di Virginia Piccolillo
Corriere della Sera, 22 gennaio 2023
Il ministro Nordio dopo le tensioni sulle intercettazioni: “Mai pensato di dimettermi. C’è sintonia con la premier Meloni”. I malumori di FI sul ruolo di Delmastro (FdI).
di Francesco Grignetti
La Stampa, 22 gennaio 2023
Anche il Carroccio prende le distanze. Il Guardasigilli costretto a smentire l’ipotesi di dimissioni: “Con Giorgia perfetta sintonia”. Come minimo, si dirà che è indispettito. Ma è un pallido eufemismo per nascondere la solenne arrabbiatura di Carlo Nordio. Il ministro della Giustizia, uomo dal pensiero indipendente e garantista adamantino, non ha per niente gradito la presa di distanze di questi giorni, più o meno sotterranea, da parte dei due partiti di centrodestra meno garantisti. Nell’ordine, Fratelli d’Italia e Lega. Ma se del secondo ha ben chiara la parabola, e ha sempre messo in conto qualche distinguo, è del “suo” partito che si sta lamentando in giro. Non se l’aspettava. Si sente tradito. Né gli è sfuggito, due giorni fa alla Camera, che il suo discorso tutto all’attacco dei magistrati italiani, categoria che ben conosce essendo stato decenni alla procura di Venezia, è stato interrotto spesso e volentieri dagli applausi scroscianti di Forza Italia e del Terzo Polo. Meno, molto meno, dagli eletti di Giorgia Meloni.
di Andrea Colombo
Il Manifesto, 22 gennaio 2023
Salvini fa dietrofront: “Basta scontri con la magistratura”. Nordio mollato a metà da FdI, preso di mira dalla Lega, tenta il contrattacco: “Non ho mai minimamente pensato a dimettermi. Con la premier siamo in perfetta sintonia e le critiche, soprattutto quelle scomposte ed eccentriche, sono uno stimolo a proseguire”. A stringere l’assedio intorno al ministero di via Arenula era stata ieri una Lega martellante. Parte Salvini, rispondendo al sottosegretario alla Giustizia Andrea Del Mastro delle Vedove che aveva annunciato parlato di una stretta non sulle intercettazioni ma sulla pubblicazione delle stesse, o almeno di quelle considerate “irrilevanti”. Salvini stempera: “Spero che sia finito il tempo dei contrasti tra politica e magistratura. La politica deve evitare lo scontro con la magistratura e viceversa”. E il Guardasigilli? “Nordio pone l’accento su alcuni abusi ma l’importante è che non ci siano polemiche con l’intera magistratura che ha al lavoro persone per bene”.
di Conchita Sannino
La Repubblica, 22 gennaio 2023
Il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, e il vice premier e ministro delle Infrastrutture, Matteo Salvini. Il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, e il vice premier e ministro delle Infrastrutture, Matteo Salvini.
di Davide Varì
Il Dubbio, 22 gennaio 2023
Delmastro: “La pubblicazione di stralci non pertinenti dovrebbe diventare un illecito civile”. Sanzioni ai giornali, senza toccare lo strumento di indagine. Ma Ostellari: “La stampa sia libera”.
di Massimo Giannini
La Stampa, 22 gennaio 2023
Aveva ragione Bauman: la civiltà occidentale soffre di “retrotopia”. Ha invertito la rotta e naviga a ritroso. Il futuro è un posto troppo incerto e inaffidabile, mentre il passato è uno spazio in cui le speranze non sono state ancora screditate. In Italia il fenomeno è persino più grave. La nostra retrotopia non è solo nostalgia: è anche il nastro della Storia che si riavvolge in continuazione, tra vecchi miti che vanno e vecchi fantasmi che tornano. Basta guardare i telegiornali, i siti e le prime pagine dei giornali di martedì scorso, per sentirsi risucchiati nella macchina del tempo, a fare i conti con un Paese spesso prigioniero di un passato che non passa. Matteo Messina Denaro che viene arrestato, Gina Lollobrigida che muore. L’Ultimo Padrino da una parte, l’Ultima Diva dall’altra. Stragi coppola e lupara di qua, pane amore e fantasia di là. L’Italia inchiodata ai suoi rituali e ai suoi clichè, a fare i conti con i crimini e i misteri di sempre, e a cercare conforto nella solita Grande Bellezza. Naturalmente e fortunatamente siamo molto di più di tutto questo. Ma l’impressione è che non si riesca mai a voltare pagina davvero, sospesi come siamo tra l’eterno ritorno dei peggiori e l’eterno riposo dei migliori.
di Giuliano Cazzola
huffingtonpost.it, 22 gennaio 2023
C’è un settore deviato della magistratura inquirente, che si è arrogato il diritto non di applicare le leggi, ma di abusare di un’autonomia irresponsabile e che è rivolta a riscrivere la storia del Paese secondo una narrazione ideologica.
penaledp.it, 22 gennaio 2023
In attesa del testo ufficiale in italiano, pubblichiamo la decisione del caso Sy c. Italia in lingua francese, la Corte ha riscontrato diverse violazioni della Convenzione. Il ricorrente in questo caso, che soffriva di un disturbo della personalità e di un disturbo bipolare, era rimasto in detenzione in carcere per quasi due anni nonostante le decisioni dei tribunali interni affermassero che la sua salute mentale era incompatibile con tale detenzione, prima del suo trasferimento in un Centro Residenziale per l’esecuzione delle misure preventive (Rems), e successivamente ad un servizio psichiatrico carcerario.
di Fulvio Fulvi
Avvenire, 22 gennaio 2023
“Molti medici si rifiutano di lavorare tra i reclusi”. San Vittore, Opera, Bollate e Beccaria: 2 operatori sanitari ogni 600 pazienti. Firmato accordo per aumentare stipendi. Summit in Regione il 30 gennaio.
di Fabio Castori
Il Resto del Carlino, 22 gennaio 2023
Chiesto il rinvio a giudizio di un 23enne. Avrebbe provocato il decesso del compagno di cella Lorenzo Rosati, fermano di 50 anni. Richiesta di rinvio a giudizio coatta. È questa la disposizione del gip di Fermo, Maria Grazia Leopardi, riguardo all’indagato per l’omicidio di Lorenzo Rosati, il detenuto fermano di 50 anni originario del Viterbese deceduto in circostanze misteriose al Pronto soccorso, dopo che si era sentito male in carcere.
- L’Aquila. Il carcere è a rischio demolizione, l’arrivo di Messina Denaro riaccende il caso
- Napoli. I detenuti di Secondigliano come quelli di “Aria ferma”: via i muri
- Massa Carrara. Detenuti a lezione di... Lucio Battisti. Iniziativa dell’Istituto Barsanti
- È morto Pino Roveredo, scrittore degli ultimi e degli emarginati
- Siamo tutti in carcere. Liberiamoci!











