di Elisabetta Zamparutti
L’Unità, 23 maggio 2023
In Iraq ci sarebbero almeno 400 donne che da oltre quattordici giorni stanno conducendo uno sciopero della fame. Non sono detenute comuni. Sono tutte dell’alta sicurezza. L’accusa è la più pesante che ci possa essere: jihadiste, appartenenti all’Isis. Sono russe, turche, azere, ucraine, siriane, francesi, tedesche, finanche americane. Le loro condanne vanno dai 15 anni di carcere alla pena fino alla morte se non anche alla pena di morte. Con loro, detenuti, ci sono anche un centinaio di bambini. Bambini nati in carcere. Bambini morti in carcere. L’ultimo, un bambino di tre anni. Recluse e reclusi nel carcere di Rusafa, a est di Baghdad. Un video trafugato, diffuso dalla BBC, rivela che sono stipate anche in 40 in un’unica cella.
di Anna Lombardi
La Repubblica, 23 maggio 2023
Negli ultimi mesi già 7 Stati hanno passato leggi che puniscono chi fornisce testi “proibiti” ai minori, con altri 20 con in cantiere norme simili: le punizioni prevedono fino a 10 anni di prigione e sanzioni fono a 100 mila dollari.
di Giovanni Zaccaro
Il Domani, 22 maggio 2023
In uno Stato di diritto non si può pretendere che gli atti dei pubblici poteri siano sottratti al controllo di legalità ma il principio funziona solo se sono chiare le norme e le competenze che regolano ciascuna materia.
di Guido Camera
Il Sole 24 Ore, 22 maggio 2023
Tutti i delitti aggravati da mafia e terrorismo saranno procedibili d’ufficio. Inoltre, l’obbligo di arresto in flagranza opererà anche se manca la querela, quando la vittima non è “prontamente rintracciabile”. Sono le novità del disegno di legge su procedibilità d’ufficio e arresto in flagranza, approvato in via definitiva la settimana scorsa.
La Repubblica, 22 maggio 2023
Il sottosegretario di FdI alla Giustizia dal Salone del libro di Torino torna sulla vicenda che nei mesi scorsi ha infiammato il dibattito politico: “Ha avuto pure ripercussioni sulla mia salute”. E ribadisce: “Non chiedo scusa al Pd”.
di Marco Leardi
Il Giornale, 22 maggio 2023
Il sottosegretario alla Giustizia rivela le conseguenze della vicenda sulla propria salute. Ma non indietreggia né si scusa col Pd: “Cospito un criminale, deve rimanere al 41-bis”. “Ribadisco che è un criminale. Deve rimanere al carcere duro”. Su Alfredo Cospito, l’anarchico condannato per la gambizzazione di un uomo e detenuto al 41-bis, Andrea Delmastro non ha cambiato idea.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 22 maggio 2023
Tutto ha inizio con le dichiarazioni di Giovanni Brusca e Salvatore Cancemi, tra il 1994 e il 1998: parlarono anche del “papello” di Riina, ritirato fuori dal figlio di “Don Vito”. La tesi giudiziaria della Trattativa Stato- mafia è una ricostruzione che ha tentato di riscrivere la storia di un determinato periodo del nostro Paese. Ogni legittima scelta politica, lotta tra correnti all’interno dell’ex Democrazia cristiana, atti amministrativi da parte dell’allora Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria o dell’allora ministero della Giustizia, azioni investigative portate avanti dalle divise, in particolare il reparto speciale dei carabinieri (Ros), viene riletta sotto la lente “trattativista”. Un vero e proprio teorema che prende vari episodi, li decontestualizza, si avanzano sospetti e suggestioni, e li riunisce creando così una narrazione apparentemente scorrevole.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 22 maggio 2023
Dopo le stragi di Capaci e via d’Amelio, l’allora generale Mori provò a seguire nuove strade per arrivare alla cattura di Riina, cercò nuove fonti qualificate. il tutto mentre Cosa nostra colpiva ancora.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 22 maggio 2023
L’operazione, effettuata tra il 23 giugno 2003 e il 18 agosto 2004, puntava a individuare una presunta regia mafiosa dietro le proteste contro il 41 bis, criminalizzate mediaticamente ma da inquadrare nel contesto storico.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 22 maggio 2023
In migliaia di atti l’unica “prova” sarebbe la revoca del “carcere duro” decisa dall’allora guardasigilli Conso, ma la scelta fu imposta da una sentenza della Consulta.
- Niente arresti domiciliari se il detenuto andrebbe ad abitare in una casa occupata abusivamente
- Torino. Controllare i detenuti trasformandoli in bambini
- Modena. Festival Giustizia Penale, numeri record: in 4mila agli incontri con i big
- Saluzzo (Cn). Una serata per affrontare la questione dell’esecuzione penale in carcere
- Anita, le altre operaie di Venezia, e la doppia morale che vale solo per loro









