di Federica Olivo
huffingtonpost.it, 18 gennaio 2023
Fdi: “Con il governo Meloni non verrà meno nessuna misura contro la criminalità”. Forza Italia spinge almeno per un ritocco, ma precisa: “Non riguarderà i reati di mafia”. E a Nordio tocca firmare il 41 bis per il boss malato.
di Fiorenza Sarzanini
Corriere della Sera, 18 gennaio 2023
Il ministro dell’Interno: “Mai pensato di limitare gli ascolti. Chi sospetta accordi sulla cattura è in malafede”.
di Claudio Cerasa
Il Foglio, 18 gennaio 2023
L’osceno storytelling multimediale, fatto di articoli di giornale, talk-show, in cui si mette in scena la repubblica della gogna. Così, tra verità indicibili e teoremi da bar sport, si manifesta l’antimafia della chiacchiera.
di Antonio Polito
Corriere della Sera, 18 gennaio 2023
Anche stavolta molti italiani si sono subito chiesti se non ci stanno mentendo sull’arresto del boss. Il dubbio sistematico è l’abito mentale dell’Occidente, da Cartesio in poi. È un metodo che ci induce a sottoporre al vaglio della ragione qualsiasi verità, fosse pure matematica, prima di accettarla come vera. Allo stesso modo, nelle società aperte lo scetticismo è il dovere deontologico della stampa libera; così come il potere di inchiesta e controllo è la funzione democratica del Parlamento, e in esso delle opposizioni.
di Errico Novi
Il Dubbio, 18 gennaio 2023
Nordio: nessuno stop alle intercettazioni per la mafia. Ma de Raho: siano libere pure per i reati di corruzione. È il day after delle polemiche o dei “sibili di rancore” come li definisce Carlo Nordio. Il ministro della Giustizia, a ventiquatrr’ore dall’arresto di Matteo Messina Denaro, evoca senza citarli attacchi come quello firmato da Marco Travaglio sul Fatto quotidiano di ieri, in cui si sostiene in pratica che la cattura del boss è avvenuta “malgrado il guardasigilli”, il quale avrebbe dichiarato “guerra alle intercettazioni”. Era inevitabile, aver messo fine alla latitanza dell’ultimo mafioso stragista ha un peso politico: è stato rivendicato subito da Giorgia Meloni come un successo, e produce contestazioni e repliche sul fronte avverso, cioè da parte delle forze di opposizione e dei giornali ostili all’esecutivo. Ma in generale l’intera materia dell’antimafia è scossa da nuove tensioni.
di Maurizio Crippa
Il Foglio, 18 gennaio 2023
Il cosiddetto “terzo livello” e la tifoseria dell’antimafia. Da Caselli alla Trattativa, come si sono formate le lunghe inchieste degli anni Novanta. Un periodo che ha lasciato solo macerie. Quelli che “non l’hanno preso, si è fatto prendere”; quelli che c’è per forza una nuova Trattativa (l’avevano detto da Giletti); quelli disturbati dal “tono trionfalistico”; quelli che “ma allora perché ci hanno messo trent’anni?”. Nelle reazioni scomposte o solo stupide, e in quelle incrostate di complottismo e vecchi teoremi, c’è spesso un’insipienza dovuta alla mancanza di memoria personale. Ma c’è anche un altro livello, più profondo, in cui s’incista un male vecchio di decenni: la menzogna della stagione dei teoremi giudiziari.
di Gianfranco Pasquino*
Il Domani, 18 gennaio 2023
Gli applausi dei cittadini di Palermo all’arresto del boss sono confortanti. Lo abbiamo sempre detto che parte dalla rassegnazione a fronte della criminalità organizzata di intimidire e ricattare, di punire, ma anche di premiare laddove lo Stato non mostri altrettanta forza e non crei opportunità. Su questo versante, la lotta contro la mafia continua e giustamente deve rivolgersi contro quelle frange di professionisti, avvocati, commercialisti, imprenditori e altre figure che hanno consentito ai mafiosi di infiltrarsi nel mondo degli affari e di moltiplicare i loro profitti.
di Roberto Saviano
Corriere della Sera, 18 gennaio 2023
La gerarchia di Cosa Nostra è vecchia, come la società italiana. E gli interessi economici hanno permeato tutto. E dopo la cattura di Matteo Messina Denaro cosa succederà? In realtà non ha importanza rispondere a questa domanda perché tutto il peggio, il grave, l’irrimediabile sta già accadendo ed accade. Non sto spendendo toni apocalittici o esagerati, tutt’altro. Nel 2021 Banca d’Italia evidenziò che il giro di affari dei cartelli mafiosi valeva circa 38 miliardi di euro all’anno. Questi 38 miliardi di euro sono ben più di 100 milioni al giorno. Cento milioni al giorno che vengono movimentati e investiti, ma se a questo dato si aggiunge ciò che aveva già dichiarato la Direzione nazionale antimafia nel 2020, tracciando un patrimonio derivante dal narcotraffico di 400 miliardi di euro solo in Italia, comprendiamo che stiamo parlando di un’economia in continua espansione e che alimenta e sostiene l’economia legale. In questo momento, il tema mafie è completamente ignorato dal dibattito politico e in campagna elettorale è stato affrontato solo in modo retorico.
di Attilio Bolzoni
Il Domani, 18 gennaio 2023
Con la cattura del boss cade anche l’ultimo alibi. Sbagliato cantare vittoria con sicumera. Ora lo stato deve lanciare la sua sfida alla mafia “trasparente”, quella degli incensurati che sembra ancora intoccabile.
di Luca Prosperi
ansa.it, 18 gennaio 2023
È il carcere d’Italia con il più alto numero di detenuti al 41 bis, le Costarelle sono il centro del carcere duro. Il penitenziario dove è stato assegnato Matteo Messina Denaro a Preturo è di fatto in mezzo al nulla, è una isola detentiva lontano dal resto della città dell’Aquila. Ciò ha favorito la sua costruzione e destinazione sin da subito a carcere di massima sicurezza.
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