di Chiara Sgreccia
Il Domani, 12 dicembre 2025
A offrire un’analisi delle condizioni che i minori vivono nelle periferie d’Italia, l’ultima indagine condotta da Con i Bambini e Openpolis: un quadro basato sui dati per capire dove e in che modo le disuguaglianze agiscono nel Paese e come costruire politiche pubbliche efficaci nel contrastarle. Per superare le semplificazioni e l’allarmismo. In Italia, più una persona è giovane, più è probabile che si trovi in condizioni di povertà assoluta. E più vive in un’area i cui i servizi sono carenti, più è probabile che rimanga in povertà. Sono dati che, però, non devono generare risposte d’emergenza ma spingere a un’analisi concreta della realtà del nostro Paese, delle ragioni che la determinano, in particolare dalla pandemia in poi, per proporre politiche pubbliche in grado di invertire la tendenza.
di Elisabetta Ambrosi
Il Fatto Quotidiano, 12 dicembre 2025
Il problema è a monte e non a valle. I ragazzi vanno formati perché li usino al meglio, non isolati dalla società. Non voglio in nessun modo, in questo post, fare l’elogio dei super colossi del web e dei social network, che ormai governano le nostre vite, facendo utili infiniti e senza, spesso, neanche pagare il giusto corrispettivo di tasse. Non è dunque questo un elogio di Meta, Tik Tok, You Tube né tantomeno dei loro “padroni”. Mi interessa qui - nel criticare il provvedimento del governo laburista australiano di vietare tutti i social network agli under sedici - fare piuttosto un ragionamento fenomenologico, dall’interno. E cioè dal punto di vista di una madre che vede bene come i social sono usati dai giovanissimi che ho in casa. E non solo quelli: anche il web, anche Google, anche l’IA, anche le decine di app che oggi permettono di fare cose in maniera molto rapida e comoda.
di Daniele Erler
Il Domani, 12 dicembre 2025
Ovunque si discute sulla possibilità di impedire ai minorenni di iscriversi a piattaforme come Instagram e TikTok. In Italia c’è una legge che fisserebbe i 15 anni d’età. Ma il divieto per legge è davvero efficace? C’è chi teme un “effetto boomerang”. Lo scorso 10 dicembre l’Australia ha introdotto, per la prima volta al mondo, il divieto di utilizzo dei social per chi ha meno di 16 anni. In base alla legge federale approvata l’anno precedente, l’Online Safety Amendment, le principali piattaforme (come Facebook, Instagram, TikTok, YouTube, X e Snapchat) dovranno adottare “misure ragionevoli” per impedire ai minori di aprire o mantenere un account. Altrimenti, rischiano multe fino ai 49,5 milioni di dollari australiani (circa 30 milioni di euro).
di Giansandro Merli
Il Manifesto, 12 dicembre 2025
Il dato sulla struttura aperta a ottobre 2024 è aggiornato al cinque dicembre scorso ed è ufficiale. I migranti stranieri rimpatriati dal Cpr di Gjader, passando per l’aeroporto di Roma Fiumicino, sono 54 in totale. Tra loro: cinque bengalesi, nove pakistani, undici nigeriani, due moldavi, un georgiano, due senegalesi, undici algerini, quattro indiani, tre turchi, un ivoriano, un kazako, un marocchino, un honduregno, un ghanese e un camurense. Il dato sulla struttura aperta a ottobre 2024 è aggiornato al cinque dicembre scorso ed è ufficiale: lo contiene la risposta del ministero dell’Interno a un accesso civico generalizzato presentato dall’avvocata Giulia Crescini, per il progetto Inlimine dell’Associazione per gli studi giuridici sull’immigrazione.
di Filippo Blengino*
Il Dubbio, 12 dicembre 2025
In un Paese irrigidito, che ha paura persino della propria ombra, può succedere - anzi succede - che chi vende o cede una semplice pianta o i suoi derivati, pur privi di qualsiasi effetto stupefacente, venga trattato alla stregua di Pablo Escobar. Così l’innocuo diventa crimine e criminali diventano cittadini, imprenditori, produttori che quella foglia l’hanno coltivata, venduta e acquistata seguendo le leggi dello stesso Stato che ora li condanna. E, sempre in questo Paese irrigidito, può succedere - anzi succede - che un caso di “spaccio” venga archiviato dal Pubblico Ministero di Roma e accolto dal GIP senza una riga di motivazione (a proposito di separazione delle carriere!) perché qualificato come azione politica “dimostrativa”.
di Niccolò Nisivoccia
Corriere della Sera, 12 dicembre 2025
Non c’è dubbio: gli eventi di questi ultimi anni, dei nostri giorni, potrebbero indurre a visioni pessimistiche. Il diritto è finito, morto, superato: lo si ripete da ogni parte, lo pensano in tanti. È lo spirito del tempo: pensare che non esista legge che tenga, che la forza e la violenza siano una necessità, accusare chi pensa il contrario di essere solo un’anima candida - come a dire: è la realtà, bellezza, è inutile sognare. E quindi concepirlo, il diritto, solo in senso autoritario: come se il diritto non fosse a sua volta altro che forza e violenza, come se questa fosse la sua stessa natura - intimidatoria, se non addirittura persecutoria. Non c’è dubbio: gli eventi di questi ultimi anni, dei nostri giorni, potrebbero indurre a visioni di questo genere.
di Elisabetta Zamparutti
L’Unità, 12 dicembre 2025
La giornata mondiale per i diritti umani è stata istituita il 10 dicembre del 1950 per commemorare l’adozione della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani avvenuta due anni prima, il 10 dicembre del 1948, da parte dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite. Fu una delle prime giornate mondiali a essere istituita. All’epoca ne esistevano solo un paio. Oggi il calendario offre l’occasione di commemorare quasi ogni giorno, insieme ad almeno un santo, anche una ricorrenza mondiale. Sono profondamente convinta che la proliferazione eccessiva, vale per i beni di consumo come anche per le giornate mondiali, rischia di vanificarne il valore e il significato.
di Luca Foschi
Avvenire, 12 dicembre 2025
Un dossier di 173 pagine racconta l’orrore cominciato in Israele alle 6.30 del 7 ottobre 2023 e proseguito fino al rilascio degli ostaggi. Omicidio, oltraggio alla dignità personale, tortura, presa di ostaggi, saccheggio, violenza sessuale, distruzione di beni civili, utilizzo di scudi umani, sparizione forzata, attacco indiscriminato alla popolazione civile: il nuovo report di Amnesty International, “Targeting civilians”, “ha trovato elementi sufficienti per concludere che molte fra queste violazioni sono state compiute da membri dei gruppi armati palestinesi, e costituiscono crimini di guerra e crimini contro l’umanità. Per questi, oggi, nessuno è stato portato davanti alla legge”.
di Agnese Palmucci
Avvenire, 12 dicembre 2025
Da settembre è scattata a Chicago l’operazione governativa anti migranti “Midway Blitz”. I cattolici stanno alzando la voce con attività e manifestazioni a difesa dei diritti degli stranieri. A Chicago è diventato normale andare a celebrare Messa la domenica e non vedere più i propri parrocchiani seduti ai banchi della chiesa. Da un giorno all’altro. “Arrivano le famiglie e ci dicono che li hanno arrestati nella notte”, racconta padre David Inczauskis, sacerdote gesuita ordinato da sei mesi, che, insieme ad altri, sta coordinando le attività delle comunità cattoliche della diocesi per il supporto ai migranti detenuti dalla polizia federale perché ritenuti “irregolari” o rischiosi per l’ordine pubblico. “A settembre scorso il presidente Trump ha annunciato l’operazione “Midway Blitz” - spiega il giovane, studente di dottorato alla Loyola University di Chicago - e in poco tempo sono arrivati gli agenti della pattuglia di frontiera, la Border Patrol, che normalmente si trova lungo il confine con il Messico, ed è incrementata l’attività dell’Immigration and Customs Enforcement (Ice), per trattenere e deportare persone senza documenti”. Negli ultimi tre mesi, aggiunge, sono aumentati in modo significativo anche i casi di “profilazione razziale”, per cui “vengono fermate anche persone che non sono prive di documenti”, solo per il colore della pelle.
di Alessia Candito
La Repubblica, 11 dicembre 2025
Carcere, l’appello di garanti e associazioni: “Provvedimento di clemenza per svuotare le prigioni”. Negli istituti di pena italiani ci sono 63.500 a fronte dei 46.500 posti effettivamente disponibili. Nelle scorse settimane, il presidente La Russa aveva proposto un mini-indulto, ma il governo ha spento le speranze. Un provvedimento di clemenza che riduca in maniera netta e rapida il numero di detenuti negli iperaffollati penitenziari italiani. L’appello arriva da diciannove fra organizzazioni e sindacati, fra cui Cgil, a Buon diritto, Arci e Cgil, che insieme alla conferenza dei Garanti dei diritti delle persone private della libertà personali che chiedono al governo un provvedimento urgente. “La condizione negli istituti penitenziari italiani è drammatica”, affermano.
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