comunicareilsociale.com, 1 febbraio 2023
Il carcere è al centro del dibattito nel Rione Sanità per il primo convegno organizzato a Napoli dalla rete nazionale di “Sbarre di Zucchero. Quando il carcere è donna in un mondo di uomini”. Titolo del convegno è “Mai più una di Meno”, attraverso le storie di chi ha vissuto e vive il carcere ma anche familiari, volontari, operatori, verranno raccontate luci e ombre del sistema carcere, per riportare al centro del dibattito un tema troppo spesso relegato ai margini. L’appuntamento è alle ore 17.30 nella sede dell’Associazione Liberi di Volare Odv in via Buonomo Giuseppe 39, Napoli.
di Bruna Alasia
pressenza.com, 1 febbraio 2023
Il terzo comma dell’articolo 27 della nostra Costituzione stabilisce che “le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato”. “I nostri ieri”, film diretto da Andrea Papini, dimostra che uno dei mezzi per ottenere una vera riabilitazione dei detenuti è il cinema, il teatro, se vogliamo le espressioni artistiche in generale. Citando Erich Fromm, bisogna convenire che è certificata la considerazione “l’uomo che non può creare vuole distruggere” e che per contrastarla è necessario coltivare l’istinto creativo, soprattutto nei penitenziari, perché veicola catarsi nei reclusi e nuovi rapporti umani tra loro e “coloro che stanno fuori” stabilendo un’osmosi reciproca.
di Francesco Bei
La Repubblica, 31 gennaio 2023
Far dipendere la sorte del detenuto dall’atteggiamento dei suoi “compagni” fuori dal carcere non lega le mani a loro, bensì allo Stato. E gli impedisce di fare la cosa giusta, quale che essa sia. Il trasferimento del detenuto Alfredo Cospito, in regime perdurante di 41 bis, dal carcere di Sassari a quello di Opera, è una buona notizia ma non rappresenta una svolta. Tiene ferma la situazione di stallo, allontanando per un po’ la possibilità di un esito tragico, eppure resta al di sotto di quanto sarebbe necessario.
di Eleonora Martini
Il Manifesto, 31 gennaio 2023
L’anarchico trasferito nel carcere di Opera. Il Consiglio dei ministri affronta il caso ma se ne lava le mani e rinvia ogni decisione alle “sedi opportune”. Nordio: “Non intendo revocare il 41bis”. Meloni: “Lo Stato non si fa intimidire da chi pensa di minacciare i suoi funzionari”. Orlando: “Così si fa diventare l’anarchico al 41bis un elemento di coesione per quella rete che si cerca di combattere”.
di Giuliano Foschini e Fabio Tonacci
La Repubblica, 31 gennaio 2023
La storia della detenzione del 55enne pescarese, anarchico e pluricondannato con l’aggravante del terrorismo, è prima di tutto una sequela di valutazioni opinabili e scaricabarile tra amministrazioni che l’hanno resa, agli occhi di molti, un caso di malagiustizia.
di Mattia Feltri
huffingtonpost.it, 31 gennaio 2023
Riuscire a trasformare in emergenza il caso dell’anarchico Alfredo Cospito è un capolavoro italiano costruito in sette errori. Dal 41bis alla nerboruta dichiarazione di ieri del governo: come siamo riusciti a trasformare un caso in una emergenza dalla quale uscire indenni è ormai quasi impossibile.
di Giulia Merlo
Il Domani, 31 gennaio 2023
Nel Cdm di ieri sono intervenuti in informativa i ministri della Giustizia, Carlo Nordio, degli Esteri, Antonio Tajani e dell’Interno, Matteo Piantedosi. Il 41bis rimane, ma la sua salute sarà tutelata: rimane la posizione di palazzo Chigi.
di Francesco Grignetti e Francesco Olivo
La Stampa, 31 gennaio 2023
Come già accaduto per la vicenda migranti arriva l’assist dei dottori a sbloccare la situazione. Polizia e servizi segreti avrebbero preferito uno spostamento qualche settimana fa. Ancora una volta sono i medici a togliere le castagne dal fuoco al governo. Tre mesi fa furono i camici bianchi a ordinare lo sbarco dei migranti dalle navi delle Ong, risolvendo un’impasse politico giuridica che stava causando incidenti diplomatici. Ieri è stata una perizia a sbloccare, temporaneamente, la vicenda Cospito. Il trasferimento dell’anarchico nel carcere di Opera, deciso dal Dap a seguito di un accertamento dei dottori che lo hanno visitato dietro le sbarre a Sassari, non risolve di certo la questione, ma ne alleggerisce, almeno per qualche ora, i contorni più foschi. Un gesto che i vertici della polizia auspicavano da tempo.
Cospito trasferito a Opera ma continuerà a rifiutare il cibo. Nordio: “Priorità tutela della salute”
di Virginia Piccolillo e Claudio Del Frate
Corriere della Sera, 31 gennaio 2023
Mentre si moltiplicano gli appelli pro e contro il mantenimento del 41 bis, le condizioni del detenuto sono in rapido peggioramento, come confermato dai bollettini dei medici
di Lirio Abbate
La Repubblica, 31 gennaio 2023
Il detenuto ha rifiutato i farmaci. Ai medici ha svelato che assume zuccheri e integratori e che ha studiato le mosse per poter resistere a lungo. La “battaglia” che ha intrapreso Alfredo Cospito non è per uscire dal 41 bis a cui è sottoposto, ma per scardinare questo regime carcerario che rende impermeabili i contatti con l’esterno dei detenuti per mafia e terrorismo. È quanto emerso durante la visita medica a cui l’uomo è stato sottoposto due giorni fa nel carcere di Bancali a Sassari, per poter decidere sul suo trasferimento. I sanitari dell’amministrazione penitenziaria lo hanno controllato a lungo nell’infermeria dell’istituto di pena. Un incontro durante il quale Cospito ha sottolineato di non voler assumere la terapia che gli era stata prescritta, perché attraverso la “battaglia” che lui ha intrapreso, dice di sentirsi bene e “non ha bisogno dei farmaci” che gli sono stati imposti per le sue condizioni di salute. Ai medici ha svelato che fa uso di integratori che gli permettono di proseguire lo sciopero della fame, “il più a lungo possibile”. Ha le idee chiare Cospito sull’obiettivo che vuole raggiungere. E pure i metodi come provare ad ottenerli.
- Tutti i motivi per mettere in discussione il 41 bis (anche prima del caso Cospito)
- “Prima la vita umana, poi il 41 bis: lo Stato non lasci morire Cospito in cella”
- Cospito, Gherardo Colombo: “La linea dura porta altra violenza. E così lo Stato rischia di creare un martire”
- Cospito, la dottoressa: “Emaciato e in sedia a rotelle, con il carcere duro Alfredo morirà”
- Cospito, è urgente un provvedimento del ministro











