di progetti culturali e opere teatrali che coinvolgeranno organizzazioni e istituti penitenziari di cinque Italia, Germania, Polonia, Romania e i Balcani orientali. Un progetto partito a inizio febbraio a Modena dal titolo Ahos, All Hands On Stage - Theatre as a tool for professionalisation of inmates. Ovvero il Teatro come strumento di professionalizzazione per i detenuti. Il progetto, cofinanziato da Creative Europe, è stato ideato dalla compagnia Teatro dei Venti. Il progetto è stato presentato Partito nella sala di Rappresentanza del comune di Modena alla presenza di Anna Albano, direttrice della casa circondariale di Modena, Simona Pugliese, capo area trattamentale della casa di reclusione di Castelfranco Emilia, Stefano Tè, direttore artistico del Teatro dei Venti, Holger Syrbe rappresentante del partner tedesco aufbruch e degli altri partner di progetto, di Andrea Bortolamasi e Roberta Pinelli, assessore alla Cultura e assessora alle Politiche Sociali del Comune di Modena.
di Soraya Galfano
chiesadimilano.it, 15 febbraio 2023
Don Fabio Fossati è dal 2005 cappellano del carcere di Bollate, Comune alle porte di Milano: un percorso, dice, “avvenuto per volontà di Dio, come accade tutto quanto. Sono entrato in Seminario nel 1988, avevo diciassette anni e da lì in poi ho sempre avuto amici cappellani, il loro operato mi ha sempre incuriosito e affascinato. Nel 2003 il cappellano di Bollate faceva fatica a star dietro a tutti i detenuti del carcere, così mi sono proposto come volontario. Dal 2005 il mio servizio è diventato effettivo”.
di Sabino Cassese
Corriere della Sera, 15 febbraio 2023
Si tratta di un programma per più generazioni, quindi è bene festeggiare i tre quarti di secolo di vita della Costituzione italiana, ma anche rinfocolare il patriottismo costituzionale nazionale. “Ce nto anni di esperienza hanno mostrato il limitato valore di tutte le formule di Carte costituzionali, di trattati internazionali, di codici. Non è possibile che un foglio di carta sbarri la via alle passioni umane, agli interessi, nonché alle aberrazioni o alle follie. Se dietro ogni garanzia costituzionale non c’è una forza vigile, non ci sono cuori caldi, la Carta sarà travolta dal fatto”, così scriveva, il 2 gennaio 1948, all’indomani dell’entrata in vigore della Costituzione repubblicana italiana, il grande giurista e storico delle relazioni tra Stato e Chiesa Arturo Carlo Jemolo.
di Emma Ruzzon*
La Stampa, 15 febbraio 2023
Stanchi di piangere i suicidi dei nostri coetanei. A noi studenti viene richiesto di eccellere nella precarietà e con aspettative asfissianti. Non si tiene conto dei tempi di ognuno di noi né degli ostacoli economici e sociali. “A 20 anni è il più giovane laureato d’Italia”. “Studente trovato morto, da mesi non dava esami”. “Gemelli laureati insieme: “Il segreto? Una sana competizione”. “Si suicida all’università: aveva mentito alla famiglia, gli esami erano inventati”. “A 23 anni è medico: “Per me il sonno è tempo perso”. “Studentessa di 19 anni si suicida nella sua Università: “La mia vita è un fallimento”.
di La Gabriele Fusar Poli e Andrea Pistore
Corriere del Veneto, 15 febbraio 2023
All’inaugurazione dell’anno accademico il discorso per sensibilizzare sui suicidi: “Studiare non è una gara”. Le sue frasi davanti al ministro Anna Maria Bernini hanno lasciato il segno com’era stato nel maggio del 2022 davanti a Mattarella. “Siamo stanchi” ha detto convinta Emma Ruzzon, presidente del Consiglio degli studenti dell’Università di Padova che lunedì ha appeso a lato del leggio una corona di alloro in memoria di chi è arrivato a compiere gesti estremi quali il suicidio per problemi legati alla carriera universitaria.
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