di Iuri Maria Prado
Il Riformista, 11 febbraio 2023
Diremmo forse che se il regime iraniano smettesse di torturare i dimostranti avrebbe perduto autorevolezza e credibilità? Che cosa vuol dire “non cedere al ricatto?” Niente. È solo populismo. Ma quando un autocrate, esposto alla pressione di una protesta, o anche solo alla sorveglianza dell’opinione pubblica che ne denuncia i soprusi, decide di porre fine all’andazzo della sua prepotenza e la smette di perseverare nel proprio arbitrio, noi che cosa facciamo? Diciamo che ha ceduto al ricatto? I regimi segregazionisti avrebbero fatto bene a irrigidirsi, e noi avremmo compreso e giustificato quell’irrigidimento, giusto perché contro l’apartheid si sono sviluppate anche episodiche - e a volte anche molto gravi - manifestazioni di violenza?
di Giovanni Tizian e Nello Trocchia
Il Domani, 11 febbraio 2023
C’è molta amarezza negli uffici di via Giulia, la sede della procura nazionale antimafia e antiterrorismo, l’ufficio guidato da Giovanni Melillo. Amarezza e disorientamento per la decisione del ministro della giustizia Carlo Nordio di prorogare il 41 bis all’anarchico Alfredo CospitoAlfredo Cospito, in sciopero della fame da oltre cento giorni per protestare contro il regime di carcere duro cui è sottoposto da maggio 2022.
di Massimo Donini
Il Riformista, 11 febbraio 2023
Le forze politiche si sono rissosamente divise sul tema incostituzionale: “Ma da che parte stai?”. Noi non dobbiamo stare da nessuna parte che non sia quella del diritto, di un diritto umano e non violento. Lo Stato non deve avere paura di mostrarsi umano, nel rispetto dell’articolo 27 della Costituzione, senza per questo essere fesso. Del carcere duro va modificata una larga parte inutile e vessatoria. Ma pare che in Italia le leggi emergenziali non si possano toccare, a meno che non ci scappi il morto.
di Iuri Maria Prado
Il Riformista, 11 febbraio 2023
“Il suo sciopero della fame è violento”. Quando abbiamo letto le motivazioni sulla base delle quali il ministro Nordio ha deciso di rigettare la richiesta di revoca del carcere duro ad Alfredo Cospito, abbiamo pensato ad un refuso. Cioè a un errore di stampa.
di Piercamillo Davigo
Il Fatto Quotidiano, 11 febbraio 2023
La Corte costituzionale ha ritenuto legittimo il 41-bis sia per le limitazioni necessarie a impedire i contatti con il contesto criminale sia per il divieto di ricevere dall’esterno libri e riviste. Nella vicenda relativa ad Alfredo Cospito, detenuto che afferma di effettuare lo sciopero della fame (da oltre 100 giorni) per l’abolizione del regime penitenziario di cui all’art. 41-bis dell’Ordinamento penitenziario (legge 26 luglio 1975, n. 354), si sentono opinioni che non sembrano basate sulla conoscenza dei fatti e della norma.
di Annalisa Cuzzocrea
La Stampa, 11 febbraio 2023
L’ex presidente della Consulta: “L’Italia è forcaiola con l’anarchico che arriva a suicidarsi pur di colpevolizzare il nostro sistema”. “Il carcere duro nella visione di qualcuno deve fare spavento, tanto più efficace quanto più crudele. Ma questa idea è quanto di più lontano ci sia dalla nostra Costituzione”. “Lo Stato può ritenersi innocente, nel caso un uomo sotto la sua custodia si lasci morire, solo a una condizione: quella di avere la coscienza a posto”.
di Francesco Curridori
Il Giornale, 11 febbraio 2023
“Il 41-bis è uno strumento essenziale”. L’ex presidente della Camera, Luciano Violante, non si pronuncia sul caso specifico che riguarda il terrorista Alfredo Cospito, ma difende il regime di “carcere duro” introdotto dal nostro ordinamento nel 1992. Violante, che prima di entrare in politica è stato un illustre magistrato, ci tiene a precisare che “i diritti umani vanno garantiti”.
di Laura Liberto*
huffingtonpost.it, 11 febbraio 2023
Le soluzioni normative proposte disegnano un sistema articolato sulle case famiglia protette come soluzione principale, sia in fase cautelare che di esecuzione della pena, lasciando in piedi il ricorso alla custodia o detenzione in istituto a custodia attenuata soltanto in via residuale, per i casi più gravi.
di Francesco Machina Grifeo
Il Sole 24 Ore, 11 febbraio 2023
Pinelli (Csm): “Poniamo al centro del dibattito sulla stagione delle riforme del diritto penale liberale del prossimo futuro il tema, grande e urgente, della tutela della reputazione individuale”. “Il programma che ho enunciato alle Camere e che coincide in gran parte con le vostre proposte è già in fase di elaborazione. Non sono in grado di anticipare nel merito i disegni di legge, perchè sarebbe irriverente, ma quanto esposto sarà oggetto delle nostre prossime iniziative”. Lo ha detto il ministro della Giustizia Carlo Nordio nel videomessaggio inviato all’Unione delle Camere penali riunite per l’inaugurazione dell’anno giudiziario al Teatro nuovo di Ferrara per due giorni di dibattiti, dal titolo “Idee per una stagione di riforme liberali della giustizia penale”.
di Errico Novi
Il Dubbio, 11 febbraio 2023
La presidente del Cnf Masi: “Sulle riforme è necessaria una task force fra avvocati e giudici”. Pinelli, vicepresidente Csm: “La toga è simbolo della loro pari dignità”.
- Milano. Cospito, le tensioni per il corteo: si temono arrivi anarchici da fuori città
- Pisa. Ilaria Cucchi in visita al carcere: “Condizioni disumane e mancano le telecamere”
- Parma. Il dramma di Ernesto Fazzalari, al 41 bis con un tumore aggressivo
- Bologna. Senzatetto rubò cibo per 5 euro nel 2006, dopo diciassette anni finisce in carcere
- Napoli. “Il ragazzo che sparò a mio marito ora mi chiama mamma”











