di Marina Lomunno
La Voce e Il Tempo, 26 maggio 2023
Sono oltre 7 mila euro in sole due settimane le donazioni arrivate all’Associazione di volontariato “Aporti Aperte” che opera nell’Istituto penale minorile (Ipm) “Ferrante Aporti”. Dopo l’appello lanciato ai nostri lettori, in occasione della visita dell’Arcivescovo Repole all’Ipm, dal presidente Pasquale Ippolito si è innescata una gara di solidarietà che ha stupito l’associazione.
di Gianmario Gazzi
huffingtonpost.it, 26 maggio 2023
Errori ne sono stati fatti già tanti, negli anni passati, e a pagarne le conseguenze sono state persone e realtà che soffrono da sempre. Impariamo come non allargare il divario tra protetti ed esclusi. Ascoltateci.
di Michele Serra
La Repubblica, 26 maggio 2023
Su poliziotti e carabinieri la penso come Pasolini: sono figli del popolo e fanno un lavoro che molte persone più protette e privilegiate preferirebbero non fare. Proprio perché sono dalla loro parte mi preoccupa la cadenza quotidiana di video (gli ultimi due a Milano e Livorno) dai quali traspare, diciamo così, un’esuberanza repressiva che spaventa, anche perché è ai danni di persone che, nella scala sociale, non sono certo classificabili tra i più forti.
di Paolo Di Paolo
La Repubblica, 26 maggio 2023
I video di Milano e Livorno con le botte di vigili urbani e carabinieri mettono a rischio la fiducia nelle forze dell’ordine e lasciano un sospetto. “Nessuno potrà più riaprirmi il cuore. Ecco che cosa fa la violenza. Ecco che cos’è”. Nella sua vastissima esplorazione della violenza nella società, lo scrittore americano William Vollmann indaga cause e contesti, cerca di cogliere ragioni e sfumature, entra nel campo dell’odio e della rabbia che lo alimenta, la furia cieca che trova talvolta il combustibile in un piacere perverso e osceno, i dilemmi morali, le giustificazioni dell’individuo e della collettività che spesso finiscono per coincidere (la difesa), ma insiste soprattutto sui segni che lascia. Sui corpi - lividi, ferite, mutilazioni, cicatrici - e su qualcosa di più impalpabile: una psiche, un’interiorità. Ha chiaro un fatto: la violenza “monta e sacrifica quel che trova”; riconosce che resta opaca la sequenza di variabili che determina il suo esplodere. Perché in quel momento? Perché in quella specifica circostanza? Perché mercoledì e non domani? È accaduto. Avrebbe potuto non accadere? E ancora: che cosa è “davvero” accaduto? Il corpo della vittima non dice tutto: mostra i segni. Chi studia la violenza - ammette lo stesso Vollmann - rischia di fermarsi su cause e mezzi e di perdere di vista la vittima, il soggetto-vittima.
di Luigi Manconi
L’Unità, 26 maggio 2023
Caro Direttore, è evidente che, tra le centinaia di migliaia di appartenenti alle forze di polizia (comprese quelle municipali), coloro che abusano del proprio potere, violano leggi e regolamenti ed esercitano violenza, costituiscono appena una esigua minoranza.
di Piero Sansonetti
L’Unità, 26 maggio 2023
Sono cifre impressionanti quelle fornite da Oxfam. Sono vere, verificate. Raccontano di un mondo occidentale che dietro alla sua robusta democrazia e alla sua secolare civiltà nasconde un volto cinico e feroce. Anche un po’ assassino. E fa delle armi, della guerra, della compravendita di morte e fame, una delle sue attività non secondarie. 2.200 miliardi ogni anno non sono una cifra modesta. Sono la prova che una parte del mercato capitalistico funziona e si alimenta con questa attività sanguinosa. E gli assetti dell’Occidente - soprattutto dell’Occidente - soffrirebbero e subirebbero crisi economiche e terremoti ai vertici delle loro borghesie, se all’improvviso questa attività fosse soppressa.
di Goffredo Buccini
Corriere della Sera, 26 maggio 2023
In passato lo spirito di fazione ha velato a lungo molti occhi, ma i ragazzi di oggi possono evitarsi l’errore. Chi è Vladimir Kara-Murza? Per verificare il nostro reale livello di attenzione sulla tragedia collettiva causata da Putin basterebbe un semplice test in famiglia o in ufficio. Ammettiamolo: anche tra chi ne ha letto o sentito qualcosa nei notiziari, pochi ricorderanno il nome di questo dissidente russo. Scorrendo Google troveremo quasi soltanto articoli dello scorso 17 aprile. Quello è il giorno della sua condanna smisurata, venticinque anni di colonia penale solo per avere detto al mondo la verità: che l’esercito di Mosca massacra sistematicamente i civili ucraini. Poi, il nulla: vuoto e silenzio. Di Kara-Murza, dalle nostre parti, non parla quasi nessuno, non uno striscione, uno slogan, una petizione.
di Paola Pottino
La Repubblica, 26 maggio 2023
Un ex maresciallo della Guardia di finanza ha ottenuto il piano terapeutico dopo che per anni si è rivolto ai pusher di strada. Da maresciallo della Guardia di finanza che ha dedicato la vita alla lotta contro lo spaccio delle sostanze stupefacenti, a consumatore di cannabis. Il maresciallo in congedo Alfredo Ossino, 59 anni, di Catania, che per tanto tempo ha lavorato nei gruppi operativi antidroga di tutta Italia tra i quali a Roma e Napoli, a causa di un grave deficit funzionale della colonna vertebrale, dopo avere provato tanti rimedi curativi, risultati fallimentari, ha scoperto la cannabis come rimedio terapeutico.
di Giansandro Merli
Il Manifesto, 26 maggio 2023
La guardia costiera respinge le accuse: istruzioni impartite da Tripoli. A bordo 27 persone. Mistero su un altro barcone con 500 migranti di cui si sono perse le tracce. Ventisette persone in fuga dalla Libia sono state riportate indietro con l’aiuto del mercantile P Long Beach nella giornata di ieri. Lo denunciano le Ong Sea-Watch e Mediterranea, secondo le quali a coordinare le operazioni è stata la guardia costiera italiana.
di Sabato Angieri
Il Manifesto, 26 maggio 2023
Parla “K”, uno degli attivisti che aiutano i migranti intrappolati tra Bielorussia e Polonia. In un parco di Varsavia, tra due bancarelle che vendono bandiere polacche e ucraine intrecciate incontriamo K, un attivista di Grupa Granica. Il collettivo si occupa di aiutare i migranti che attraversano il confine tra Bielorussia e Polonia che da due anni è teatro di una tragedia umanitaria silenziosa. Il “confine dimenticato” lo chiama K, perché a nessuno sembra interessare della sorte di questi profughi che quotidianamente rischiano la vita per entrare in Europa.
- L’ozio della branda. Chi non può imparare un lavoro in carcere è condannato due volte
- La giustizia secondo Nordio
- Riforma giustizia, faccia a faccia Nordio-Bongiorno: via libera a cancellare l’abuso d’ufficio
- “Nordio sbaglia: è tempo di applicare le riforme, non di rimetterci mano”
- Barbano: “Mi fa paura un pm che bolla come mafiose le mie critiche all’antimafia”









