di Stefano Anastasìa
garantedetenutilazio.it, 28 aprile 2026
Con tutti i problemi che le carceri hanno, e che immaginiamo abbia anche chi deve dirigerle, dal centro come dalla periferia, tre giorni fa il capo del dipartimento dell’amministrazione penitenziaria ha avuto tempo di firmare una nota indirizzata ai provveditori regionali in cui gli spiega che i pozzetti frigo “di nuovo acquisto” (quelli vecchi no, evidentemente, beati loro e chi li usa) dovranno essere posizionati “in una stanza l’uopo dedicata”, e non più nei corridoi delle sezioni, dove spesso stanno perché, come il capo dipartimento dovrebbe sapere, di stanze da dedicare all’uopo non ce ne sono tante con 17mila detenuti più della capienza regolamentare effettivamente disponibile.
di Angela Stella
L’Unità, 28 aprile 2026
Stefano Anastasia, Garante dei diritti delle persone private della libertà del Lazio, in una nota di qualche giorno fa indirizzata ai Provveditori regionali il capo del Dap spiega che i pozzetti frigo “di nuovo acquisto” dovranno essere posizionati “in una stanza l’uopo dedicata”, e non più nei corridoi delle sezioni. Inoltre “in nessun caso i pozzetti frigo e/o frigo potranno essere collocati nelle camere di pernottamento”, visto che vi si possono occultare “oggetti o sostanze non consentite”.
di Daniela Mainenti*
Il Fatto Quotidiano, 28 aprile 2026
Alcune misure hanno una loro razionalità ma il problema è l’impianto: la sicurezza diventa un contenitore emotivo dove finiscono fenomeni diversissimi. La stagione dei decreti sicurezza del governo Meloni ha un tratto comune: ogni emergenza sociale viene tradotta in risposta penale. Rave, immigrazione, Caivano, occupazioni, proteste, carceri, centri per migranti, criminalità minorile, tutela delle forze dell’ordine: materie diverse, ma una grammatica unica. La sicurezza non viene trattata come politica pubblica complessa, fondata su prevenzione, dati, organizzazione amministrativa e capacità investigativa, ma come produzione continua di nuovi reati, aggravanti, divieti e inasprimenti. Facciamo un riepilogo.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 28 aprile 2026
A ventiquattr’ore dall’incontro fra l’Anm, il Cnf e il guardasigilli Carlo Nordio, prende sempre più corpo la possibilità di un rinvio della norma sul gip collegiale. Lo ha detto lo stesso ministro della Giustizia sabato scorso in un’intervista al Corriere della Sera: “È ormai legge e non si discute. Dovremmo considerare le compatibilità con gli organici presenti e semmai rimandare l’entrata in vigore a quando, presumibilmente entro la fine dell’anno, saranno superate le eventuali criticità grazie all’assunzione dei nuovi magistrati”. Ipotesi non smentita dal numero due di via Arenula, il viceministro Francesco Paolo Sisto, che ci dice: “La norma c’è e non si torna indietro. Quindi si farà”, ribadisce l’esponente forzista, “ma senza creare disfunzioni al sistema”, non escludendo quindi un rinvio di qualche mese.
di Conchita Sannino
La Repubblica, 28 aprile 2026
Il presidente dell’Anm: “Domani siederemo di nuovo al tavolo del confronto con il ministro con spirito costruttivo”. “La prima riforma della giustizia? “Deve essere la più semplice: adeguare personale e risorse alla media europea”, dice Giuseppe Tango. Da un mese esatto nuovo presidente dell’Anm, domani incontrerà, con la giunta, il ministro Nordio.
di Gabriele D’Angelo
romatoday.it, 28 aprile 2026
Nelle due Rems (residenza per l’esecuzione delle misure di sicurezza) di Palombara Sabina mancano personale e cucina, e le ore d’aria si fanno al chiuso. Ma il vero problema sono le liste d’attesa per entrare. E per uscire. L’unico spazio aperto è una terrazza circondata dalle sbarre. Più che un cortile è una sala fumatori. Prima domanda: “Ma devo chiamarvi detenuti o pazienti?”. “Pazienti” risponde uno, “detenuti”, ribatte un altro. Un altro ancora dice che “siamo entrambe le cose”.
garantedetenutilazio.it, 28 aprile 2026
Pregiudizi e carenze del sistema di salute mentale territoriale rallentano il deflusso e il reinserimento nella società dei pazienti non pericolosi delle Residenze per l’esecuzione delle misure di sicurezza. “Il problema delle Rems è fuori dalle Rems, in un eccesso di input, legato a vecchi pregiudizi nei confronti della malattia mentale, e in un difetto di output, dovuto dalla sofferenza del sistema territoriale di salute mentale che non riesce a garantire l’ordinario deflusso delle persone prive di reale pericolosità sociale e che potrebbero uscire dalle Rems molto prima di quanto non riescano a fare”.
cagliaritoday.it, 28 aprile 2026
La presidente della Regione dopo il sopralluogo a Nuoro: “Non ci spaventa il regime di sicurezza per i boss mafiosi, ma l’idea di tre istituti dedicati”. “La sostanza è che non vogliamo un carcere dedicato: essendo una struttura dentro la città, vogliamo fare la nostra parte senza perdere il diritto del detenuto di scontare la pena in prossimità”. Sono le parole della presidente della Regione, Alessandra Todde, al termine della sua visita ispettiva nel carcere di Badu ‘e Carros a Nuoro, accompagnata dal sindaco di Nuoro Emiliano Fenu e accolta dalla direttrice dell’istituto Daniela Marras, dal provveditore regionale dell’Amministrazione penitenziaria per la Sardegna, Domenico Giuseppe Arena. All’incontro ha partecipato la Garante dei detenuti del carcere nuorese, Giovanna Serra.
sardiniapost.it, 28 aprile 2026
Il corso di scrittura creativa coinvolgerà venti donne invitate a riflettere sulla poetica del cantautore genovese. Trentaquattro anni fa, nel 1992, in totale segreto e anonimato, Fabrizio De André ha effettuato una visita ai detenuti della Casa di Reclusione di Is Arenas, parlò con loro e, contravvenendo alla regola che si era imposta di non cantare, prese tra le mani una chitarra e interpretò alcuni brani del suo repertorio. Un’esperienza che ha segnato la vita dei presenti di allora e che l’ associazione Socialismo Diritti Riforme e la fondazione Faustino Onnis intendono ripetere spiritualmente in una giornata speciale per Sa Die de sa Sardigna.
di Chiara Francini
La Stampa, 28 aprile 2026
Leggere, oggi, è un atto di resistenza. Nel senso concreto, fisico, quasi muscolare. Restare dentro una pagina quando tutto ci spinge altrove è una scelta. Non si tratta di opporsi alla tecnologia, si tratta di non delegarle tutto. Perché il rischio non è diventare meno intelligenti, è diventare meno liberi. E la libertà, senza la capacità di pensare, è solo una parola che non sappiamo più leggere. Immagino un futuro in cui leggere un libro intero, dall’inizio alla fine, sarà un atto di lusso, non economico, ma mentale, un privilegio silenzioso, come il tempo, come il sonno senza interruzioni. Un futuro in cui la concentrazione non sarà più facoltà diffusa, ma competenza di classe.
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