di Andrea Bucci
giornalelavoce.it, 15 gennaio 2023
Sabato scorso grazie ad un progetto della Compagnia “Teatro a canone” di Chivasso. La cultura e il teatro entrano nella casa circondariale di Ivrea grazie al progetto “Leggendo evado” elaborato dagli attori della Compagnia “Teatro a Canone” di Chivasso diretta da Luca Vonella.
Il Roma, 15 gennaio 2023
L’indifferenza è il tema conduttore dello spettacolo che si terrà il 25 gennaio 2023 presso la Casa di reclusione “Bartolo-Famiglietti-Forgetta” di Sant’Angelo dei Lombardi (Av), diretta dalla dott.ssa Marianna Adanti. L’atto unico “Alterazioni-il mondo sottosopra”, scritto e diretto da Gaetano Battista dell’Associazione Polluce e messo in scena dalla compagnia di attori del penitenziario, costituita da detenuti, ex detenuti e professionisti, tenta di rispondere al quesito interiore sul mondo in cui vogliamo vivere, partendo dai testi del commediografo tedesco Karl Valentin per arrivare ad Antonio Gramsci, passando attraverso le suggestioni suggerite da Matilde Serao, Schopenhauer, Martin Luther King, Albert Einstein, mescolando il cabaret dell’assurdo con le clownerie, citazioni colte con riflessioni personali dei detenuti sulla condizione umana contemporanea. Lo spettatore è accompagnato da due personaggi traghettatori attraverso le stanze della casa di reclusione, dove gli attori-detenuti lo accoglieranno nel proprio mondo sottosopra.
imagazine.it, 15 gennaio 2023
Realizzate nell’ambito dei laboratori permanenti di pittura e bricolage presso la Casa Circondariale di Tolmezzo. Inaugurata venerdì 13 gennaio, presso l’atrio del Palazzo Municipale del Comune di Monfalcone (Piazza della Repubblica, 8), la mostra (p)Arte da dentro: una rassegna di opere inedite, realizzate nell’ambito dei laboratori permanenti di pittura e bricolage nati dalla proposta di un gruppo di detenuti in regime di Alta Sicurezza presso la Casa Circondariale di Tolmezzo.
di Chiara Sgreccia
L’Espresso, 15 gennaio 2023
Il prossimo 21 gennaio l’anniversario della scomparsa di Lorenzo Parelli, schiacciato da una trave durante uno stage. Gli studenti chiedono di poter fare una manifestazione a Roma per ricordarlo, ma gli viene rifiutata: “Saremo in piazza lo stesso, anche senza autorizzazione”.
di Luigi Mastrodonato
L’Essenziale, 15 gennaio 2023
I servizi italiani di riduzione del danno per il consumo di droghe sono stati per anni tra i migliori al mondo, ma ora sono in difficoltà. La mancanza di un piano nazionale crea disuguaglianze e isolamento sociale.
di Andrea Galli
Corriere della Sera, 15 gennaio 2023
L’ultima accusa a Zaccaria Mouhib, 21 anni, è stata la gambizzazione di due senegalesi in corso Como: “Ero completamente ubriaco”. E poi, “Ho iniziato a bere da ragazzino. Oltretutto fumo hashish tutti i giorni”.
di Marinella Salvi
Il Manifesto, 15 gennaio 2023
Rotta balcanica. Il ministro dell’Interno da Trieste guarda al confine italo-sloveno. Sulle problematiche dell’accoglienza neanche una parola. “Con sicura umanità ma con altrettanto rigore e fermezza”. Ha introdotto così il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi la conferenza stampa in Prefettura ieri mattina a Trieste. Appena due parole per dire che sì, si è parlato di migranti e rotta balcanica. In effetti era reduce dalla riunione del Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica convocato in particolare su quelle tematiche. Il ministro non ha aggiunto altro nel suo scarno intervento, limitandosi a sottolineare la piena sintonia con le istituzioni locali che “riceveranno quanto prima segnali di alleggerimento” dal Governo e l’avvenuto proficuo confronto con i rappresentanti delle forze dell’ordine “che ben conoscono le problematiche quotidiane di cui qualcuno magari ha un’immagine romantica”.
di Giansandro Merli
Il Manifesto, 15 gennaio 2023
Rotta balcanica. L’avvocata ha seguito i ricorsi dei richiedenti asilo rimandati indietro dal confine orientale: “Manca la ratifica del parlamento in violazione dell’articolo 80 della Costituzione e comunque le riammissioni non possono avvenire a livello informale”. Anna Brambilla è avvocata dell’Associazione per gli studi giuridici sull’immigrazione (Asgi) e ha seguito i ricorsi di richiedenti asilo contro le riammissioni in Slovenia.
di Domenico Quirico
La Stampa, 15 gennaio 2023
Rassegniamoci. Forse non c’è più nulla da fare. Pacifisti, uomini di buona volontà, aspiranti mediatori, nostalgici immarcescibili dei miracoli della diplomazia: la polvere della guerra vi avvolge. Ora siamo giunti al tempo dei carri armati: T55, 70, 80, 90, Leopard uno due e tre, Challenger, forse toccherà anche alla fuoriserie americana, l’Abrams... siamo solo all’inizio. Sfogliate sveltamente il catalogo dei corazzati, gli ammazzasette della comunicazione guerrafondaia, i piazzisti di cannoni non stanno più nella pelle, già pregustano scenari apocalittici e redditizi popolati di mostri di ferro. Nel frattempo in Donbass, a Soledar, a Bakhmut, si massacra con la baionetta, quasi a mani nude. Ma la guerra sta per cambiare, mette i cingoli, fa stantuffare i cilindri. Sui seni delle colline ucraine dove l’erba ora è nitida e fredda, indurita dall’inverno, scocca il tempo del cigolio delle blindature, dello stridore dei cingoli, dell’alto ronzio dei motori. Una battaglia di carri è un feroce scontro meccanico e industriale, inumato perché l’uomo, invano, si occulta nel mobile luccicare di acciaio e nel bagliore di corazze.
di Francesca Mannocchi
La Stampa, 15 gennaio 2023
I Paesi del Nordafrica giocano con l’apertura e la chiusura delle frontiere per far pressione sull’Europa. Vincolare gli aiuti ai rimpatri ha solo reso la rotta del Mediterraneo la più pericolosa al mondo. Il 6 gennaio una barca partita dalla costa di Sfax trasportando circa quaranta persone è naufragata all’altezza di Louata, a Nord della Tunisia. Cinque persone sono morte, venti sono state riportate a terra dalla guardia costiera e sono almeno dieci quelle ancora disperse. È l’ennesimo naufragio di un barchino sovraffollato partito dalle coste nordafricane e diretto verso le coste italiane, l’ennesima lista di nomi che va ad aggiungersi ai 25 mila morti e dispersi dal 2014. Numeri raccolti dal Missing Migrants Project dell’Oim, Organizzazione Internazionale per le migrazioni, dati solo parziali che hanno reso il Mediterraneo Centrale la rotta migratoria più pericolosa al mondo.
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