di Pier Luigi del Viscovo
Il Giornale, 20 gennaio 2023
Ridurre il tema delle intercettazioni a uno scontro tra manettari e simpatizzanti dei delinquenti è la mortificazione della civiltà sociale e giuridica. La gogna sulla pubblica piazza non è l’atto finale della giustizia, ma solo l’appagamento della peggiore anima popolare.
di Liana Milella
La Repubblica, 20 gennaio 2023
Intervista alla presidente leghista della Commissione giustizia del Senato: “Sono contro il blackout informativo, ma la divulgazione di conversazioni private e penalmente irrilevanti, o di frasi decontestualizzate, è un’altra cosa”.
di Liana Milella
La Repubblica, 20 gennaio 2023
Il Guardasigilli a Montecitorio tiene il punto sulle intercettazioni: “Solo per mafia, terrorismo e reati satellite”. Il Terzo polo apprezza. Polemiche da Pd e 5S : “Crociata che indebolisce la lotta ai clan”. Via libera in cdm alle modifiche sulla Cartabia.
di Antonio Bravetti
La Stampa, 20 gennaio 2023
Il ministro della Giustizia va anche all’attacco dell’Antimafia. Carlo Nordio insiste: sulle intercettazioni il governo “interverrà radicalmente”. Dopo il passaggio di mercoledì in Senato, il Guardasigilli si presenta alla Camera per ribadire, precisare, ribattere e attaccare, “perché non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire”. Prende gli applausi della maggioranza, si attira le critiche dell’opposizione, incassa l’apertura di credito del Terzo Polo. “Non toccheremo le intercettazioni per mafia e terrorismo - rassicura - e nemmeno quelle per i reati “satellite”, ma “se non interverremo sugli abusi delle intercettazioni cadremo in una democrazia dimezzata”, perché “la segretezza delle informazioni è l’altra faccia della nostra libertà”. Il Parlamento “non sia supino e acquiescente a quello che sono le affermazioni dei pubblici ministeri”, dice in un passaggio che scatena l’indignata protesta delle opposizioni. “Parli in modo più consono, siamo tutti teste pensanti”, reagisce il leader M5S Giuseppe Conte. E nei giorni della cattura del boss Matteo Messina Denaro, il ministro ricorda gli “errori giudiziari” che hanno portato a processo gli ex generali Mario Mori e Gianpaolo Ganzer, assolti dopo anni di gogna mediatica, “con la carriera rovinata e senza che nessuno li abbia risarciti”.
di Giuseppe Salvaggiulo
La Stampa, 20 gennaio 2023
Il procuratore di Trapani: “Davvero ha detto così? Mi pare che il dibattito stia scivolando su luoghi comuni, fino a trattare l’Italia come la Danimarca, e noi pubblici ministeri come una specie di associazione a delinquere”. Dopo una vita da pm antimafia a Palermo e Caltanissetta, Gabriele Paci da un anno e mezzo è procuratore di Trapani, il feudo di Messina Denaro.
La Repubblica, 20 gennaio 2023
Il Consiglio dei ministri corregge la norma sulla necessità della querela. La decisione dopo la scarcerazione di tre boss accusati di lesioni. Procedibilità d’ufficio per tutti i reati nei casi in cui ricorre l’aggravante mafiosa o di terrorismo. E possibilità in tutti gli altri casi di procedere all’arresto in flagranza, anche senza la querela delle vittime del reato, purché questa sia acquisita entro 48 ore. Dopo l’allarme della magistratura sul rischio di scarcerazioni e impunità per una serie di reati divenuti o che erano già perseguibili a querela, il governo corre ai ripari con un disegno di legge presentato dal ministro della Giustizia Carlo Nordio e approvato dal Consiglio dei ministri. Un intervento “chirurgico e mirato”, come lo aveva definito in mattinata Nordio alla Camera, non solo sulla riforma Cartabia, di cui il ministro apprezza la direzione complessiva, ma su tutte le norme precedenti che nel tempo hanno reso perseguibili solo su denuncia della vittima alcuni reati, pur in presenza dell’aggravante mafiosa e terroristica. Una sessantina in tutto, di cui sette introdotti dall’ultima riforma.
di Errico Novi
Il Dubbio, 20 gennaio 2023
Parla Raffaele Cantone, procuratore di Perugia: “Se vogliamo scongiurare il rischio che la politica arrivi a cancellare l’obbligatorietà dell’azione penale, dobbiamo renderla sostenibile”.
di Giovanni Maria Jacobazzi
Il Dubbio, 20 gennaio 2023
Paolo Reale, Osservatorio nazionale di informatica forense: “È uno strumento di invasività unica”. Il captatore informatico, più comunemente chiamato “trojan”, è attualmente in grado di fare “qualsiasi cosa” una volta installato su uno smartphone o su un comune device come l’ipad o la smart Tv. È quanto sta emergendo in questi giorni durante le audizioni dei tecnici informatici nell’ambito dell’indagine conoscitiva sulle intercettazioni telefoniche in corso presso la Commissione giustizia del Senato.
di Michele Brambilla
huffingtonpost.it, 20 gennaio 2023
Da cinque giorni l’Italia segue le notizie sul boss fra aspettative mirabolanti, retroscena inverosimili, dettagli clamorosi. La realtà non basta, serve il grande intrattenimento.
di Luigi Ferrarella
Corriere della Sera, 20 gennaio 2023
Applicata la “legge Cartabia”: la 50enne che perseguitava l’ex compagno potrà scontare 1 anno e 8 mesi con la detenzione domiciliare. Potrà uscire solo per psicologo, lavoro e visite alla madre.
- Vallanzasca è malato ma perché i giudici lo vogliono in carcere?
- Simone Ficicchia “non è pericoloso”: niente sorveglianza speciale per l’attivista del clima
- Piacenza. Uccise a coltellate un tunisino, Mourad Chail trovato morto in cella
- Alessandria. La direttrice del carcere ai politici: “Mancano agenti, educatori e spazi”
- Milano. Mancano gli infermieri in carcere: a Opera sono 31 sui 56 previsti











