di Nicolò Delvecchio
Corriere del Mezzogiorno, 21 gennaio 2023
Picchiato da tre guardie dopo una lite con un agente penitenziario. Il racconto è dell’ex detenuto Giuseppe Rotundo, assolto dopo 11 anni dall’aggressione al poliziotto. “Dopo un litigio con un agente sono stato messo in isolamento e aggredito da tre guardie. Ho reagito, colpendo uno di loro, ma in un secondo mi sono ritrovato a terra privo di sensi. Mi avevano massacrato. Il giorno dopo avevo un appuntamento con una psicologa che mi conosceva, ma che non mi riconobbe. “E tu chi sei?”, mi chiese. Quando le risposi si mise a piangere. Avevo il volto completamente tumefatto, ero irriconoscibile”.
Corriere Fiorentino, 21 gennaio 2023
La senatrice in visita all’istituto penale minorile fiorentino: “Qui una grande sensibilità, disponibilità degli operatori e della direttrice”. “Si esce da queste realtà sempre una sensazione di angoscia, di tristezza, e soprattutto di senso di ingiustizia, perché poi in fondo in questi luoghi ci sono tutti coloro che già di per sé nascono sfortunati, che non hanno un futuro. E allora il sogno sarebbe quello di ridurre sempre di più la percentuale di ragazzi che devono essere reclusi in questi istituti, per dare loro una speranza”. Così la senatrice Sì Ilaria Cucchi al termine di una visita all’istituto penale minorile Michelucci di Firenze. “C’è da dire che abbiamo trovato una grande disponibilità da parte degli operatori e della direttrice - ha aggiunto - una grande sensibilità, una grande voglia di fare e di costruire qualcosa per per i loro ragazzi. Ecco, realtà come queste magari dovrebbero essere da esempio per altre nelle quali si vuol fare un po’ di meno”.
Il Riformista, 21 gennaio 2023
Il progetto Clip&Go dell’Università degli Studi della Tuscia, si è concluso con un momento di confronto e monitoraggio finale, che ha coinvolto lo staff operativo dell’Ateneo, un gruppo di detenuti e le educatrici.
di Fabio Francione
Il Manifesto, 21 gennaio 2023
Intervista. Leone d’oro alla carriera al grande regista e drammaturgo: “Un teatro che copia la realtà è depotenziato, ci vuole un teatro che crei un’altra realtà. L’arte in generale deve essere l’innesco per creare un’altra realtà, non copiare la realtà con la scusa di farci vedere come siamo. Bisogna rappresentare altro dell’uomo, altri bisogni, altre necessità. Quello che sto facendo dentro il carcere, e sto affinando questa mia idea, è proprio al servizio del sognare un uomo nuovo, e quindi abbiamo bisogno di un attore ideale e un teatro che sia capace di fare questo”.
di Marco Santopadre
Il Manifesto, 21 gennaio 2023
I numeri spaventosi di Caminando Fronteras. La traversata via Mediterraneo o passando per “ruta canaria”, una strage infinita che i dati ufficiali non raccontano fino in fondo. Ormai nel Mediterraneo fanno notizia solo le stragi. Eppure i dati sul totale dei migranti morti ogni anno nel tentativo di raggiungere le coste europee sono spaventosi. Nel 2022 solo sulle rotte per la Spagna sono morte o sono scomparse 2.390 persone migranti, comprese 288 donne e 101 bambini. Il bilancio del 2022 dimezza quasi quello del 2021 - quando le vittime erano state addirittura 4.639 - ma supera comunque i 2.170 morti del 2020.
di Nathalie Tocci
La Stampa, 21 gennaio 2023
Siamo a un punto di svolta nella guerra in Ucraina. L’ultimo incontro dei ministri della Difesa della Nato e dei Paesi partner nella base tedesca di Ramstein non ne è la causa, ma la conseguenza. Al netto dei dettagli militari - dalle decisioni riguardo l’invio di sistemi di difesa aerea statunitensi Patriot, i carri britannici Challenger e i francesi Amx-10, fino alle diatribe sui carri tedeschi Leopard e gli americani Abrams - come va politicamente questo cambio di passo?
di Antonella Napoli
La Repubblica, 21 gennaio 2023
Dopo la rottura della fragile tregua tra Kinshasa e Kigali, l’Africa precipita verso un conflitto che coinvolge anche eserciti e forze militari di Uganda, Kenya e Burundi. La fragile tregua tra la Repubblica democratica del Congo e il Ruanda, sul filo degli accordi di Luanda, in Angola, e del tavolo dei colloqui a Nairobi, in Kenya, è ormai in frantumi. Con uno scambio al vetriolo tra i due governi, ieri è stata ufficializzata la rottura. Alla nota diffusa per volontà del presidente Félix Tshisekedi, con la quale il Congo ha annunciato la ripresa delle azioni militari contro i ruandesi del Movimento 23 Marzo, il capo di stato del Ruanda Paul Kagame ha risposto che “il reclutamento di mercenari stranieri da parte della Rdc è una chiara indicazione che si stia preparando per la guerra, non per la pace”. E ha aggiunto che il suo Paese “si difenderà in ogni modo possibile”.
di Daniele Mastrogiacomo
La Repubblica, 21 gennaio 2023
La presidente Boluarte ha preso il potere con un colpo di mano ma nel rispetto della Costituzione. Ora metà paese chiede le sue dimissioni. Tutto inizia qui, all’incrocio tra calle Cuzco e calle Lampa. Pieno centro di Lima, a due passi dalla Plaza de Armas. Sullo sfondo si staglia il Palazzo Pizarro, sede della presidenza. È l’obiettivo della folla oceanica che da tre ore ha invaso la capitale. L’hanno promesso, adesso sono solo in cinquantamila, arrivati dalle 13 regioni da una settimana in rivolta e sottoposte a coprifuoco. L’hanno chiamata la “Marcia per la presa di Lima”. Ricordano gli ultimi giorni del 2000 quando il Perù si ribellò ad Alberto Fujimori, invase le strade e costrinse il dittatore alla fuga.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 20 gennaio 2023
Con la cattura di Matteo Messina Denaro, c’è l’inevitabile reazione - dettata dall’onda emotiva - che rafforza la necessità del 41 bis, sorvolando sulle sue storture sia nell’applicazione che nell’esecuzione visto le innumerevoli misure afflittive (alcune già tolte dalle sentenze della cassazione e della Consulta) che esulano dal suo scopo originario. E si rischia di oscurare la vicenda dell’anarchico Alfredo Cospito che da tre mesi è in sciopero della fame. Da giorni è sul tavolo del ministro della Giustizia Carlo Nordio la nuova richiesta di revoca presentata dall’avvocato difensore Flavio Rossi Albertini.
di Frank Cimini
Il Riformista, 20 gennaio 2023
“Alfredo Cospito è sull’orlo del precipizio. Ha consumato ormai tutto il grasso, la situazione potrebbe precipitare da un momento all’altro. L’ho sconsigliato di camminare durante l’ora d’aria perché il quadro potrebbe ulteriormente aggravarsi consumando altre energie”.
- “Il 41bis è inferno dal quale mai mi faranno tornare a riveder le stelle”
- Se lo Stato lascerà morire Alfredo Cospito avrà perso su ogni piano: è sbagliato negare l’ascolto
- I “demoni” del 41 bis: mafiosi e non solo nella tomba dei vivi
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- Pochi studenti in carcere, tra disagi e carenze. “I libri ci rendono liberi”











