di Pasquale De Luca
napolitoday.it, 10 giugno 2023
Al via in questi giorni la seconda edizione del corso formativo quale tecnico di palcoscenico a favore dei detenuti della Casa Circondariale Giuseppe Salvia. Il Teatro San Carlo di Napoli a favore dell’inclusione sociale. Malgrado il fermento di quest’ultimo periodo scoppiato in una spaccatura tra lavoratori e dirigenza, è riuscita a partire anche quest’anno la nuova edizione del programma formativo per i detenuti della Casa Circondariale Giuseppe Salvia di Napoli.
di Samuele Govoni
La Nuova Ferrara, 10 giugno 2023
Lunedì all’Abbado c’è “Agnusdei”, così i detenuti diventano protagonisti. Czertok: “Quanto lavoro per il teatro in prigione, ho dato la vita per questo progetto”. Lunedì alle 21 sul palco del Teatro Comunale Abbado di Ferrara (corso Martiri della Libertà, 5) andrà in scena “Agnusdei”, spettacolo scritto e diretto da Marco Luciano con la collaborazione alla regia di Horacio Czertok; in scena i detenuti/attori del carcere di Ferrara. Per la prima volta la pièce verrà proposta all’esterno dell’istituto penitenziario e non in un luogo qualunque, bensì sul palcoscenico simbolo della città. Non è la prima volta che i detenuti calcano le tavole dell’Abbado e, anche se ormai è una felice consuetudine, quello che accade è comunque sempre un piccolo miracolo.
di Cristina Benenati
La Stampa, 10 giugno 2023
“È stato un anno difficile, i ragazzi sono senza bussola, sempre più aggressivi e insofferenti. Gli studenti sono fragili e tendono a non aprirsi con lo psicologo scolastico. È un momento delicatissimo, bisogna ripristinare il dialogo a casa e tra le famiglie e noi insegnanti”.
di Francesca Basso
Corriere della Sera, 10 giugno 2023
Solidarietà obbligatoria e rimpatri nei Paesi “di transito”. Polonia e Ungheria votano contro. Piantedosi: “L’Italia ha avuto una posizione di grande responsabilità”. Sono passate le sei di sera quando arriva la “minaccia” della ministra per le Migrazioni svedese, Maria Malmer Stenergard: “Sono ancora dell’opinione che siamo molto vicini: ho tutta la notte”. Due ore e mezza dopo è arrivata l’intesa con voto a maggioranza qualificata: contrarie Polonia e Ungheria, astenute Malta, Lituania, Slovacchia e Bulgaria. Stoccolma ha la presidenza di turno dell’Ue e dunque era l’arbitro nel negoziato sui due principali regolamenti del nuovo Patto per la migrazione e l’asilo su cui ieri ha trovato l’accordo il Consiglio Affari interni a Lussemburgo. Una “decisione storica”, come l’ha definita la commissaria Ue agli Affari interni Ylva Johansson. Sia chiaro, si tratta della posizione negoziale del Consiglio che poi dovrà trattare con il Parlamento Ue, ma sono sette anni che gli Stati membri discutono senza trovare un’intesa.
di Paolo Delgado
Il Dubbio, 10 giugno 2023
La soddisfazione ostentata da Meloni e Piantedosi per gli obiettivi centrati al Consiglio europeo non corrisponde ai fatti. Con tutti i grattacapi che le sta dando il Pnrr può sembrare strano che l’attivismo, anzi l’iperattivismo, della premier si concentri sul fronte immigrazione. Ma strano non è e non è neppure il vizio antico di trasformare in emergenza ciò che emergenza non è a puro uso della propaganda. C’è anche questo, ovvio, ma stavolta la presidente è preoccupata davvero e ne ha tutte le ragioni. La propaganda facile sull’immigrazione è un’arma a doppio taglio. Se dopo aver strillato e minacciato ci si trova alle prese con un esodo biblico la ricaduta molto negativa in termini di credibilità e consensi è inevitabile. Anche se gli sbarchi sono drasticamente aumentati negli ultimi mesi quell’esodo biblico ancora non c’è. Però è dietro l’angolo e Giorgia Meloni lo sa perfettamente. La frenesia diplomatica di questi giorni è giustificata e comprensibile.
di Filippo Miraglia
Il Manifesto, 10 giugno 2023
L’accordo nel Consiglio europeo. Nel gioco delle parti al quale abbiamo assistito per l’ennesima volta in un summit europeo sull’immigrazione, gli unici due Paesi che hanno votato contro, presentandosi come i cattivi, hanno portato a casa il risultato che volevano: un impegno unitario per cancellare il principio cardine del diritto d’asilo, il principio di non respingimento, e un investimento prioritario sull’esternalizzazione delle frontiere, ossia sull’impedire alle persone di arrivare in Europa, costi quel che costi.
di Rocco Vazzana
Il Dubbio, 10 giugno 2023
Per il giurista Fulvio Vassallo Paleologo il trattato di Dublino non è neanche sfiorato. “Il criterio cardine di Dublino che finora ha penalizzato l’Italia non viene toccato: la responsabilità piena e totale del Paese di primo ingresso dei migranti”. Fulvio Vassallo Paleologo, avvocato e giurista esperto di diritto d’asilo, prova ad analizzare l’accordo sui migranti, raggiunto l’ 8 giugno dal Consiglio degli affari interni Ue, senza le lenti della propaganda. E ciò che resta, sotto un consistente strato di dichiarazioni roboanti e qualche ritocco furbino, sono le criticità che già esponevano il nostro Paese alla solitudine davanti al fenomeno migratorio. Gli egoismi europei, provenienti soprattutto dagli alleati “orientali” di Giorgia Meloni, non sono stati accantonati.
di Luca Casarini
L’Unità, 10 giugno 2023
Soldi in cambio della cattura di migranti e della costruzione in Tunisia di campi di concentramento per i deportati espulsi da Italia e da altri Stati europei. Domani la premier Giorgia Meloni sarà di nuovo in Tunisia, questa volta accompagnata da Ursula Von Der Leyen. La pressione sul presidente dittatore Saied perché accetti soldi in cambio di detenzioni e catture di migranti che tentano di raggiungere le coste europee è continua. Con un punto in più, dopo il varo dell’accordo europeo sulla migrazione e l’asilo: la costruzione in Tunisia di campi di concentramento per i deportati che verranno espulsi dall’Italia e da altri stati europei.
di Leonardo Clausi
Il Manifesto, 10 giugno 2023
Ok della Corte suprema britannica all’estradizione che costerebbe al fondatore di Wikileaks il carcere a vita. Martedì nuova udienza. La vendetta americana su Julian Assange - reo, com’è ormai arcinoto, di aver divulgato via WikiLeaks i crimini di guerra statunitensi in Iraq e Afghanistan - si avvicina pericolosamente al suo compimento. La Corte suprema britannica, nella persona del giudice Jonathan Swift, ha respinto l’appello dei legali del giornalista australiano contro l’estradizione negli Stati Uniti che gli costerebbe quasi certamente la galera a vita per essersi macchiato di “spionaggio”. Rischia 175 anni di carcere.
di Vincenzo Vita
Il Manifesto, 10 giugno 2023
Julian Assange. Dopo un’interminabile attesa, il giudice monocratico dell’Alta Corte del Regno Unito ha respinto gli otto motivi di appello del collegio di difesa di Julian Assange, contro l’ordine di estradizione negli Stati Uniti siglato dall’allora ministra degli Interni Priti Patel.
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