Il Resto del Carlino, 30 maggio 2023
Trecento sessantuno detenuti, quando il limite è di 291. Più del 50% sono cittadini stranieri, la maggioranza dei quali senza regolare permesso di soggiorno (quindi impossibilitati, nei casi previsti, alle forme di pena alternativa). E 99 sono tossicodipendenti, una cifra considerevole, visto che si avvicina a quasi un terzo della popolazione carceraria.
torinoggi.it, 30 maggio 2023
“Lavorare per un detenuto è importantissimo: nonostante i miei errori, ho ancora la speranza di ripartire”. Ad affermarlo è Simone, uno dei detenuti che all’interno del carcere Lorusso e Cutugno di Torino smonta e rimonta modem, etichette elettroniche. Qui, “dietro le sbarre”, Simone ha imparato un lavoro. Un lavoro che spera possa aiutarlo, una volta scontata la pena, a ricominciare. Lui, uno tra i più giovani, è tra i detenuti che lavorano per la Service Trade, azienda specializzata in servizi post-vendita scelti dai principali Brand dell’elettronica. Nel carcere di Torino due sono i clienti principali di Service Trade: Tim, per la manutenzione dei modem di rete fissa, e Pricer, per la riparazione delle etichette elettroniche utilizzate nei supermercati.
di Fulvio Fulvi
Avvenire, 30 maggio 2023
Le buone pratiche a Varese e Busto Arsizio, dalla cioccolateria all’officina per le biciclette. E zero recidive per chi torna fuori. Un protocollo rilancerà la collaborazione tra enti e imprese. Risorse statali non sfruttate per un terzo (10 milioni di euro spesi su 15 milioni stanziati nel 2022) e una legge che favorisce l’assunzione di detenuti, la n.193 del 2000 (detta “Smuraglia”, dal nome del senatore che la propose), ancora in gran parte sconosciuta agli imprenditori italiani. Eppure la normativa consente loro di ridurre del 95% le aliquote per l’assicurazione previdenziale e assistenziale e di usufruire di un beneficio fiscale fino a 520 euro al mese come credito d’imposta per ogni carcerato assunto con regolare contratto. Opportunità che potrebbero rilanciare interi settori messi in ginocchio dalla crisi e consentire un’adeguata occupazione anche dopo, a chi ha scontato la pena dietro le sbarre o in regime di semilibertà.
di Francesco Mariucci
Corriere dell’Alto Adige, 30 maggio 2023
Pressing dell’assessore Bessone: struttura fatiscente, aspettiamo i soldi per partire. Non si intravedono svolte all’orizzonte per la realizzazione del nuovo carcere di Bolzano. Un anno fa, l’allora ministra della Giustizia Marta Cartabia visitava la struttura di via Dante assicurando massima celerità nello sbloccare i fondi necessari. Poi però il cambio di governo ha arenato per l’ennesima volta la questione. L’assessore Bessone: “Noi abbiamo fatto la nostra parte. Scontiamo l’instabilità politica del Paese”.
di Francesco Mariucci
Corriere dell’Alto Adige, 30 maggio 2023
La Garante per i detenuti: “Va favorito il reinserimento sociale”. I problemi di organico, sovraffollamento e manutenzione del carcere di Bolzano non sono una novità. Così come le condizioni nelle quali si trovano sia i detenuti che il personale dipendente. I numeri aggiornati messi nero su bianco descrivono una realtà complicata sotto tanti punti di vista: secondo i dati più recenti del Ministero, in via Dante ci sono al momento 120 detenuti, contro gli 88 posti regolamentari.
di Sabina Lancio
avellinotoday.it, 30 maggio 2023
“856 detenuti, ma io mi occupo della comunità penitenziaria e quindi di detenuti e detenenti, perché se stanno bene gli uni stanno bene gli altri”, lo ha dichiarato il Garante campano delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale, Samuele Ciambriello che, in occasione della presentazione della Relazione annuale 2022 alla Chiesa del Carmine di Avellino, ha evidenziato le problematiche inerenti le quattro carceri irpine.
di Nello Trocchia
Il Domani, 30 maggio 2023
Emergono nuovi particolari sul pestaggio subito da una donna trans a Milano, denunciato pubblicamente nei giorni scorsi con la diffusione di un video nel quale diversi agenti si alternavano a colpire con manganello e calci la vittima inerme. La signora Bruna sarebbe rimasta venti minuti nell’auto della polizia locale di Milano, gli agenti l’avrebbero lasciata lì dopo averle spruzzato contro lo spray al peperoncino e averla ammanettata, chiudendo le porte e i finestrini. Un’ulteriore violenza nei confronti della donna trans inerme che sarebbe seguita all’aggressione davanti all’università Bocconi, documentata da alcuni video diffusi nei giorni scorsi.
welfarenetwork.it, 30 maggio 2023
Il laboratorio teatrale è stato sviluppato dall’Associazione CCO - Crisi Come Opportunità, coordinatrice dal 2006 del progetto nazionale Presidio Culturale Permanente negli Istituti Penali per Minorenni. CCO - Crisi Come Opportunità, l’associazione impegnata dal 2006 in progetti di inclusione sociale attraverso l’utilizzo dell’arte in tutte le sue forme all’interno degli Istituti Penali per Minorenni, presenta l’opera inedita “Disadirare: un’altra Iliade” scritta e diretta da Adriana Follieri, con musiche originali scritte dal rapper e formatore Luca Caiazzo, in arte Lucariello e costumi donati dal Teatro San Carlo di Napoli. L’opera teatrale, realizzata in collaborazione con i giovani detenuti del carcere minorile di Airola, sarà presentata in anteprima al Teatro Trianon di Napoli, nell’ambito del Campania Teatro Festival, sezione progetti speciali, il 16 giugno 2023 alle 20:00.
di Roberto Esposito
La Repubblica, 30 maggio 2023
Il ‘68 è stato uno spartiacque tra i radicali come Pasolini che difendevano le istituzioni democratiche e i terroristi. Ad apertura del libro, scritto a quattro mani con Gaetano Lettieri, “Poliziotto-Sessantotto. Violenza e democrazia”, pubblicato da il Saggiatore, Luigi Manconi racconta di essersi ripromesso di non parlare più del Sessantotto. Le pagine che adesso leggiamo ci dicono che ha infranto la promessa, ma anche che le è restato altrimenti fedele.
di Lucio Luca
La Repubblica, 30 maggio 2023
Da anni in prima linea contro i cosiddetti reati ai danni di “vittime vulnerabili”. Venti storie lancinanti pubblicate da Zolfo Editore. “Immaginate di aver subito una violenza sessuale. Immaginate di entrare per la prima volta in un Palazzo di Giustizia, di percorrere un lungo corridoio, raggiungere un’aula larga e profonda, trovarvi al cospetto di almeno tre giudici, un paio di tirocinanti e stagisti, un cancelliere, uno stenotipista, almeno un pubblico ministero, almeno un difensore, personale delle forze dell’ordine e infine l’imputato, ovvero il vostro abusante. Nella migliore delle ipotesi desidererete che questa penosa esperienza abbia fine il prima possibile e darete delle risposte insoddisfacenti”.
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