di Luca Mastrantonio
Corriere della Sera, 19 gennaio 2023
La poetessa britannica Warsan Shire: “Nessuno lascia casa a meno che la casa non sia la bocca di uno squalo”. Nata in Kenya da genitori somali, nei suoi libri parla di povertà, crisi umanitaria, immigrazione: “Mio padre non ci ha protette dalla realtà, ci spiegava perché c’è la guerra, cosa vuol dire essere rifugiati”.
di Federico Rampini
Corriere della Sera, 19 gennaio 2023
Un paragone inquietante che comincia ad affacciarsi è con la guerra di Corea, combattuta dal 1950 al 1953, in realtà mai conclusa. Il termine più usato nelle analisi americane sull’Ucraina ormai è attrition o logoramento. Chi stia logorando chi, non è chiaro. Alla Casa Bianca, al Pentagono e al Dipartimento di Stato non sembrano esserci illusioni su una vittoria totale di Kiev o su un negoziato di pace in tempi brevi.
di Alessandro Fioroni
Il Dubbio, 19 gennaio 2023
Come funzionano i processi farsa agli oppositori del regime degli ayatollah: gli avvocati scelti dalla corte, le udienze a porte chiuse e i resoconti manipolati. Tra le migliaia di persone arrestate in Iran nel corso delle proteste di piazza che da tre mesi scuotono le fondamenta del regime, diciotto sono state condannate alla pena capitale con quattro sentenze già eseguite.
di Giuliana Sgrena
Il Manifesto, 19 gennaio 2023
“Dégage” (Vattene). Lo slogan è tornato a risuonare nelle strade di Tunisi a dodici anni dalla cacciata di Ben Ali, il 14 gennaio 2011, benché la capitale fosse blindata dalle forze di sicurezza che per impedire proteste. Questa volta la rabbia è rivolta contro il presidente Kaid Saied, che ha tradito le aspettative di oltre il 70 per cento dei tunisini che l’avevano votato nel 2019.
di Roberto Travan
La Stampa, 19 gennaio 2023
Ma l’Italia ignora la grave crisi umanitaria e stringe nuovi accordi militari con Baku. Il Tribunale internazionale dell’Aia ha aperto un fascicolo sulla grave crisi in corso in Nagorno Karabakh, nel Caucaso meridionale. Da oltre un mese l’enclave armena è infatti completamente isolata: l’Azerbaijan ha chiuso il corridoio di Lachin, unica via di accesso verso l’Armenia e il mondo.
Il Manifesto, 18 gennaio 2023
“Sul caso dell’anarchico Alfredo Cospito - ha detto il viceministro di Giustizia Francesco Paolo Sisto - la magistratura di sorveglianza saprà se e come intervenire. Ma attenzione a non scambiare una situazione giudiziaria, anche se drammatica, con un problema politico. Significherebbe trasferire su un quadrante improprio i problemi che invece vanno risolti dalla magistratura. Se ci sono i presupposti per intervenire sarà necessario farlo”.
di Davide Varì
Il Dubbio, 18 gennaio 2023
Non si arresta lo sciopero della fame cominciato tre mesi fa dall’anarchico al carcere duro. Il legale, che oggi gli ha fatto visita: “Cospito continua a dimagrire oltrepassando il punto critico della sua protesta. Il ministero continua a serbare un incomprensibile silenzio sull’istanza di revoca inviata dalla difesa”.
di Davide Galliani*
Il Manifesto, 18 gennaio 2023
Nel nostro paese infuriano le questioni di fiducia mentre si affacciano le ghigliottine parlamentari. E si registra una qualche titubanza dei garanti - politici e giuridici - della Costituzione. Non è compito solo loro, ma per loro è missione costitutiva. Il Capo dello Stato non ha speso una parola sul protrarsi del ritardo parlamentare dopo i due rinvii della Consulta: 18 mesi di silenzio. Sempre il silenzio è stato riservato all’intervento del Governo con decreto legge. Inevitabile il terzo silenzio, in sede di promulgazione della legge di conversione.
di Federico Monga
La Stampa, 18 gennaio 2023
Il ministro dell’Interno: “Nessun accordo con il boss, c’è chi vuole inquinare il dibattito. Adesso abbiamo una straordinaria opportunità per fare luce su una stagione buia”.
di Donatella Stasio
La Stampa, 18 gennaio 2023
Tre anni dopo la sentenza della Consulta, su 1.280 ergastolani ostativi, solo 24 permessi. La mafia è un fenomeno umano e prima o poi finirà, diceva Giovanni Falcone. Ma non con un arresto, neanche dell’ultimo o penultimo boss latitante; a decretarne la fine sarà il tramonto della cultura che la mafia l’ha nutrita, cresciuta e l’ha resa capillare.











