di Paolo Delgado
Il Dubbio, 20 gennaio 2023
L’ex capo della mala milanese è dietro le sbarre dal 1977: oggi è un innocuo signore di 72 anni. Ma per i magistrati non ha diritto alla semilibertà. Ora arriva anche l’isolamento.
di Luigi Ferrarella
Corriere della Sera, 20 gennaio 2023
Respinta la richiesta della questura. Il 20enne esponente di Ultima Generazione ha partecipato a vari blitz ambientalisti, tra cui quello alla Scala. Lui: “Chi si attiva per fare valere i diritti non è una persona da mettere sotto controllo”.
di Valentina Reggiani
Il Resto del Carlino, 20 gennaio 2023
A novembre dello scorso anno i giudici della corte d’Appello avevano ridotto la pena da 16 a 14 anni di carcere. L’accusa, per Mourad Chail, marocchino di 32 anni, era quella di omicidio volontario. Il giovane straniero, custode e lavapiatti alla trattoria Barchetta di Campogalliano, era infatti accusato di aver ucciso a coltellate il tunisino 36enne Mohamed Salah a seguito di una lite scoppiata in un bar del paese. Chail aveva poi deciso di rinunciare al ricorso in Cassazione, ‘accettando’ la condanna. Nei giorni scorsi, però, il detenuto è stato trovato morto in carcere a Piacenza ma è mistero su quanto sia accaduto al marocchino, al quale era stata affidata una cella singola. Per capire cosa lo abbia condotto alla morte, infatti, è stata disposta l’autopsia. Il decesso, secondo i primi riscontri, sarebbe stato causato da autoinalazione di gas da una bomboletta ma non è chiaro se si sia trattato o meno di un gesto volontario. Come spiega il suo legale, l’avvocato Lorenzo Bergami, Chail era entrato nel penitenziario di Piacenza a settembre, dopo essere stato trasferito dal carcere di Reggio Emilia. Pare infatti che il giovane marocchino fosse stato minacciato prima all’interno del carcere Sant’Anna, a Modena poi a Reggio Emilia. Secondo il garante regionale dei detenuti dell’Emilia-Romagna, il 32enne “era stato valutato dallo psichiatra lo scorso ottobre: da allora, però, non erano seguite ulteriori valutazioni”.
di Adelia Pantano
La Stampa, 20 gennaio 2023
Durante la visita con la Commissione consiliare, la direttrice del carcere di San Michele: “Qui è diventato difficile fare tutto e per tutti è sofferenza. Si lavora sempre di più con fatica nelle carceri di Alessandria. Un concetto che ripete da sempre anche la direttrice, Elena Lombardi Vallauri. Una questione su tutte, quella del personale della polizia penitenziaria con una carenza che è sempre più pressante.
di Zita Dazzi
La Repubblica, 20 gennaio 2023
Solo giovani medici specializzandi, alle prime armi nelle carceri milanesi. E pochissimi infermieri a gestire centinaia di detenuti che hanno bisogno di fare terapie, di essere curati per il disagio psicologico, per le dipendenze, per i gesti di autolesionismo. La situazione è difficile in tutte le case di reclusione della provincia, ma è Opera, carcere enorme di massima sicurezza, che viene descritto come il caso più eclatante, con 31 infermieri rimasti su 56 che erano previsti. In un turno normale di lavoro, ci sono solo due infermieri a fronteggiare i problemi sanitari di 600 reclusi. Ma non va meglio a San Vittore (17 infermieri), a Bollate, il carcere” modello” che ha otto infermieri, come al Beccaria dove vengono mandati i minorenni (due infermieri).
nove.firenze.it, 20 gennaio 2023
I Consiglieri hanno ascoltato le richieste dei reclusi. Dardano: “Disagio e sofferenza”. “Una vera e propria Commissione consiliare all’interno del Carcere di Sollicciano per affrontare le questioni legate ai problemi dei detenuti ma anche per ascoltarli in prima persona”, spiega la presidente della commissione Politiche sociali e della salute Mimma Dardano dopo la seduta di ieri che si è svolta a Sollicciano.
ansa.it, 20 gennaio 2023
Gli uomini del nucleo di polizia valutaria della Guardia di Finanza hanno effettuato una serie di controllo nel carcere di Rebibbia nell’ambito dell’indagine dei pm di Roma sulle pubbliche forniture per vitto e sopravvitto all’interno dell’istituto penitenziario. L’attività della Gdf ha riguardato la qualità del cibo servito nelle mense: acquisiti una serie di documenti che ora finiranno all’attenzione dei magistrati.
padovaoggi.it, 20 gennaio 2023
Dall’inizio dell’anno sono fioccati i provvedimenti a carico di cittadini che non hanno i necessari requisiti per rimanere in Italia. Il lavoro di prevenzione a tutela della sicurezza pubblica proseguirà senza sosta. Lavoro super per la Questura di Padova in questo primo scorcio di 2023. A seguito dei servizi di prevenzione e repressione dei reati posti in essere dagli uffici della Questura di Padova, considerevole è stata l’attività svolta dall’ufficio Immigrazione. Dall’inizio dell’anno, in 18 giorni, la sezione Espulsioni ha eseguito 22 provvedimenti di espulsione emessi a carico di cittadini extracomunitari e comunitari irregolarmente presenti nella provincia di Padova, 12 dei quali relativi a detenuti o arrestati in flagranza di reato e processati per direttissima. Delle 22 espulsioni disposte, 14 sono state eseguite mediante trattenimento presso un Centro di Permanenza per i Rimpatri, 5 mediante ordine del questore a lasciare il territorio nazionale entro 7 giorni e 3 mediante rimpatrio nel Paese di origine.
La Città di Salerno, 20 gennaio 2023
I detenuti di Fuorni “studiano” da imprenditori. E pianificano la loro vita al di fuori dal carcere, cimentandosi attraverso l’affiancamento e la verifica di fattibilità tecnica, economica, logistica e di mercato di nuove attività concepite ricadenti nei settori della raccolta e lavorazione dei metalli, del noleggio auto, della movimentazione terra, di degustazione prodotti mediterranei, di lavorazioni meccaniche e artigianali.
di Rossella Grasso
Il Riformista, 20 gennaio 2023
Il lavoro in carcere è fondamentale per i detenuti, sia per affrontare il presente, sia per prepararsi al futuro magari imparando un mestiere che possa cambiare la vita. Ne è convinta anche Emanuela Belcuore, garante dei detenuti della provincia di Caserta che il 20 gennaio festeggerà il suo compleanno. Per l’occasione ha chiesto alle detenute dell’alta sicurezza del carcere di Santa Maria Capua Vetere di cucire per lei dei piccoli “regalini” da donare agli invitati alla sua festa. Così le detenute hanno prodotto dei piccoli portachiavi colorati con la scritta “L’essenziale è invisibile agli occhi”, la stessa scritta che c’è su uno dei muri del penitenziario. E poi: “Fatto a mano dalle detenute dell’alta sicurezza del carcere di Santa Maria Capua Vetere”.
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