di Leonardo Fiorentini
L’Unità, 11 dicembre 2025
Un provvedimento immediato che riduca la pressione sul sistema penitenziario, riportandolo entro soglie minime di vivibilità. Ricordiamo le parole di Bergoglio. Settantaquattro persone detenute suicide da inizio anno. Altrettanti cartoni senza volto, alcuni anche senza nome, di fronte a Montecitorio. Il 10 dicembre, giornata dei diritti umani, è stata celebrata a Roma con un flash mob organizzato in occasione del Memorial Cucchi a cui hanno partecipato fra gli altri la sorella Ilaria e Fabio Anselmo. Alle morti incatenate si aggiungono i suicidi di agenti di polizia penitenziaria e operatori sociali, oltre a 47 decessi ancora da chiarire. Numeri che parlano di una sofferenza estrema all’interno delle carceri, insopportabile per chiunque la vivi. Il sovraffollamento è arrivato a contare 63.868 persone ristrette a fronte di poco più di 46.500 posti effettivamente disponibili. Un sistema che è palesemente fuori legalità costituzionale e convenzionale.
di Roberta d’Angelo
Avvenire, 11 dicembre 2025
Il capo dello Stato ha inaugurato un’istallazione artistica e ricorda il dovere del fine rieducativo della pena: “I detenuti fanno parte della Repubblica”. Nella settimana del Giubileo dei detenuti, Sergio Mattarella torna a dare voce e senso a chi sconta la pena nei penitenziari italiani. Non tutti, rileva, adeguati al ruolo che la Costituzione definisce per la riabilitazione carceraria. Ed è in questa ottica che il capo dello Stato fa un elogio alle realtà, come quella di Rebibbia, che garantiscono a quanti scontano la pena per i reati commessi di non rimanere “isolati dal mondo esterno”, perché, “come è doveroso”, facciano “parte del mondo esterno, del mondo della nostra Repubblica”.
di Monica Mondo
Famiglia Cristiana, 11 dicembre 2025
Bisogna vigilare, perché la sicurezza è un bene necessario; ma sperare in una redenzione, che è il termine cristiano per parlare di recupero. Perché i detenuti restano persone e vanno trattate da persone, senza infierire, senza abbandonarle “gettando la chiave”. C’è stato un movimento politico bipartisan per la legge sul femminicidio, con alcuni distinguo sul consenso che richiedeva approfondimenti. Sarebbe un bel segno un altro accordo tra maggioranza e opposizione per un provvedimento umanitario che consenta ai detenuti a fine pena di trascorrere il tempo rimanente a casa. Non capiterà, temo: troppo forti gli irrigidimenti ideologici o l’uso strumentale della pietà. Una “emergenza della bontà”, come l’ha definita il presidente del Senato Ignazio La Russa, ed è una notizia che la proposta arrivi da un esponente di spicco di un partito che non è mai stato attratto da iniziative “svuota carceri”. In anni passati richieste di sconti per buona condotta erano state fatte e ottenute. E ricordiamo l’appello inascoltato di Giovanni Paolo II a Montecitorio, tanti anni fa.
di Massimo Brugnone
Il Foglio, 11 dicembre 2025
“Non siamo d’accordo, né come Governo, né personalmente su una proposta svuota carcere”. E’ netto nella sua posizione il sottosegretario alla giustizia Andrea Delmastro Delle Vedove in merito alla richiesta del presidente del Senato Ignazio La Russa che aveva auspicato un provvedimento entro Natale per ridurre il sovraffollamento carcerario. L’onorevole di Fratelli d’Italia è intervenuto insieme al deputato di Italia Viva Roberto Giachetti alla prima puntata del video-podcast “Divergenze parallele” del Foglio e ha espresso la sua contrarietà a ridurre i tempi delle pene per i detenuti attualmente in carcere. “Ma per un dato empirico di plastica evidenza - spiega Delmastro - io sono nato presso a poco 50 anni fa, c’era il problema del sovraffollamento carcerario, mancavano circa 10.000 posti detentivi. Sono nel ben mezzo del cammin della mia vita, direbbe il poeta, e c’è il sovraffollamento carcerario, mancano 10.000 posti detentivi. Questo fa comprendere che le sinistre ricette messe in campo in passato, da indulti a svuota carcere più o meno mascherati, non hanno funzionato”.
di Angelo Picariello
Avvenire, 11 dicembre 2025
Il vicepresidente del Consiglio superiore della magistratura: “Il tema del sovraffollamento è urgente”. Poi cita il capo dello Stato e ricorda che “le misure alternative hanno dato prova di maggior efficacia rispetto alla detenzione carceraria”. Perciò va ripensato “il ruolo della pena”. “Il tema del sovraffollamento e della condizione carceraria è urgente”. La proposta del presidente del Senato Ignazio La Russa di una modica misura di clemenza, in vista del Natale, per i detenuti a fine pena, è già archiviata, ma per il vicepresidente del Csm, l’avvocato Fabio Pinelli, il problema non è rinviabile.
di Andrea Oleandri*
antigone.it, 11 dicembre 2025
Sono ancora aperte le iscrizioni per il webinar internazionale di presentazione delle International Guiding Statement on Alternatives to Solitary Confinement (IGS), le nuove linee guida globali dedicate alla riduzione e al superamento dell’isolamento carcerario. Il webinar si terrà L’11 dicembre 2025, dalle 14:30 alle 19:30. L’isolamento carcerario, nonostante sia riconosciuto da numerosi organismi internazionali come pratica potenzialmente lesiva della dignità umana e della salute psicofisica, continua infatti a essere utilizzato in molti sistemi penitenziari come strumento di gestione o sanzione disciplinare. La IGS intende colmare una lacuna cruciale: definire standard condivisi, basati su evidenze e buone pratiche, che permettano ai Paesi di ridurre gradualmente il ricorso all’isolamento fino al suo superamento, promuovendo approcci più rispettosi dei diritti delle persone detenute e più efficaci nel garantire sicurezza e benessere.
di Franco Mirabelli*
huffingtonpost.it, 11 dicembre 2025
Sulla riforma della giustizia e il referendum vorrei solo richiamare alcune questioni, soprattutto politiche, che definiscono il contesto in cui è nata questa riforma. Prima di tutto è utile ricordare che la maggioranza di governo che ha proposto questa riforma, in questi anni, ha fatto una serie di interventi legislativi volti a depotenziare la lotta alla corruzione e ai reati dei colletti bianchi. Mentre si è continuato a produrre nuovi reati e alzare le pene, affrontando così ogni questione, dai rave party a Caivano, Nordio ha abolito il reato di abuso di ufficio e dato una stretta all’utilizzo delle intercettazioni per i reati contro la Pubblica Amministrazione.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 11 dicembre 2025
Il giurista spiega perché votare Sì: giudice davvero terzo, pm parte senza privilegi, sorteggio per spezzare il potere correntizio e un Csm ricondotto al suo ruolo originario. “La campagna del No? Pessima e contraddittoria”.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 11 dicembre 2025
L’ordinario di Genova critica la riforma: “Affidare al caso i due Csm è uno strappo democratico. Rischiamo una magistratura meno indipendente e un sistema disciplinare usato per “formare” i magistrati troppo autonomi”.
di Ermes Antonucci
Il Foglio, 11 dicembre 2025
La giudice Girardi condanna a pene pesanti gli imputati del processo sull’eplosione della fabbrica abusiva di fuochi d’artificio a Ercolano ma viene aggredita dai famigliari delle vittime. Manes: “Oggi l’idea di pena utile e proporzionata è impopolare”. Costringe tutti a riflettere sulla concezione della “pena” da parte dei cittadini quanto accaduto ieri al tribunale di Napoli, dove i parenti e gli amici delle tre vittime dell’esplosione di un anno fa a Ercolano di una fabbrica abusiva di fuochi di artificio hanno tentato di aggredire il giudice dopo la lettura della sentenza emessa nei confronti dei titolari dell’azienda.
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