di Francesca Sabella
Il Riformista, 31 gennaio 2023
Sono tredici le detenute italiane in regime di carcere duro. Vivono in celle di cemento di pochi metri quadrati. Passano giorno e notte in una stanza gelida, singola, con un letto, un tavolo e una sedia inchiodata al pavimento. Private della privacy perché sorvegliate a vista dalla Polizia penitenziaria h24. Private anche della parola e condannate al silenzio quasi totale. I contatti con le guardie carcerarie sono ridotti al minimo indispensabile e l’ora d’aria si fa in compagnia solo di un’altra detenuta. Sono le donne condannate al 41bis. Vivono così le tredici detenute considerate pericolosissime e quindi da tenere isolate, da rinchiudere in una tomba seppure ancora vive. Ma chi sono le donne italiane detenute al 41bis?
di Luca Fazzo
Il Giornale, 31 gennaio 2023
Cospito non sta facendo lo sciopero della fame solo perché vuole che gli sia revocato il 41 bis, chiede che sia totalmente rimosso dal nostro ordinamento penitenziario quell’articolo. Nel caso di Alfredo Cospito ci sono due temi che vanno affrontati e valutati separatamente se si vuole approdare a una soluzione della vicenda che tenga insieme valori irrinunciabili quali sono da una parte il rispetto della dignità e della salute umana e dall’altro la sicurezza dello Stato. Elementi che Cospito ha deliberatamente posto in conflitto, e che sono invece pienamente compatibili tra loro.
di Federica Olivo
huffingtonpost.it, 31 gennaio 2023
Intervista al prof. Gianfranco Ragona, esperto di anarchismo: “Alfredo non interromperà lo sciopero della fame. Il governo? Manca l’onestà intellettuale di riconoscere il 41 bis come un vero problema, anche per l’uso politico a cui si presta”.
di Fiammetta Cupellaro
La Repubblica, 31 gennaio 2023
Le ultime assunzioni risalgono al 1996. Così ora c’è chi è responsabile del minorile di Torino e poi deve volare a Bari e chi ha un triplo incarico in Sardegna. Inchiesta.
di Ugo Maria Tassinari
Il Dubbio, 31 gennaio 2023
È morto Gian Carlo Calidori, impegnato con la compagna Anna Di Vittorio a rendere giustizia al fratello di lei Mauro. Uno degli 86 morti, indegnamente sospettato e accusato di essere il corriere dell’esplosivo.
di Paola Rossi
Il Sole 24 Ore, 31 gennaio 2023
Va dimostrata la negligenza del professionista nel dare comunicazioni al cliente. Se l’avvocato domiciliatario ha ricevuto regolare notifica tanto dell’atto di citazione quanto dell’estratto contumaciale di condanna l’imputato - rimasto contumace - non può chiedere la rimessione del termine per appellare la sentenza di merito, asserendo de plano di non averne avuto conoscenza. Andava, infatti, provato che vi fosse stata una perdurante negligenza del difensore di fiducia e anche a fronte di un comportamento attivo dell’imputato, fatto di periodiche richieste di informazioni sul processo, ma rimaste inevase dal legale.
di Paola Rossi
Il Sole 24 Ore, 31 gennaio 2023
Anche in caso di coercizione va rispettato il requisito di garantire una maggiore protezione nel trattamento di dati personali sensibili. La raccolta sistematica dei dati biometrici e genetici, prevista dalla direttiva 2016/680, deve garantire la proporzionalità dei dati raccolti sulla persona fisica e la tutela maggiore possibile per dati che sono definiti sensibili. In caso di accusa per un reato doloso perseguibile d’ufficio è ammessa la registrazione di dati biometrici e genetici della persona da parte della polizia. Ma solo se la legge nazionale prevede specifiche garanzie contro illeciti accessi ai dati raccolti e un valido controllo giurisdizionale sulla richiesta di procedere in via coercitiva alla raccolta di tali dati. La direttiva 2016/680 non osta infatti a una normativa nazionale che prevede la raccolta coercitiva dei dati biometrici e genetici delle persone per le quali sussistono sufficienti elementi di prova della colpevolezza per un reato doloso perseguibile d’ufficio e che siano state formalmente accusate.
sardegnalive.net, 31 gennaio 2023
Irene Testa è la nuova Garante delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale in Sardegna. È stata nominata ieri dal presidente del Consiglio regionale Michele Pais. Originaria di Sorgono, giornalista e autrice, Testa è tesoriera del Partito Radicale, col quale è impegnata sul fronte del riconoscimento dei Diritti umani e per la promozione e il rispetto dello Stato di diritto.
infoaut.org, 31 gennaio 2023
Questa mattina, al Centro Sereno Regis di Torino, si è tenuta, a due anni dalla sua scomparsa, la conferenza stampa della famiglia Raddi sulla drammatica vicenda occorsa ad Antonio, che nel carcere di Torino ha continuato a perdere peso fino alla morte. Visibilmente toccata, la Garante delle persone private della libertà personale, Monica Gallo, ha riassunto la vicenda gravissima e del tutto sconcertante: “È da quando ricopro questo ruolo che provo una grande rabbia. Ho fatto tutto quello che era nelle mie possibilità”.
Il Fatto Quotidiano, 31 gennaio 2023
Avrebbe dovuto vigilare un detenuto poi suicidatosi: un agente della polizia penitenziaria in servizio a Regina Coeli è stato raggiunto da una misura interdittiva di sospensione dal lavoro per sei mesi emessa dal Gip di Roma.
- Teramo. Carcere troppo affollato, detenuto risarcito con 11mila euro
- Reggio Calabria. Detenuti senz’acqua al carcere di Arghillà
- Milano. Il nuovo sportello “Detenuti e futuro”. Ecco la strada che porta a un lavoro
- Roma. Lezioni di trucco per le detenute transgender di Rebibbia
- Gli espulsi che servono alla grande città











