di Andrea Borghini
unipi.it, 10 dicembre 2025
Il 4 e 5 dicembre, nella splendida cornice dell’Aula Magna Nuova della Sapienza, si è tenuta una delle due Assemblee annuali della CNUPP, la Conferenza nazionale dei Delegati dei Rettori per i Poli Universitari Penitenziari. Delegate e delegati, tutor e operatori, provenienti dalle Università aderenti alla Conferenza, ormai sono 47 gli Atenei che ne fanno parte, hanno discusso e si sono confrontati su come ampliare ulteriormente la platea di studenti-detenuti iscritti all’Università - ad oggi siamo a quasi 2000 - e come migliorare l’offerta didattica e rafforzare la garanzia del diritto allo studio per le persone ristrette. Un confronto tanto più urgente in un momento storico come quello che stiamo attraversando, di grave emergenza per gli istituti di pena italiani, di sovraffollamento e di evidenti carenze strutturali.
di Giuliano Foschini
La Repubblica, 10 dicembre 2025
Il governo vuole anticipare a inizio marzo. Bachelet e Bindi in campo per il No, Sallusti tra i nomi alla guida dei gruppi per il Sì. Due grandi comitati del No, per il momento. Piccole strutture sparse in tutta Italia. E ancora: almeno sei gruppi per promuovere il Sì. La caccia ai testimonial, i numeri dei sondaggi che girano sulle scrivanie dei comitati ma anche su quelle dei partiti che stanno scegliendo se, e soprattutto come, schierarsi. E, infine - ma non per ultima - una battaglia silenziosa sulla data del referendum, con il governo che vorrebbe anticipare il voto ai primi di marzo, in modo da rendere il più veloce possibile la campagna referendaria ed evitare una rimonta che i sondaggi definiscono assolutamente possibile. E i costituzionalisti che invece ritengono che non si possa indire prima della fine del mese: “Cinquanta giorni dopo il primo febbraio”, dice il presidente del primo comitato del No, Enrico Grosso.
di Eriberto Rosso
Il Riformista, 10 dicembre 2025
Oliviero Diliberto è Professore Ordinario di Diritto Romano presso l’Università La Sapienza di Roma, Preside della Zhongnan University of Economics and Law (Wuhan, China), componente di istituzioni accademiche in Francia. Oggi lo abbiamo invitato a questa conversazione non solo per il suo ruolo di studioso ma perché componente della Camera dei Deputati dal 1994 al 2008, dirigente di partiti politici della sinistra e perché è stato Ministro della Giustizia dal 21 ottobre 98 al 26 aprile 2000 in due Governi guidati dall’On. Massimo D’Alema. Dunque uno dei protagonisti del dibattito che ha portato all’approvazione del nuovo art. 111 della Costituzione, introdotto nella Carta con la Legge costituzionale 23 novembre 1999 n. 2.
di Fabrizia Giuliani
La Stampa, 10 dicembre 2025
Ci sono notizie che bisogna saper riconoscere per tempo, fatti da mettere a fuoco subito, perché segnano un prima e un dopo. In una fase in cui tutto è convulso, tutto corre veloce, non sempre ci si riesce. Non sempre siamo attrezzati a capire cosa conta e cosa no, cosa è ripetizione e cosa novità, cosa apre la strada e cosa invece la chiude. E quale differenza c’è tra le parole - dichiarazioni, conferenze, editoriali - e i fatti, l’impegno tenace e continuo che produce trasformazioni. Servono entrambi, intendiamoci, per consentire al cambiamento di avverarsi: guai a metterli in opposizione tra loro. Ma sul terreno del contrasto alla violenza contro le donne non ci si può fermare al primo dei due piani, non più.
di Vincenzo Vita
Il Manifesto, 10 dicembre 2025
Si è tenuta alla Camera dei deputati una riuscita iniziativa promossa dall’Ordine dei giornalisti del Lazio sul fragile e contraddittorio recepimento nel nostro ordinamento della direttiva europea 2024/1069, cosiddetta anti Slapp (Strategic Lawsuits Against Public Participation). Si tratta di una importante normativa, nata in seguito all’omicidio della coraggiosa giornalista maltese Daphne Caruana Galizia uccisa perché aveva messo il naso negli sporchi affari che coinvolgevano il governo. La scossa morale indusse -finalmente- il vecchio continente a muoversi. Meglio tardi che mai, come si usa dire.
di Giovanni Bianconi
Corriere della Sera, 10 dicembre 2025
Il magistrato ha raccontato il clima che si viveva nella procura di Palermo nel periodo delle stragi del 1992. Tre ore per riassumere tre anni d’indagini, e non sono bastate. Il primo capitolo dell’audizione del procuratore di Caltanissetta Salvatore De Luca davanti alla commissione parlamentare Antimafia, a consuntivo dei diversi filoni d’inchiesta riavviati sulle stragi del 1992, s’è chiuso aprendo nuovi interrogativi e nuovi sospetti sull’isolamento subito da Giovanni Falcone e Paolo Borsellino alla Procura di Palermo nei mesi che precedettero le bombe di Capaci e via D’Amelio. E dunque sul palazzo dei “veleni” tante volte raccontati negli ultimi trent’anni, e che ora tornano a scorrere nella ricostruzione dei nuovi inquirenti.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 10 dicembre 2025
Stragi, il capo della Procura di Caltanissetta in audizione antimafia lancia un duro attacco alla gestione Giammanco del procedimento e alle indagini di Scarpinato. “Non sarò breve”. Salvatore De Luca, procuratore di Caltanissetta, lo ha detto subito, con disarmante sincerità, ai commissari dell’Antimafia. E non lo è stato. Ore di audizione per ricostruire, pezzo dopo pezzo, quello che il suo ufficio ritiene essere il quadro più credibile delle concause della strage di Via D’Amelio. Un lavoro “monumentale”, come ha riconosciuto la presidente della commissione alla fine. Un lavoro che punta il dito su una pista precisa: mafia-appalti.
di Errico Novi
Il Dubbio, 10 dicembre 2025
Con una sentenza pubblicata ieri, i magistrati amministrativi del Lazio ribadiscono un principio inviolabile. Peccato sia molto più “violabile” per le inchieste penali sui cittadini comuni. Esiste un principio, nella giustizia, esaltato dalla prassi italiana: la pubblicità del processo. Che una vicenda giudiziaria possa svolgersi, almeno nella fase del contraddittorio, con la massima evidenza pubblica, è garanzia tipica delle democrazie. Dalle nostre parti, va detto, vige una variante parossistica, del principio: lo sputtanamento sfrenato della persona indagata, praticato fin dall’iscrizione a registro. A essere “pubblico” diventa anche ciò che dovrebbe essere segreto. Vale soprattutto per i politici: c’è un interesse generale a “sapere”, dicono. Bene. Eppure, c’è un procedimento che, al contrario, è del tutto inaccessibile, e siamo sempre in Italia: si tratta del procedimento disciplinare a carico di un magistrato. Lì la conoscenza pubblica è preclusa, anche all’eventuale denunciante autore dell’esposto.
di Paola Rossi
Il Sole 24 Ore, 10 dicembre 2025
Il caso si realizza quando vi è condanna per la violazione del Daspo amministrativo e il giudice fissi modalità di astensione e di presentazione in questura ulteriori e diverse ma la cui violazione non è però sanzionata dall’ordinamento. La sentenza n. 39462/2025 della Corte di cassazione penale ha chiarito di fatto quali siano le conseguenze per chi colpito da Daspo del questore lo abbia violato e il giudice nel condannarlo per il relativo reato prescriva ulteriori e diverse prescrizioni dell’obbligo di presentazione durante le competizioni sportive che gli sono interdette mancando però di rispettarle. In effetti, nel caso concreto deciso dalla Cassazione, il ricorrente aveva violato le prescrizioni del Daspo “giudiziario” ma risultava essersi adeguato a quelle dettate inizialmente dal questore con l’emissione del Daspo amministrativo.
assemblea.emr.it, 10 dicembre 2025
L’intervento del Garante dei detenuti. Sono trascorsi cinquant’anni dall’approvazione dell’ordinamento penitenziario, norma che ha introdotto il concetto della riabilitazione del detenuto, mettendo al centro la persona con i suoi diritti. Con il superamento del modello punitivo il carcerato ha la possibilità di costruirsi un percorso personalizzato rivolto, finita la detenzione, al reinserimento sociale. Per questo serve aumentare le attività rivolte al ristretto, a partire da quelle lavorative. Per assicurare al detenuto questo diritto occorre, però, un maggiore coinvolgimento di soggetti esterni. C’è, poi, il tema del sovraffollamento, ostacolo all’attivazione di questi percorsi trattamentali. Questo, in sintesi, i contenuti del convegno dedicato ai cinquant’anni dall’approvazione dell’ordinamento penitenziario che si è tenuto in mattinata a Bologna nella sede dell’Assemblea legislativa.
- Sardegna. Scontro Todde-Nordio sul trasferimento a Cagliari di 91 detenuti al 41-bis
- Umbria. Sovraffollamento e violenze nelle carceri: il rapporto del procuratore generale Sottani
- Roma. La strage dei morti e suicidi in carcere: 72 vittime dall’inizio dell’anno
- Empoli. Obiettivo integrazione. Giovani detenuti al lavoro nei giardini della scuola
- Ferrara. Storie di donne in carcere. Il libro alla Ubik











