di Luigi Manconi
La Repubblica, 18 gennaio 2023
La Consulta dovrà valutare la legittimità della norma che vieta le relazioni personali tra reclusi e partner. Qualche giorno fa, un magistrato di sorveglianza di Spoleto ha rinviato alla Corte Costituzionale la richiesta di un detenuto del carcere umbro di Maiano di poter avere colloqui privati con i propri familiari e, in particolare, incontri intimi con la propria compagna. Così, la Consulta dovrà valutare la legittimità della norma che vieta le relazioni personali, incluse quelle sessuali, tra reclusi e partner. Già nel 2012 c’era stata una prima pronuncia sulla questione e la Corte ritenne fondato il problema e ammissibile il diritto dei detenuti alla sessualità, rimettendo tuttavia la decisione al Parlamento.
di Giovanna Casadio
La Repubblica, 18 gennaio 2023
Montecitorio dà il via libera a una corsia preferenziale per far uscire dalla galera i figli delle madri detenute. Una corsia veloce per fare uscire dal carcere i figli delle madri detenute. La legge “mai più bimbi in carcere” - attesa da anni, arrivata quasi all’approvazione prima che cadesse il governo Draghi - è stata ripresa in mano. E oggi in aula a Montecitorio c’è stato il via libera all’accelerazione: entro quindici giorni sarà esaminata dalla commissione Giustizia della Camera.
di Mattia Feltri
La Stampa, 18 gennaio 2023
L’arresto di Matteo Messina Denaro è una buona notizia ma, per un vecchio sentimentale come me, ieri ne è arrivata una migliore. Nel giro di qualche mese lo slogan “Mai più bambini in carcere” smetterà di essere un jingle delle buone intenzioni perdute nei labirinti delle legislature, nelle ripicche fra partiti, nelle retromarce per non irritare l’elettorato più sanguinario.
padovaoggi.it, 18 gennaio 2023
Il sottosegretario alla Giustizia in questi giorni sta lavorando sulla situazione dei penitenziari dopo quello che è accaduto a Roma la scorsa settimana.
di Ilario Ammendolia
Il Dubbio, 18 gennaio 2023
Quando vennero chiusi i manicomi furono in molti a predire che saremmo stati travolti dai “pazzi” liberi di scorrazzare per le strade. E nei giorni precedenti o immediatamente successivi all’entrata in vigore della legge 180, molti giornali riportavano con grande evidenza episodi delittuosi commessi dagli ammalati di mente facendo così sponda a quelle forze politiche che per anni si erano battuti contro la chiusura dei manicomi.
di Eleonora Martini
Il Manifesto, 18 gennaio 2023
L’Ordine dei giornalisti: “Autoregolamentazione, non leggi”. Sul tema delle intercettazioni il governo tenta di rassicurare i magistrati antimafia, dopo che il procuratore capo di Palermo Maurizio de Lucia ha spiegato come l’ascolto delle telefonate sia stato “uno dei pilastri dell’inchiesta” che ha portato alla cattura di Matteo Messina Denaro. Il ministro di Giustizia Carlo Nordio, che solo poche settimane fa aveva asserito che “i mafiosi non parlano al telefono”, come ha ricordato la capogruppo del M5S al Senato Barbara Floridia, ieri ha tentato una difesa della riforma spiegando ai microfoni di Radio 24: “Sono anni che ripeto che le intercettazioni sono assolutamente indispensabili nella lotta alla mafia e al terrorismo e per comprendere i movimenti di persone sospettati di reati gravissimi. Quello che va cambiato è l’abuso che se ne fa per reati minori, con la diffusione sulla stampa di segreti individuali che non hanno a che fare con le indagini. Credo che ci sia malafede quando si confondono i due campi”.
di Tiziana Maiolo
Il Riformista, 18 gennaio 2023
Il ministro - lo ha ripetuto anche in queste ore - riconosce il valore delle intercettazioni nella lotta alla mafia. Ma è contro l’abuso e contro l’utilizzo da parte del circo mediatico. Nessun passo indietro.
di Conchita Sannnino
La Repubblica, 18 gennaio 2023
Il Forum a “Repubblica” del procuratore nazionale antimafia Giovanni Melillo all’indomani dell’arresto del super latitante Matteo Messina Denaro. Giovanni Melillo, come procuratore nazionale antimafia e antiterrorismo, pensa sia corretto dire che Cosa Nostra è sconfitta, dopo la cattura di Matteo Messina Denaro?
di Giuseppe Salvaggiulo
La Stampa, 18 gennaio 2023
Dopo una giornata convulsa, il Parlamento in seduta comune ha eletto nove dei dieci membri laici del Csm. Pasticci a ripetizione, manca il quorum un candidato di Fratelli d’Italia subentrato a un altro ritirato in corsa.
di Andrea Fabozzi
Il Manifesto, 18 gennaio 2023
Parlamento riunito in seduta comune. Dieci nomine spartite con il bilancino malgrado la novità delle auto candidature. Fratelli d’Italia indica quattro candidati ma ne sbaglia uno e manca l’elezione del candidato di riserva. Servirà un nuovo voto martedì prossimo. Il candidato del Pd Romboli il più votato.
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