di Massimiliano Smeriglio*
Il Riformista, 29 gennaio 2023
Alfredo Cospito, detenuto nel carcere di Sassari dove sta scontando una pena non ancora determinata in via definitiva, è in sciopero della fame ormai da tre mesi. La sua protesta origina dalla decisione di sottoporlo, dall’aprile 2022, al regime del 41 bis, il carcere duro introdotto in Italia negli anni delle stragi di mafia del 1992. Cospito è stato condannato per l’attentato contro Roberto Adinolfi, ad. di Ansaldo nucleare, e all’ergastolo per strage contro la sicurezza dello Stato. La condanna si riferisce a due pacchi bomba contro la scuola Allievi Carabinieri che non hanno fatto morti, feriti, o danni gravi.
di Diletta Bellotti
L’Espresso, 29 gennaio 2023
Allo scoccare del novantesimo giorno di sciopero della fame un detenuto nel carcere di Sassari, l’anarchico Alfredo Cospito, aveva perso 38 chili. A maggio 2022, al suo decimo anno di carcere, Cospito è stato rinchiuso in una cella di un metro e 52 centimetri di larghezza per due metri e 52 centimetri di lunghezza, cioè uno spazio occupato quasi tutto dal letto. Cospito, sepolto, come altri 749 detenuti in Italia (2021), in un sarcofago di cemento armato, è sotto regime di 41 bis.
di Sergio Gioli
La Nazione, 29 gennaio 2023
Gli attentati non giovano alla causa di Alfredo Cospito. Lui è in carcere al 41 bis, non si è mai pentito per ciò che ha fatto (che, al contrario di quello che si dice in giro, non è poco) e continua a sfidare lo Stato. Lo fa da capopopolo fanatico ma - adesso e solo adesso - in modo legittimo, semplicemente non mangiando. Per quelli fuori, che giocano a una rivoluzione che non c’è, è una specie di icona.
di Claudio Bozza
Corriere della Sera, 29 gennaio 2023
Pescarese, classe 1967, è considerato l’ideologo della Fai-Fri. Detenuto da oltre 10 anni, dallo scorso aprile gli è stato applicato il regime di 41bis nel carcere di Bancali. Dopo cento giorni senza toccare cibo, le sue condizioni di salute sono sempre più precarie.
di Grazia Longo
La Stampa, 29 gennaio 2023
Colpite le sedi diplomatiche di Berlino e Barcellona, azioni anche a Torino e in Umbria. Cortei e tensioni a Roma e Trieste. C’è la galassia anarchica dietro agli atti vandalici che hanno preso di mira, l’altra sera, le sedi diplomatiche italiane in Spagna e Germania. E l’offensiva in solidarietà con Alfredo Cospito, da 101 giorni in sciopero della fame nel carcere di Sassari, dov’è recluso al 41 bis, ha colpito negli ultimi giorni anche in Italia, da Torino a Spoleto.
Caso Cospito, allarme dell’intelligence: “Attentati nel nostro Paese”. A rischio ministeri e carceri
di Giuliano Foschini e Fabio Tonacci
La Repubblica, 29 gennaio 2023
Gli anarchici sono il maggior pericolo terroristico per la sicurezza nazionale. Il legame con le cellule greche, spagnole e sudamericane. Se li aspettavano. E quasi certamente non saranno gli ultimi atti della campagna lanciata in nome di Alfredo Cospito. Se anche i segnali non fanno ritenere di essere prossimi al “salto di qualità”, all’escalation violenta che riporterebbe il nostro Paese in un periodo nero che pareva dimenticato, certo è che il “caso Cospito” è diventato un tema di sicurezza nazionale.
di Virginia Piccolillo
Corriere della Sera, 29 gennaio 2023
Attentati alle ambasciate e la scritta: “Liberate Cospito”, per l’anarchico che digiuna in carcere contro il 41 bis: Giuseppe Santalucia, da presidente Anm, quale riflessione le suscitano?
di Giancarlo Castelli
Il Fatto Quotidiano, 29 gennaio 2023
Tra i detenuti per reati di terrorismo di matrice politica, sottoposti al 41bis non c’è soltanto l’anarchico Alfredo Cospito, in sciopero della fame da oltre 100 giorni. “Da quasi 18 anni, tra i 750 detenuti per i quali è stato adottato questo regime carcerario ci sono anche Nadia Lioce, Roberto Morandi e Marco Mezzasalma”, dice l’avvocata Caterina Calia, legale dei tre brigatisti oggi ultasessantenni, nonché di Anna Beniamino, compagna di Cospito e anche lei condannata dal tribunale di Torino a 15 anni di carcere per la bomba alla stazione dei carabinieri di Fossano del 2006.
di Carla Forcolin*
Avvenire, 29 gennaio 2023
Per 16 anni ho fatto volontariato quotidiano accompagnando, attraverso l’associazione di cui ero presidente, “La gabbianella”, i figli delle detenute del carcere femminile della Giudecca di Venezia all’asilo nido (prima della legge 63/11) e alla scuola materna (dopo che fu deciso che i bambini dovevano rimanere con la madre fino a sei anni).
di Errico Novi
Il Dubbio, 29 gennaio 2023
L’intesa premier-ministro sulla separazione delle carriere è inutile: esame al via il 2 febbraio. Cosa ha chiesto Giorgia Meloni a Carlo Nordio giovedì scorso? Poche cose, tutto sommato. Evitare i conflitti con le toghe. Evitare requisitorie divisive, seppur appassionate, come quella pronunciata, una settimana prima, alla Camera sulle intercettazioni.
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