di Enrico Sbriglia*
L’Opinione, 27 giugno 2023
Ho sempre ritenuto che la peggiore stagione dell’anno, per chi viva e/o lavori all’interno delle carceri italiane, sia l’estate. È quella che le persone libere indicano come la “bella stagione”, ma che nelle carceri è invece la più infernale ed insopportabile. Anche tale condizione sfavorevole, a ben guardare, potrebbe rientrare nel “pacchetto” di debiti che è stato mollato al nuovo governo della premier Meloni e del ministro Nordio i quali, tra le tante problematiche che dovranno affrontare nei diversi scenari di complessità, aggiungeranno anche questa.
di Amedeo Laboccetta*
Il Dubbio, 27 giugno 2023
Ho avuto l’onore, il privilegio e il piacere di conoscere politicamente Marco Pannella negli anni 80 a Napoli, quando insieme sedevamo nei banchi della storica Sala dei Baroni, al Maschio Angioino. Era l’epoca dei giganti. Il Consiglio comunale della terza città d’Italia si impegnava in confronti di altissimo livello. Si assisteva a cavallereschi duelli politici. Vinceva la civiltà del dialogo. Almirante, Pannella, Scotti, Di Donato, Valenzi e Chiaromonte, Giuseppe Galasso, Francesco Picardi, Francesco De Lorenzo: era una straordinaria palestra politica.
di Miriam Rossi
unimondo.org, 27 giugno 2023
È la Convenzione ONU contro la tortura e altre pene o trattamenti crudeli, inumani e degradanti a formulare il 26 giugno 1987, nel suo primo articolo, una definizione di cosa si intende per tortura. “Qualsiasi atto mediante il quale grave dolore o sofferenza, sia fisica che mentale, è intenzionalmente inflitta a una persona per scopi quali ottenere da lui o da terzi informazioni o una confessione”. O azioni volte a “punire per un atto che lui o una terza persona ha commesso o che si sospetta abbia commesso”. O infine atti per “intimidire e costringere lui o una terza persona, o per qualsiasi motivo basato su discriminazione di qualsiasi tipo”. L’elemento fondamentale è che tale dolore o sofferenza è inflitta da un pubblico ufficiale, o anche su istigazione o consenso dello stesso o di qualsiasi altra persona che agisce in veste ufficiale. Ed è la stessa Convenzione a fissare in calendario la Giornata mondiale contro la tortura, ricorsa ieri.
di Susanna Marietti*
Il Fatto Quotidiano, 27 giugno 2023
Oggi è la giornata dedicata dalle Nazioni Unite alle vittime di tortura. L’articolo 13 della nostra Costituzione afferma che “è punita ogni violenza fisica e morale sulle persone comunque sottoposte a restrizioni di libertà”. Una norma che non lascia spazio a dubbi, interpretazioni, mistificazioni: la tortura deve essere punita. Ed è la sola volta nell’intero testo della Carta Costituzionale che viene usato il concetto di punizione.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 27 giugno 2023
I giudici torinesi, chiamati solo a rideterminare la pena, si sono mossi nel solco della decisione della Corte costituzionale. Riconosciuta l’attenuante della lieve entità. Ventitrè anni per Alfredo Cospito, diciassette anni e nove mesi a Anna Beniamino: questa la pena inflitta ai due anarchici dalla Corte di Assise di Appello di Torino dopo circa cinque ore di Camera di Consiglio. L’accusa aveva chiesto l’ergastolo e isolamento diurno di dodici mesi per lui e 27 anni e un mese per lei. Dunque i giudici torinesi, chiamati solo a rideterminare la pena, si sono mossi nel solco della decisione della Corte costituzionale.
di Irene Famà
La Stampa, 27 giugno 2023
Dopo una lunga battaglia, ieri la sentenza: 23 anni al teorico della Fai-Fri e 17 anni e 9 mesi ad Anna Beniamino. La procura generale di Torino aveva chiesto il fine pena mai. Niente ergastolo. Per l’attentato all’ex scuola carabinieri di Fossano, nel Cuneese, l’anarchico Alfredo Cospito è stato condannato a 23 anni di carcere. E Anna Beniamino, ex compagna nella vita e da sempre accanto a lui nella lotta allo Stato, a 17 anni e 9 mesi. Così ha deciso ieri la Corte d’assise d’appello di Torino chiamata a rideterminare la pena, dopo che la Cassazione, nel luglio 2022, aveva riqualificato il reato in strage politica. E per la strage, c’è un’unica condanna prevista: l’ergastolo. I giudici hanno applicato l’attenuante del fatto lieve. “Non ci sono stati morti e anche i danni furono minimi”, hanno sottolineato gli avvocati difensori Flavio Rossi Albertini e Gianluca Vitale. “Questa è una sentenza che ristabilisce l’equilibrio e la ragionevolezza”.
di Claudio Cerasa
Il Foglio, 27 giugno 2023
Perché la nuova condanna di Cospito non c’entra nulla con il carcere duro. La Corte d’assise d’appello di Torino ha ricalcolato in 23 anni la condanna per l’anarchico Alfredo Cospito nell’ambito del processo per l’attentato alla scuola allievi Carabinieri di Fossano (Cuneo) del 2 giugno 2006. In primo grado e in Appello era stato condannato a 20 anni.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 27 giugno 2023
L’articolo 6 della Convenzione europea per i diritti dell’uomo afferma che “ogni individuo ha diritto a un processo equo e pubblico entro un termine ragionevole”. Un diritto che è violato in diversi Paesi d’Europa, tra i quali non manca il nostro Paese. Per questo motivo, la Commissione europea per l’efficienza della giustizia del Consiglio d’Europa (CEPEJ) ha recentemente adottato un nuovo strumento per aiutare i Paesi a ridurre l’arretrato giudiziario Il concetto di “arretrato” si riferisce alle cause pendenti presso il tribunale interessato che non sono state risolte entro un termine stabilito.
di Daria Bonfietti*
Il Manifesto, 27 giugno 2023
Non dimenticare Ustica vuol dire intanto ricordare che il 27 giugno 1980 in una serata d’estate, improvvisamente, nel mezzo di un volo regolare tra Bologna e Palermo, si perdono i collegamenti con un aereo civile, DC9 Itavia, e dopo una nottata di grande ansia e tensione si deve prendere atto che l’aereo si è inabissato tra Ponza e Ustica nella fossa del Tirreno portando a morte tutti gli 81 passeggeri.
di Patrizia Maciocchi
Il Sole 24 Ore, 27 giugno 2023
Non è un reato, ma rientra nella legittima difesa, la ribellione del detenuto che ferisce tre agenti carcerari per ribellarsi al pestaggio. E non importa se la “punizione” da parte degli agenti di custodia era scattata per un’offesa subìta proprio da una guardia. La Cassazione respinge il ricorso dei tre agenti contro la sentenza con la quale la Corte d’Appello aveva assolto il detenuto dal reato di lesioni, con la formula “perché il fatto non costituisce reato”. Il ricorso dei tre, intervenuti nel processo nella doppia veste di imputati e parti civili, era teso anche, e soprattutto, ad ottenere dai giudici di legittimità un’assoluzione nel merito dai reati loro contestati ma dichiarati prescritti già in primo grado: concorso in abuso di mezzi di correzione, abuso di autorità e lesioni aggravate. I ricorrenti ritenevano di aver diritto ad un’assoluzione piena, perché lo “scontro” con il detenuto, era avvenuto mentre stavano “compiendo un atto del proprio ufficio, vale a dire la contestazione disciplinare a (omissis) per le frasi irrispettose pronunciate, quando sarebbero stati aggrediti dal detenuto ed avrebbero, quindi reagito, per legittima difesa e riportare l’ordine”.
- Toscana. Tre milioni di euro per favorire l’inserimento dei detenuti nel mondo del lavoro
- Bologna. Fare impresa in carcere è possibile
- Sassari. La Garante dei detenuti in visita a Bancali: “Condizioni disastrose”
- Milano. “Arresto illegale, pugni e falso”: il giudice condanna due poliziotti
- Padova. Coppa Disciplina a Pallalpiede, la squadra dei detenuti del Due Palazzi









