di Ezio Mauro
La Repubblica, 23 gennaio 2023
Come in una maledizione ideologica a cui non può sfuggire, la destra riapre l’armadio dei suoi fantasmi rilanciando la campagna contro le intercettazioni e contro l’informazione, che in realtà è una battaglia di retroguardia a tutela della classe dirigente: e come tale non è certo nelle priorità della popolazione, ma al contrario può risvegliare un movimento spontaneo a difesa della legalità, degli strumenti necessari a garantirla, e del diritto dei cittadini a conoscere e sapere.
di Vladimiro Zagrebelsky
La Stampa, 23 gennaio 2023
Il ministro Nordio ha con fragore lanciato nel dibattito politico il tema di una riduzione delle intercettazioni disposte dal giudice (non dal pubblico ministero, che chiede ma non decide). Tra le tante dichiarazioni e talora approssimate battute, gli attacchi del ministro alla coppia intercettazioni/pubblici ministeri, progressivamente sembrano concentrarsi sulla lotta agli “abusi”. Così da un lato ottiene l’accordo di molti o di tutti - chi non condivide la necessità di combattere di abusi? - ma dall’altro resta nel vago. Quali abusi? Gli abusi nell’applicare la legge disponendo le intercettazioni o gli abusi che derivano dalla violazione della legge, come sarebbero certe pubblicazioni delle conversazioni intercettate? O il ministro, come pare da alcune delle sue esternazioni, intende riferirsi ad abusi che deriverebbero proprio dalle leggi, che dovrebbero quindi essere riformate restringendo il campo di possibile uso delle intercettazioni? A tal proposito occorrerebbe chiarezza in sede governativa e parlamentare.
di Giuliano Ferrara
Il Foglio, 23 gennaio 2023
Nei sistemi con una cultura giurisdizionale solida, si intercetta ma non si pubblica, se non in casi rarissimi. L’accusa è una cosa seria e non un fuoco meschino di sospetto. Il ministro Nordio concentri su questo il suo raggio d’azione.
di Pierluigi Battista
huffingtonpost.it, 23 gennaio 2023
Interi volumi delle dimensioni di “Guerra e pace” arrivano ai giornali che per giorni e giorni distilleranno le intercettazioni come capitoli di un grande romanzo. Sono tanti anni che bazzico i giornali e so come funziona la macchina delle pubblicazioni delle intercettazioni. Lo voglio raccontare a chi non lo sa e che magari crede che ancora sia questione di violazione di segreto istruttorio, di carte uscite furtivamente, di manine o manone.
di Paolo Frosina
Il Fatto Quotidiano, 23 gennaio 2023
Da Castelli a Nordio, da Mastella ad Alfano e Orlando. Governi di ogni orientamento hanno provato - per fortuna quasi sempre a vuoto - a restringere l’uso dello strumento in mano ai pm e a limitare il diritto di cronaca. Il primo tentativo nel 2005, quando Berlusconi si infuria per i nastri dei “furbetti del quartierino”. Il più pericoloso? Il bavaglio del secondo governo Prodi, approvato dalla Camera quasi all’unanimità.
di Giuliano Foschini
La Repubblica, 23 gennaio 2023
L’ex magistrato critica la stretta sulle intercettazioni proposta dal Guardasigilli: “Spuntare le armi agli investigatori dà garanzie ai criminali. Ricordo di aver letto sui giornali gli ascolti delle sue inchieste sul Mose, ora lo dimentica”.
di Antonio Fraschilla
La Repubblica, 23 gennaio 2023
Parla l’ex procuratore generale di Palermo, oggi senatore del M5s, Roberto Scarpinato. “Il boss ha avuto protezioni eccellenti con infiltrazioni anche negli apparati investigativi”. E avverte: “La borghesia mafiosa non ha bisogno di sparare, se si toccano le norme rimarrà impunita”.
di Claudio Cerasa
Il Foglio, 23 gennaio 2023
Una storia e una sentenza che riguardano il Foglio e più in generale un aspetto dello stato di diritto: le sentenze si possono commentare e la critica si può esprimere “anche in forma di aperto dissenso”. Una svolta.
di Paola Di Nicola Travaglini
Il Domani, 23 gennaio 2023
I femminicidi non sono: un’emergenza, una tragica fatalità, frutto del raptus di un uomo psicologicamente fragile o alcolista o drogato, espressione di un amore malato o di una folle gelosia, esiti di contesti degradati. Chi li definisce così, anche inconsapevolmente, non sa di cosa parla e si fa portatore del giustificazionismo che consente a quel crimine di riprodursi, a quell’uomo di essere compatito, a quella donna di sparire con il suo coraggio e la sua voglia di libertà.
di Antonio Murzio
Il Fatto Quotidiano, 23 gennaio 2023
“Abbiamo coinvolto migliaia di studenti e detenuti”. Il progetto Legalitria nasce in Puglia per iniziativa della cooperativa Radici Future ed è diffuso nelle scuole e nelle carceri. E oltre alla ricaduta positiva sul piano sociale, c’è anche quella per le librerie, “perché mediamente sette studenti su dieci, dopo una presentazione, vanno per acquistarne una copia”.
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