quotidianosanita.it, 24 maggio 2023
Oltre 80 psichiatri campani intervengono con una lettera aperta sui dibattiti scaturiti dalla cronaca per esprimere “frustrazione” e chiarire che “malattia mentale non è sinonimo di violenza” e “non spetta agli psichiatri ‘curare’ la violenza” o “proteggere i cittadini da essa”. Per questo ci sono “le Forze dell’Ordine, la magistratura e luoghi deputati alla custodia di autori di reati, che sono gli istituti penitenziari e non gli SPDC o i Centri di Salute Mentale”. Per gli psichiatri campani affiancare salute mentale e violenza ha il solo risultato di “aumentare lo stigma sui pazienti psichiatrici veri”.
di Letizia Valentina Lo Giudice
Il Manifesto, 24 maggio 2023
Se l’approccio incongruamente afflittivo del sistema giuridico si rivela in ogni suo contorno nel Testo unico sugli stupefacenti, è nella “doppia conforme” di quello sull’immigrazione che conferma la propria sublimazione. Del resto, stranieri e detentori di sostanze stupefacenti - a tacer di terroristi e appartenenti alla criminalità organizzata - rientrano a pieno titolo nella categoria dei “nemici” dell’ordine pubblico e della sicurezza, i cui diritti e le cui garanzie sono ritenuti secondari rispetto al simbolismo penale e alla corsa legislativa alla rassicurazione dell’elettorato sensibile ai temi securitari.
di Alice Dominese
Il Domani, 24 maggio 2023
Secondo avvocati e operatori legali, il Decreto Cutro rischia di compromettere anche le vite di coloro che avevano fatto richiesta di protezione speciale prima che la riforma entrasse in vigore. Il problema è capire cosa significa aver già presentato la domanda di protezione: chi incontrato problemi di accesso all’ufficio rischia infatti di rimanere escluso dalla protezione speciale. Le storie di migranti in attesa da anni di ricevere un permesso di soggiorno in Italia e che da tempo avevano fatto domanda di protezione speciale, mostrano la difficoltà quotidiana di chi vive senza documenti.
di Giulia Vicini*
altreconomia.it, 24 maggio 2023
Cpr. A dispetto del nome e dei nomi che lo hanno preceduto -Centro di permanenza temporanea (Cpt), Centro di identificazione ed espulsione (Cie), e ora l’acronimo sta per Centro di permanenza per il rimpatrio - si tratta di un luogo di privazione della libertà personale. La stessa struttura di questi centri lo dimostra: alte mura, filo spinato e telecamere sul perimetro. Presidio costante di almeno quattro corpi di forze dell’ordine: esercito, carabinieri, polizia di Stato e Guardia di Finanza.
di Arturo Scotto
huffingtonpost.it, 24 maggio 2023
Dobbiamo sopprimere quello che è un marchio di infamia che determina sin dalla nascita differenze che non esistono tra esseri umani che condividono lo stesso suolo e la stessa lingua.
di Christian Raimo*
Il Domani, 24 maggio 2023
Alla repressione dei movimenti studenteschi e giovanili si è accompagnata anche uno svuotamento di quell’apparato circolatorio della democrazia che sono le assemblee, i consigli, i collettivi. Ecco perché i ragazzi stanno imparando a diventare schiavi del potere.
di Vera Gheno
La Stampa, 24 maggio 2023
Le azioni da parte di Ultima Generazione vengono, dai mezzi di comunicazione di massa, descritte come atti distruttori contro il bene comune e l’arte, nonché la civiltà, tanto che gli attivisti stessi sono stati definiti da più parti ecovandali. La narrazione prevalente dei loro atti dimostrativi è stata pressoché unanimemente critica: va bene protestare contro il disastro climatico, certo, ma c’è modo e modo; e tra i modi possibili di protestare non rientrerebbe, secondo il common sense, quello di imbrattare le opere d’arte, o di fermare il traffico. Come se le rivoluzioni fossero sempre state fatte con i guanti bianchi, seguendo regole da singolar tenzone, piuttosto che come zuffe da strada.
di Nicoletta Dentico
Il Manifesto, 24 maggio 2023
A Ginevra la 76ma assemblea della Organizzazione Mondiale della Sanità. Che resta di quella visione utopica dell’Onu 75 anni dopo? La comunità di salute pubblica internazionale è tutta a Ginevra questa settimana per la 76ma assemblea Mondiale della Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms). Un evento fortemente simbolico quest’anno. Settantacinque anni fa diventava operativa l’Oms, la prima agenzia tecnica delle Nazioni Unite, e il diritto alla salute era il primo a farsi diritto internazionale vincolante. Un fatto che pochi conoscono, ma che interpreta un’inequivocabile visione, negli anni del dopoguerra. La classe politica sopravvissuta alla catastrofe di due conflitti mondiali, alla follia di due genocidi (contro armeni ed ebrei), alla ferocia di due ordigni nucleari sganciati in pochi giorni su Hiroshima e Nagasaki, non esitarono a incarnare un’aspirazione decisamente utopica, per rinascere dalle braci della distruzione. Cooperare era meglio che farsi la guerra. Realizzare il più alto livello di salute possibile per tutta l’umanità era la strategia vincente per rendere il mondo un luogo più sicuro.
di Riccardo Noury*
Corriere della Sera, 24 maggio 2023
È in corso a Lubiana, capitale della Slovenia, una sessione di negoziati, promossa da 77 stati membri delle Nazioni Unite, per la stesura di una Convenzione sulla cooperazione internazionale nelle indagini e nei procedimenti sul genocidio, sui crimini contro l’umanità, sui crimini di guerra e su altri crimini internazionali. Se la Convenzione vedesse la luce, la cooperazione giudiziaria internazionale garantirebbe alle vittime delle più gravi violazioni dei diritti umani maggiore accesso alla giustizia e alla riparazione.
di Graziella Di Mambro
articolo21.org, 24 maggio 2023
Avere fiducia nella Giustizia. Per i familiari di Andrea Rocchelli è più che un imperativo ed è il motivo per il quale si sono rivolti alla Corte penale internazionale dell’Aja.
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