reportsardegna24.i, 26 maggio 2023
“Interdire a genitori detenuti, la cui condanna contempla un reato ostativo, la possibilità di fruire di colloqui telefonici anche quotidiani con i bambini e le bambine, si configura come una violazione dei diritti dei e delle minori a mantenere costanti contatti con i parenti più stretti. Crea inoltre una disparità di trattamento che inficia l’art. 3 della Costituzione”. Ne è convinta l’Associazione “Socialismo Diritti Riforme Odv”, presieduta da Paola Melis, che ha segnalato la grave discriminazione alla Autorità Garante dell’Infanzia e dell’Adolescenza Carla Garlatti e alla Garante regionale dell’Infanzia Carla Puligheddu.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 26 maggio 2023
La situazione presso l’Istituto Penale per Minorenni “Malaspina” di Palermo sta attualmente destando preoccupazione a causa dell’aumento degli episodi di autolesionismo, tentativi di suicidio e danneggiamenti registrati fin dall’inizio dell’anno. Il Garante dei detenuti della regione Sicilia, Santi Consolo, ha effettuato una visita all’istituto lunedì scorso, 22 maggio, per comprendere meglio le criticità in corso.
di Cristina Giudici
linkiesta.it, 26 maggio 2023
Nonostante gli ostacoli burocratici e la mancanza di fondi, la colonia penale agricola dell’arcipelago toscano è un modello di inclusione e riabilitazione in una situazione di emergenza strutturale per i suicidi e i disturbi mentali. Ormai l’esperienza della Gorgona, soprannominata “l’isola dei diritti”, è un caso virtuoso da manuale per chi si occupa delle carceri italiane, dove la diffusione dei disturbi psicotici è diventata un’emergenza strutturale.
di Luca Telli
Il Messaggero, 26 maggio 2023
Pagine di denunce e di racconti di pestaggi rimaste senza esito. Pagine di vita violenta avvenuta tra le mura del carcere di Viterbo lasciate senza risposta su una scrivania. “Sono rimasto sorpreso che le segnalazioni non avessero avuto al esito. Dopo aver presentato l’esposto non ho avuto nessun riscontro, nemmeno una telefonata per parlarne”.
di Natascia Grbic
fanpage.it, 26 maggio 2023
Il procuratore capo Paolo Auriemma e la sostituta Eliana Dolce non avrebbero indagato nonostante le denunce dei detenuti sulle violenze e le percosse al Mammagialla di Viterbo. Per il legale si tratta di un equivoco processuale. Il procuratore capo Paolo Auriemma e la sostituta Eliana Dolce sarebbero indagati per un ‘equivoco processuale’. A sostenerlo, intervistato da Il Messaggero, è il legale dei due magistrati, Filippo Dinacci. Una questione tecnica che, secondo l’avvocato, ha creato un gigantesco malinteso.
di Angela Nicoletti
frosinonetoday.it, 26 maggio 2023
I familiari del trentenne romano trovato senza vita nel carcere di Cassino nell’aprile del 2017 non si arrendono alla richiesta di archiviazione delle indagini. È tornata a protestare davanti al tribunale di Cassino per sensibilizzare l’opinione pubblica sulla morte del figlio Mimmo D’Innocenzo avvenuta nel carcere di Cassino nell’aprile del 2017. Il magistrato che si occupa della vicenda, il sostituto procuratore Francesca Fresh nei scorsi mesi ha chiesto l’archiviazione del caso e l’udienza di opposizione all’archiviazione avanzata dai familiari di Mimmo, trentuno anni romano, si terrà il prossimo 30 novembre dinanzi al gruppo di Cassino.
ansa.it, 26 maggio 2023
“Qui si respira un clima che in altri istituti minorili non c’è, determinato dalla capacità di chi ci lavora e dalla disponibilità di ampi spazi lavorativi ed esterni”, ma non basta perché “la situazione dell’istituto penitenziario minorile di Quartucciu (Cagliari) è insostenibile per le condizioni della struttura”. Parole del sottosegretario alla Giustizia Andrea Ostellari, arrivato in Sardegna su invito della garante regionale dei detenuti Irene Testa, che di recente aveva lanciato l’allarme sulla struttura “fatiscente”. Alla visita ha partecipato anche il presidente del Consiglio regionale e coordinatore della Lega nell’Isola, Michele Pais, partito dello stesso sottosegretario Ostellari.
di Roberto Saviano
Corriere della Sera, 26 maggio 2023
La bimba ferita al bar dove la sua famiglia stava mangiando un gelato e le sparatorie per marcare il territorio: spesso di fronte a queste tragedie si dice: “Famiglia colpita accidentalmente”. Ma non c’è nulla di accidentale quando spari. La famiglia di Sant’Anastasia non era nel posto sbagliato al momento sbagliato. La famiglia di Sant’Anastasia era nel posto giusto al momento giusto. Chi era nel posto sbagliato al momento sbagliato, a commettere atti sbagliati, erano i ragazzi che hanno sparato. Bisogna ristabilire le logiche, le affermazioni, le parole scelte per descrivere l’orrore. Perché spesso di fronte a queste tragedie si dice: “Famiglia colpita accidentalmente”. Non c’è nulla di accidentale quando spari, bisognerebbe forse più precisamente dire: “Famiglia colpita durante la sparatoria, anche se non era l’obiettivo di quella sparatoria”. Ma poi ne siamo così convinti non fosse l’obiettivo della sparatoria? Certo, la famiglia non c’entra nulla con le dinamiche di camorra. Padre, madre e i due figli si trovano davanti al bar per mangiare un gelato quando dalla mitraglietta partono i colpi. Colpiscono la madre, Anna, all’addome (è ricoverata, ma non grave); il padre, Mario, ferito alla mano. Illeso il figlio più piccolo della coppia, di soli 6 anni. Assunta, invece, viene colpita da un proiettile allo zigomo e si trova ora in prognosi riservata all’ospedale Santobono di Napoli. Ma l’obiettivo delle stese è proprio questo: colpire a caso tutto, punto. Tutto, non tutti.
varesenews.it, 26 maggio 2023
Il convegno del 29 maggio rappresenta il culmine del lavoro svolto da un gruppo dedicato a questa tematica, costituito con lo scopo di organizzare l’evento. Lunedì 29 maggio alle ore 8:45, il Centro Congressi delle Ville Ponti di Varese ospiterà un importante convegno dal titolo “Carcere e lavoro: Diritto, Rieducazione, Opportunità”. L’iniziativa è organizzata dalla Prefettura di Varese, in collaborazione con altri enti e uffici, come parte delle attività incentrate sulla tematica del lavoro dei detenuti all’interno e all’esterno dei luoghi di detenzione.
di Marina Lomunno
La Voce e Il Tempo, 26 maggio 2023
“Alt farsi riconoscere: ti condanniamo a 5 minuti di carcere”: il Salone del libro 2023 sarà ricordato anche per uno stand - quello allestito dal quotidiano il “Dubbio” e dal Consiglio nazionale forense - dove molti visitatori hanno potuto provare cosa significa vivere, sebbene per una manciata di secondi, nello spazio angusto di una cella ricostruita fedelmente.









