di Viola Giannoli, Liliana Milella
La Repubblica, 13 febbraio 2023
La richiesta alla Suprema corte di sospendere il 41 bis: “Il carcere duro serve solo a impedire altri reati”. Il detenuto in sciopero della fame è entrato in ospedale rifiutando la sedia a rotelle: “Scusate per il disturbo”. L’unico a non aver letto il parere del procuratore generale della Cassazione su Alfredo Cospito, che di fatto lo libera dal 41 bis, è Carlo Nordio. Lo leggerà solo oggi, se lo riceverà nel suo ufficio di via Arenula.
di Francesco Grignetti
La Stampa, 13 febbraio 2023
Il pg in vista dell’udienza del 24 febbraio: “Mancano le basi fattuali dei collegamenti con l’organizzazione”. Va ripensato il 41bis per Alfredo Cospito, il terrorista anarchico-insurrezionalista che sta portando avanti uno sciopero della fame da 115 giorni. Questa in sintesi la posizione della procura generale della Cassazione, in vista dell’udienza del 24 febbraio, dopo avere esaminato il ricorso della difesa e l’ordinanza del tribunale di Sorveglianza di Roma che aveva confermato il carcere duro a Cospito per i prossimi 4 anni.
di Donatella Stasio
Il Dubbio, 13 febbraio 2023
Il ministro Nordio che smarrisce il suo teorico garantismo, i Pm che mostrano il volto del “diritto mite”, e il governo Meloni che fa un uso improprio della faccia feroce per fini elettorali. Si alza il sipario sui ruoli giocati finora nel caso Cospito e si scopre che i Pm sono ben più garantisti del guardasigilli. Giovanni Melillo, che guida la Procura antimafia e antiterrorismo, e Piero Gaeta, Avvocato generale presso la Corte di cassazione, hanno dato a Nordio una lezione con la loro interpretazione “mite” del diritto, che non è né rinuncia né rassegnazione ma, al contrario, applicazione saggia e responsabile delle regole nei casi difficili della vita. È questa la strada che trasforma il diritto in giustizia e che avrebbe potuto/dovuto portare il ministro a revocare il 41 bis - con trasferimento al circuito dell’Alta sicurezza - per l’anarchico Alfredo Cospito, da 116 giorni in sciopero della fame e da sabato ricoverato all’ospedale San Paolo di Milano. Una soluzione “mite”, appunto, ma purtroppo incompatibile con la gestione esasperatamente politica di questa vicenda (almeno fino alle elezioni regionali), che contribuisce ad alzare il livello di tensione e di esposizione al rischio della collettività. Un braccio di ferro tragico e malinconico.
di Serena Riformato
La Stampa, 13 febbraio 2023
Il costituzionalista: “Non è incostituzionale, ma va ammesso solo se indispensabile. Il ministro ragioni a mente fredda, sui principi e non condizionato dalle violenze”. “Il ministro della Giustizia Carlo Nordio dovrebbe riprendere in considerazione la sospensione del 41 bis per Alfredo Cospito prima del 24 febbraio”. Secondo Gaetano Azzariti, costituzionalista dell’Università La Sapienza di Roma la richiesta del procuratore generale della Cassazione Piero Gaeta di revocare il carcere duro per l’anarchico e rinviare a un nuovo esame “è l’ultimo segnale di una situazione assai complessa ed in rapida evoluzione in cui è difficile ragionare freddamente”.
di Liana Milella
La Repubblica, 13 febbraio 2023
Intervista al filosofo, firmatario dell’appello per l’anarchico: “Che possa minacciare la sicurezza dello Stato è davvero fantapolitico”. “Oggi il 41 bis per Cospito è solo una perfetta ingiustizia e una tortura”. Focosamente, e con l’entusiasmo verbale di sempre, Massimo Cacciari sta dalla parte di chi contesta questa pena inflitta a Cospito. Un mese fa ha firmato l’appello dei giuristi per revocare il 41 bis e adesso eccolo pronto a dire: “Nordio non l’ha tolto? Io avrei fatto diversamente”.
di Giuseppe Iaria*
Il Fatto Quotidiano, 13 febbraio 2023
Una bella vita frenetica è quella che viviamo in un’era digitale che ci mantiene in contatto con il mondo giorno e notte. Messaggi, chiamate, spese, uscite, lavoro, sport, figli, cene, film, podcast e tanto tanto ancora. Una stimolazione sensoriale continua che, seppur arricchendo la nostra vita da molte prospettive, di certo ha effetti negativi sul nostro cervello. Reagire a uno stress cronico del genere, però, si può. Con tecniche di rilassamento, yoga e approcci terapeutici (o meno) che altro non fanno che ridurre al minimo la nostra stimolazione sensoriale creando una forma di isolamento che crea benessere fisico e mentale. Lo si può fare anche a casa.
di Rosalba Famà
comunitadiconnessioni.org, 13 febbraio 2023
Scuote le coscienze, o almeno dovrebbe, il “Caso Cospito”, storia di un anarchico - detenuto da oltre 10 anni e dal mese di maggio sottoposto al regime di carcere duro - che da 114 giorni prosegue lo sciopero della fame. La volontà del detenuto è chiara: lasciarsi morire lentamente e sotto i nostri occhi. Lo si evince dal mandato conferito pochi giorni fa al suo legale per impedire, attraverso vie giudiziarie, ogni forma di alimentazione forzata ove dovesse perdere conoscenza. Un uomo senza mangiare resiste in media 70 giorni. I rischi per la vita del detenuto hanno portato l’amministrazione giudiziaria al suo trasferimento nel carcere di Opera di Milano, dove sono presenti le attrezzature necessarie per un’eventuale cura. La storia di Cospito fa da eco a quelle di altri 84 detenuti che nel 2022 hanno scelto di togliersi la vita in un carcere italiano.
di Federica Olivo
huffingtonpost.it, 13 febbraio 2023
Il parere del procuratore generale di Cassazione sul 41 bis: “Collegamenti con gli anarchici da dimostrare”. Uno spiraglio in vista della decisione del 24 febbraio. Ma intanto c’è il nodo dell’alimentazione forzata: cosa fare se la situazione precipita?
di Alessandro Ferretti
osservatoriosullalegalita.org, 13 febbraio 2023
Il caso Cospito ha riacceso l’attenzione sul 41 bis: molti commentatori hanno ribadito che il carcere duro è indispensabile per contrastare le organizzazioni mafiose. Sono andato quindi a vedermi qualche dato sul 41 bis per provare a comprenderne l’efficacia.
di Massimo Sanvito
Libero, 13 febbraio 2023
La Polizia vuole strumenti per prevenire le guerriglie urbane. Pronta una proposta di legge di Fdi. “Sei poliziotti del Reparto mobile di Milano rimasti feriti, di cui uno seriamente alla gamba, lanci di bombe carta, schegge, botte, danni gravi a locali e automobili, undici persone fermate. È l’ennesimo bollettino di guerra dopo l’ultima manifestazione anarchica, rigorosamente non autorizzata, che si è conclusa con la consueta follia di cui come sempre fanno le spese cittadini onesti e forze dell’ordine. Ci chiediamo per quanto dovremo restare ostaggio di soggetti senza controllo, senza alcun senso civico, sprezzanti delle leggi e costantemente proiettati alla violenza”. Lo afferma, in una nota, Valter Mazzetti, segretario generale Fsp Polizia di Stato, dopo gli incidenti che si sono verificati a Milano, dove si è tenuta una manifestazione non preavvisata a sostegno dell’anarchico Alfredo Cospito.
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- Biella. L’alleanza Verdi e Sinistra: “Il Governo prenda posizione sulle carceri”
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