di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 12 dicembre 2025
Nell’aula del Senato si è tenuto il convegno “Dignità e diritti in carcere. Verso il Giubileo dei detenuti, le proposte dei Garanti”, nato su iniziativa del senatore Filippo Sensi. Una giornata per rimettere al centro dell’attenzione politica una questione che troppo spesso viene ricordata solo d’estate, quando il caldo rende ancora più insopportabile la vita dietro le sbarre. Il senatore Sensi lo ha detto chiaro: “Se le istituzioni parlamentari si mostrano in qualche modo sensibili, altrettanto non è da parte del Governo”. Ha citato il Presidente del Senato La Russa, che si è detto favorevole a un gesto di clemenza, ma ha sottolineato come dal Governo arrivino segnali opposti. “Il sottosegretario Del Mastro delle Vedove stamattina e il sottosegretario Mantovano nei giorni scorsi sembrano avversare fortemente la possibilità di un’iniziativa per dare respiro alle persone detenute”.
di Enzo Fortunato
Il Sole 24 Ore, 12 dicembre 2025
Ci sono porte che si aprono raramente, e non per mancanza di chiavi, ma di sguardi. Le carceri italiane sono tra queste. Il Giubileo dei detenuti chiede di tornare a vedere chi vive ai margini. Secondo il Rapporto Antigone 2024, i detenuti sono oltre 61.000 a fronte di circa 51.000 posti; in molte regioni il sovraffollamento supera il 130%. Nel 2023 i suicidi sono stati 69, segno di un disagio che interroga la coscienza civile. Dietro i numeri ci sono persone.
di Mauro Bazzucchi
Il Dubbio, 12 dicembre 2025
Il presidente del Senato torna a chiedere alla maggioranza un provvedimento immediato contro l’affollamento delle carceri. Ignazio La Russa non si arrende, e prova nuovamente a sollecitare alla sua maggioranza e al governo un provvedimento che alleggerisca nel breve termine la situazione di insostenibile affollamento nelle nostre carceri. Nel tradizionale scambio di auguri con la stampa parlamentare, il presidente del Senato riparte da lì, dal “no” ricevuto sul mini- indulto che aveva proposto alla premier Meloni. Un diniego che non lo frena, anzi lo spinge a rilanciare: “Visto che mi hanno detto di no, c’è un’altra strada: allarghiamo i criteri per gli arresti domiciliari, subito, prima di Natale”. Il sovraffollamento delle carceri, dice, “è reale” e può essere affrontato intervenendo su ciò che già esiste. E qui entra in scena un altro pezzo del sistema: i giudici di sorveglianza.
di Eleonora Martini
Il Manifesto, 12 dicembre 2025
“Allarghiamo i criteri degli arresti domiciliari subito prima di Natale e semplifichiamone la concessione; aumentiamo i giudici di sorveglianza con norme temporanee”, affidandone il compito anche “ai magistrati onorari”, “affrontiamo con norme già esistenti il tema del sovraffollamento, che è reale”. E niente, Ignazio La Russa non cede e torna a parlare di carcere, rispondendo indirettamente al suo vecchio amico Gianni Alemanno che proprio ieri, dalla sua cella di Rebibbia dove è recluso, lo ha quasi redarguito. E lo ha spronato a non perdere l’occasione del “Giubileo dei detenuti”, passando dalle parole ai fatti.
di Annalisa Chirico
Il Tempo, 12 dicembre 2025
Ignazio La Russa ci riprova. Intervenendo alla cerimonia dello Scaldino, il tradizionale scambio di auguri con la stampa parlamentare, il presidente del Senato è tornato su un tema che gli sta a cuore: il sovraffollamento carcerario. Non in modo retorico, né lagnoso, ma con una proposta concreta, dopo la chiusura del governo all’idea di un “decreto bipartisan” per consentire a chi abbia quasi interamente scontato la pena di poter usufruire dei domiciliari.
di Riccardo Renzi
Il Riformista, 12 dicembre 2025
La visita del Presidente Sergio Mattarella al carcere femminile di Rebibbia non è stata una semplice tappa istituzionale, né un gesto di cortesia verso un progetto artistico. È stata una lezione civile rivolta al Paese. L’inaugurazione di Benu - l’installazione permanente ideata da Eugenio Tibaldi e realizzata insieme alle donne recluse - è diventata un’occasione per mostrare ciò che dovrebbe essere il carcere secondo la nostra Costituzione: un luogo di rinascita, non di abbandono. La simbologia della Fenice, che risorge dalle proprie ceneri, è stata il filo conduttore del discorso presidenziale. Ma la Fenice, ha lasciato intendere Mattarella, non può risorgere se il nido è marcio. E alcuni istituti italiani oggi lo sono, “in condizioni totalmente inaccettabili”.
Ristretti Orizzonti, 12 dicembre 2025
Il Garante nazionale dei diritti delle persone private della libertà personale (Gnpl) esprime la propria gratitudine al Presidente della Repubblica per quanto dichiarato nella sua visita alla Casa circondariale femminile di Rebibbia. Nel suo discorso il Capo dello Stato ha ricordato l’importanza “del fine rieducativo della pena” nonché “del progetto e della missione degli istituti di costituire, prevedendole, opportunità di socializzazione”, per far sì che “gli istituti di pena non siano isolati dal mondo esterno, ma facciano parte - come è doveroso - del mondo esterno, del mondo della nostra Repubblica”.
di Bruno Mellano
La Stampa, 12 dicembre 2025
Spesso i fenomeni sociali più complessi e ampi sono anticipati dal loro presentarsi in un ambito territoriale o comunitario ristretto, definito, marginale. Analizzare e riflettere, ad esempio, sull’esecuzione penale, e su quella giovanile o minorile in particolare, non è solo un esercizio di cittadinanza attiva, ma può essere anche un’utile azione di governo, non solo in riferimento alla specifica problematica, bensì all’intero contesto della condizione giovanile contemporanea negli Stati evoluti. Per questi motivi appare interessante e feconda la presentazione, a cura della Biblioteca civica e dell’Informagiovani di Savigliano, del libro “18+1” di Monica Cristina Gallo, sui giovani detenuti nelle carceri italiane. Ragazzi che con 18 anni e un giorno sono collocati nei gironi, spesso infernali e sempre sovraffollatati, delle 189 carceri per adulti presenti nel Paese. Una popolazione detenuta “under 25” in forte crescita numerica: erano 3.274 al 30 giugno 2023, ma all’inizio del 2025 era già diventati 5.067.
di Giancarlo Visitilli
Corriere del Mezzogiorno, 12 dicembre 2025
“Quando ha detto: bisognerebbe gettare la chiave e lasciarli marcire, mi sono sentito una cacca. Mi sono sentito io marcire dentro, soprattutto perché l’ha pensato un mio professore”. Sono le parole di Massimo, studente di un istituto tecnico commerciale di Bari, che mi racconta la sua storia, “puoi parlarne e cercare di fare capire che i detenuti, in quel posto, che non è manco come l’Inferno di Dante, si lasciano morire, peggiorano, si abbruttiscono di più”. Massimo frequenta il quarto anno, vuole studiare economia, “per imparare a capirli e a restarmene lontano dai soldi”. Suo padre, sconta vent’anni, per aver ucciso durante una rapina.
di Gaetano Azzariti
MicroMega, 12 dicembre 2025
La riforma consegna un gran potere nelle mani del governo ed espropria il parlamento del potere di revisione costituzionale. Ancor prima del contenuto è già la forma che offende e che denuncia il carattere eversivo della riforma. La legge sull’ordinamento della giustizia è stata infatti approvata violando lo spirito, ma anche la lettera della nostra costituzione. L’articolo 138 prevede infatti una doppia lettura dei due rami del parlamento, una maggioranza qualificata in seconda lettura e un referendum eventuale di natura oppositiva qualora, pur se superata la maggioranza assoluta dei componenti di ciascuna Camera, non si sia però raggiunto il consenso dei due terzi dei nostri rappresentanti. Al di là di ogni tecnicismo mi sembra del tutto chiara la ragione di fondo che sostiene questo procedimento.
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