di Andrea Ceredani
Avvenire, 29 aprile 2026
L’Italia è condannata per i “trattamenti inumani” riservati a un minore nel Cara di Crotone, ma ActionAid conta 823 ragazzi soli nelle strutture per adulti. Eppure, i posti non mancano. Ai minori migranti, in Italia, non viene sempre garantita l’accoglienza in centri ad hoc organizzati per le esigenze dei ragazzi stranieri soli. A volte vengono ospitati in Centri di accoglienza straordinaria (Cas) per adulti, dove rischiano di essere “sottoposti a trattamenti inumani e degradanti”. È successo a H.D., un giovane originario del Burkina Faso, per la cui detenzione illegale nel Cara di Sant’Anna di Isola di Capo Rizzuto (Crotone) la Corte europea per i diritti dell’uomo ha condannato l’Italia al risarcimento dei danni morali e al rimborso delle spese legali per un totale di 10.500 euro.
di Luca Rondi
altreconomia.it, 29 aprile 2026
L’agenzia Invitalia ha pubblicato su incarico del Viminale l’appalto da 41,2 milioni per un nuovo Centro di permanenza per il rimpatrio nel Parco umido La Piana nel Comune casertano. Il progetto prevede moduli radiali e un ballatoio perimetrale per la sorveglianza dall’alto. Per la prima volta sono introdotti i concetti di “confinamento” e di livelli di detenzione differenziati a seconda della “condizione di ostilità” dei trattenuti. Sono trascorsi 235 anni da quando il filosofo e giurista inglese Jeremy Bentham ideò il progetto di “carcere ideale” che avrebbe permesso a un unico sorvegliante di osservare tutti i reclusi disposti nelle celle circolari.
di Gabriele Segre
La Stampa, 29 aprile 2026
Le big tech raccolgono dati e li trasformano in decisioni, mentre le scelte politiche scompaiono. Consegnare polli surgelati e lanciare missili è, in fondo, la stessa cosa. Potrebbe benissimo essere questo il ragionamento di Shyam Sankar - direttore tecnologico di Palantir e gran sacerdote del profeta-tech Peter Thiel - quando spiega che una catena del valore, un processo produttivo e un’operazione di targeting mirato rispondono alla stessa logica di accelerazione e ottimizzazione. Ha ragione: viviamo nell’epoca in cui la capacità di calcolo ha ridotto l’errore fino a farlo sembrare una superstizione d’altri tempi. Le big tech raccolgono dati, li incrociano, li assimilano, li digeriscono e li restituiscono sotto forma di decisioni impeccabili e chirurgiche: cosa comprare, chi assumere, chi licenziare, chi fermare alla frontiera. Nonché quale bersaglio colpire e quando. Una specie di oracolo industriale alimentato da server e contratti miliardari che, appaltato al Pentagono, sviluppa un leggero complesso di onnipotenza.
di Sabino Cassese
Corriere della Sera, 29 aprile 2026
Rischio cesarismo nella democrazia Usa. Con Trump il potere si personalizza oltre le regole. Aggredisce altre nazioni, non rispetta trattati e diritto internazionale, ignora la distinzione tra sfera pubblica e sfera privata, non ascolta le opinioni della minoranza, non rispetta la vita delle persone, esercita il potere in modo arbitrario, assume e licenzia collaboratori, si vale di familiari per l’esercizio di funzioni pubbliche, polarizza lo spazio pubblico: come spiegare il fenomeno Trump? Per comprenderlo, bisogna tener conto di molti fattori, esterni ed interni, organizzativi e personali, diretti e indiretti, del presente e della storia, come ha fatto Sergio Fabbrini nei suoi commenti settimanali ora raccolti in un libro intitolato Tsunami Trump. Il nazionalismo americano e l’Europa (Milano, Il Sole 24 Ore, 2026).
di Bernardo Parrella
Il Manifesto, 29 aprile 2026
“La manovra odierna dichiara che quei prodotti a base di marijuana terapeutica già autorizzati dai singoli Stati d’ora in poi rientreranno della Tabella III, e prevediamo che la ricerca aumenti in maniera significa per capire meglio come guidare pazienti e medici in questo percorso. Ulteriori interventi sono previsti per quest’estate, con un’audizione amministrativa accelerata da parte del ministero di Giustizia affinché la marijuana passi completamente dalla Tabella I alla III”. Questa la dichiarazione di Heidi Overton, vice-direttrice del Domestic Policy Council della Casa Bianca, nel corso della recente cerimonia nello Studio Ovale in cui Trump ha firmato il decreto che avvia questo percorso di minima riclassificazione da estendere all’intero territorio statunitense. Chiariscono però le stesse autorità: “Quest’ordine dall’effetto immediato non legalizza la marijuana. Rende più facile per i ricercatori studiare e comprendere effettivamente le sue proprietà terapeutiche, soprattutto tra coloro che già ne fanno uso a tale scopo”.
di Teresa Olivieri
Italia Oggi, 28 aprile 2026
Gli 800 posti previsti concentrati in sette penitenziari: così il piano “Kairos” per rafforzare la sicurezza. L’avvocato Brucale: segregazione batte riabilitazione. Il Governo ha avviato il piano “Kairos”, una strategia di riorganizzazione complessiva del regime di 41-bis che mira a concentrare gli oltre 800 posti previsti per i detenuti in regime di carcere duro in sette “super penitenziari” altamente controllati distribuiti su tutto il territorio nazionale.
di Gianni Vigoroso
ottopagine.it, 28 aprile 2026
“I disagi, correlati alle elevate temperature, potrebbero causare un aumento del rischio suicidi”. Il dirigente responsabile della direzione generale dei detenuti e del trattamento, dipartimento dell’amministrazione penitenziaria Ernesto Napolillo scrive ai provveditori regionali, al capo e vice del dipartimento e al direttore generale per la gestione dei beni, dei servizi e degli interventi in materia di edilizia penitenziaria. “Con l’approssimarsi della stagione estiva ed i possibili disagi ad essa correlati, al fine di migliorare le condizioni di vita detentiva, negli anni passati sono state impartite dalla direzione generale disposizioni utili a dotare ciascuna struttura penitenziaria dei presidi necessari e ad assumere mirate iniziative in grado di fronteggiare la calura stagionale. Come noto, i disagi, correlati alle elevate temperature, potrebbero causare un aumento del rischio di atti autolesionistici e/o autosoppressivi da parte dei reclusi.
Il Dubbio, 28 aprile 2026
Il segretario della Uil-Fp Polizia penitenziaria lega il caso Alemanno al sovraffollamento strutturale e denuncia organici carenti, aggressioni e assenza di riforme. Il caso Gianni Alemanno riporta per qualche ora il carcere al centro del dibattito pubblico, ma per Gennarino De Fazio il punto vero è un altro: non il singolo detenuto eccellente, bensì una crisi penitenziaria ormai strutturale che continua a essere affrontata senza risposte concrete. Il segretario generale della Uil-Fp Polizia Penitenziaria parla apertamente di contraddizioni del governo e lega lo sconto di pena riconosciuto all’ex sindaco di Roma a un fenomeno molto più ampio, che ogni anno coinvolge migliaia di detenuti costretti a vivere in condizioni ritenute inumane e degradanti. Nella sua analisi, il nodo centrale è rappresentato dal sovraffollamento carcerario, ma il quadro si allarga subito alla carenza di organici, ai turni massacranti, alle aggressioni subite dagli agenti e all’assenza di misure deflattive realmente efficaci. Il risultato, denuncia De Fazio, è un sistema vicino al punto di rottura.
di Eleonora Martini
Il Manifesto, 28 aprile 2026
Nel caos i vertici del Dap. Una circolare del capo Dipartimento contraddice il direttore generale Napolillo. Entrano i telefonini, i pizzini e le droghe, qualche volta perfino le armi. Ma i frigoriferi nelle celle giammai. Nel paradosso delle carceri sovraffollate e dei tribunali vuoti che per carenza di personale mettono in stand by i processi meno urgenti (vedi Gip di Milano), il Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria individua una nuova potenziale arma contundente da sottrarre a quei detenuti che eventualmente volessero gentilmente servire le rivolte per le quali un anno fa il governo Meloni ha creato la apposita fattispecie di reato ma che poi nei fatti scarseggiano. L’ironia è d’obbligo, visto che l’allarme frigoriferi lanciato dalla circolare del 23 aprile firmata dal Capo del Dap Stefano Carmine De Michele e indirizzata ai Provveditori regionali dell’Amministrazione penitenziaria sembra fatta apposta proprio per creare tensione nei disastrati istituti penitenziari italiani già in preda all’incubo di un’ennesima estate infernale alle porte.
Carceri, lettera aperta a Giorgia Meloni: “Togliere i frigoriferi dalle celle è solo crudele cecità”
di Enrico Sbriglia*
La Repubblica, 28 aprile 2026
A scriverla è il Coordinatore nazionale della Dirigenza Penitenziaria e Garante dei diritti della persona nella Regione Friuli Venezia Giulia. Cara Presidente, nell’Amministrazione delle carceri sembra che domini una cecità che neanche la lungimirante sensibilità di José Saramago avrebbe immaginato. Delle recenti e discutibili disposizioni dipartimentali hanno previsto che, mentre ci avviciniamo all’estate, calda sia sul fronte delle guerre che delle temperature meteo, vengano rimossi - là dove ci sono - i frigoriferi che servono per custoditi i pochi generi alimentari consentiti, acquistati o ricevuti dai familiari dei detenuti, che vivono in celle sovraffollate, dove nei mesi estivi si raggiungono temperature insopportabili.
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