di Stefano Anastasìa
huffingtonpost.it, 31 gennaio 2023
Persone sottoposte a un regime di sostanziale isolamento per dieci, venti, trenta o più anni; l’immiserimento di ogni possibilità di relazione affettiva; le innumerevoli vessazioni cui coloro che ne sono destinatari sono costretti in virtù di leggi, circolari e prassi su cui le Corti superiori sono interpellate, mancando la fonte legislativa da impugnare.
di Simona Musco
Il Dubbio, 31 gennaio 2023
Parla Giovanni Maria Flick, presidente emerito della Consulta: via Arenula eviti l’ennesimo suicidio. Nessuna trattativa è possibile con chi usa la violenza, spiega Giovanni Maria Flick, presidente emerito della Corte costituzionale e ministro della Giustizia del governo Prodi. Che condanna fermamente i disordini delle scorse ore, dopo le azioni dimostrative degli anarchici in Italia e in Europa finalizzate ad attirare l’attenzione sul caso di Alfredo Cospito, il detenuto anarchico che dal 19 ottobre è in sciopero della fame contro il regime detentivo del 41 bis. “Non si possono mercanteggiare i provvedimenti giudiziari attraverso azioni di questo genere: lo Stato può e deve rispondere con gli strumenti che ha a disposizione”, spiega Flick. Ma ciò ricordando la ratio del cosiddetto “carcere duro”: “Serve a interrompere la comunicazione con le organizzazioni criminali all’esterno - sottolinea -. Non è possibile utilizzare questo strumento per aggravare la pena facendola diventare più dura”
di Conchita Sannino
La Repubblica, 31 gennaio 2023
Intervista all’ex pm. Dottor Gherardo Colombo, lei ha lasciato toga di pm e inchieste scottanti da 18 anni: per impegno sociale si dedica anche alle carceri. Il fatto che Alfredo Cospito sia da ieri a Milano Opera è motivo di sollievo?
di Luigi Manconi
La Stampa, 31 gennaio 2023
Parlano il medico e l’avvocato dell’anarchico: “Comunque vada, per Cospito sarà una vittoria”. Pensa che Alfredo Cospito abbia ormai pochi giorni di vita? “Penso di sì. Non do la sua morte come imminente, ma se il digiuno non viene interrotto è fatale che sia così”. Parlo al telefono con la dottoressa Angelica Milia, 64 anni, medico di fiducia dell’anarchico Cospito, sottoposto al regime speciale di 41-bis nel carcere di Bancali, a pochi chilometri da Sassari.
di Livio Pepino
Il Manifesto, 31 gennaio 2023
Il copione è noto e sperimentato: l’aggravarsi delle condizioni di salute di Alfredo Cospito sollecita un intervento per salvarne la vita (revoca, quantomeno interlocutoria, del regime di 41 bis); intervengono in parallelo manifestazioni di anarchici caratterizzate da scontri con la polizia e attentati di matrice analoga (così, almeno presentati); il Governo e la maggioranza parlamentare fanno quadrato affermando che lo Stato non può cedere al ricatto e cercando così di chiudere con una pietra tombale (nel senso letterale del termine) la vicenda. La sequenza degli argomenti è suggestiva ma del tutto infondata.
di Giulia Merlo
Il Domani, 31 gennaio 2023
Il pensiero anarchico si fonda sul rifiuto di ogni forma di autoritarismo, a partire da quello di un capo. Tuttavia ha una forte connotazione memoriale, con le cellule intitolate agli anarchici uccisi nello scontro con lo stato. A livello generale, infatti, l’obiettivo dei gruppi anarchici è quello di creare le cosiddette “zone di opacità”, ovvero di sottrarsi ad ogni riconoscimento e di sorveglianza statale. Le singole cellule agiscono in modo disgiunto le une dalle altre, senza legami organizzativi proprio perchè si tratta di un mondo che non vive di riferimenti verticali o di strutture di potere interno.
di Massimo Giannini
La Stampa, 31 gennaio 2023
Di fronte all’offensiva violenta degli anarchici, agli attacchi alle ambasciate e alle molotov contro i commissariati di Polizia, fa benissimo il governo a ribadire che lo Stato non scende a patti con chi minaccia le istituzioni. Fissato questo principio, irrinunciabile per una democrazia, va detto però che sulla delicata vicenda di Alfredo Cospito c’è solo una cosa che lo Stato, nelle sue più diverse articolazioni, non deve fare: lavarsene le mani.
di Giuliano Ferrara
Il Foglio, 31 gennaio 2023
L’anarchico al 41 bis, in sciopero della fame, merita una riflessione pietosa, cosa del tutto diversa dal cedimento al ricatto di un partito armato combattente. No alla simulazione storica che rinnova la tragedia di quasi mezzo secolo fa.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 31 gennaio 2023
Non è volto al ravvedimento, alla collaborazione, né alla punizione oltre le garanzie costituzionali. Ha un solo e unico scopo: non permettere al capo di dare ordini alla organizzazione criminale di appartenenza.
di Luciano Capone
Il Foglio, 31 gennaio 2023
Dal caso Cospito a Bernardo Provenzano e in prospettiva Matteo Messina Denaro, ipocrisie e convenienze di chi sul carcere duro evoca princìpi assoluti come diritti umani e stato di diritto, ma a corrente alternata.
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