di Edmondo Bruti Liberati
La Stampa, 25 aprile 2026
Il governo Meloni vanta la durata come fattore di stabilità, ma massima instabilità mostra sulla sicurezza. Un settore delicatissimo: sicurezza vuol dire prevenzione e repressione dei reati, non meno che tutela dei diritti e delle libertà delle persone. In barba a proclami di garantismo e di depenalizzazione assistiamo a un vorticoso affollarsi di nuovi reati e di pene più elevate. Mai e in nessun luogo più pene e più carcere producono più sicurezza. Gli Usa di “law and order” e della pena di morte hanno un tasso di carcerazione dieci volte tanto la media europea e un tasso di omicidi volontari cinque volte superiore.
di Virginia Piccolillo
Corriere della Sera, 25 aprile 2026
Il ministro: “Torni il dialogo con le toghe. Incontrerò Anm e Csm. Dopo il referendum mi sono preso una settimana di meritato riposo. La sconfitta al referendum? Me ne sono subito assunto pubblicamente la responsabilità politica, con tutte le possibili logiche conseguenze. Ero pronto a lasciare, ma non era nell’interesse del governo”.
di Mario Di Vito
Il Manifesto, 25 aprile 2026
La magistrata di sorveglianza a Roma: “Le operazioni sotto copertura in carcere sono un tradimento della fiducia che i detenuti devono avere verso le istituzioni. È una norma che confligge con il ruolo fondamentale che svolge la polizia penitenziaria nel percorso trattamentale e rieducativo attraverso l’osservazione quotidiana delle persone detenute con cui sono a stretto contatto quotidiano. E il fermo preventivo è quasi incomprensibile”.
di Luigi Bartolomeo Terzo
Il Riformista, 25 aprile 2026
A poco più di quattro mesi dalla imminente entrata in vigore della legge n. 114/2024 (cd. legge Nordio), nella parte in cui prevede la competenza collegiale (e non più monocratica) del G.I.P. per l’applicazione della misura della custodia cautelare in carcere, il tema - come era prevedibile - è tornato a infuocare il dibattito. Già nell’estate del 2024, alla vigilia dell’approvazione della riforma, numerosi erano stati gli appelli ad un maggior realismo, che tenesse conto delle diffuse e ampie scoperture di organico, tali da rendere - soprattutto nei Tribunali di piccole dimensioni (ma non solo) - difficile, se non materialmente impossibile, l’istituzione di Collegi cautelari specializzati. La norma venne ugualmente approvata.
di Giovanni Fiandaca
Il Foglio, 25 aprile 2026
Esiste non da ora qualche problema nell’individuare le rispettive sfere e modalità di azione dell’autorità giudiziaria e della commissione parlamentare antimafia, specie quando l’una e l’altra indagano contemporaneamente sulle medesime vicende. Com’è forse intuibile, incombe infatti un rischio concreto di sovrapposizione o confusione delle indagini che si compiono nelle due sedi, con conseguenze negative anche sotto un profilo tutt’altro che trascurabile: quello del rispetto di garanzie individuali che vanno comunque assicurate a ogni persona coinvolta negli accertamenti, se accusata (o sospettata) di reati oppure anche se fatta oggetto di valutazioni incidenti sul piano reputazionale. Da questo punto di vista, la natura di organo politico della commissione non le conferisce affatto la facoltà di operare senza alcun vincolo giuridico-costituzionale.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 25 aprile 2026
I giudici supremi hanno dichiarato inammissibile il ricorso, senza legittimare alcuna tesi. E la procura è intervenuta per smentire le ricostruzioni dei giornali. Ogni volta che viene depositata una sentenza, un’ordinanza, un provvedimento di qualsiasi tipo legato alle stragi del 1992, si scatena lo stesso meccanismo. Qualcuno legge il dispositivo, decide di non capirlo, e parte la corsa alla diffusione. Questa volta tocca alla Cassazione e al suo rigetto del ricorso presentato dalla procura di Caltanissetta contro l’ordinanza della gip Luparello.
garantedetenutilazio.it, 25 aprile 2026
È il secondo detenuto che si toglie la vita quest’anno nello stesso istituto penitenziario. “Ormai non fa più notizia, ma in carcere si continua a morire: a quando una politica che finalmente prenda in considerazione la sofferenza e la disperazione che si nasconde dietro quelle mura?”. Così il Garante delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale della Regione Lazio, Stefano Anastasìa, nell’apprendere che un uomo di 36 anni, detenuto nella sezione G11 della Casa circondariale di Rebibbia Nuovo complesso, è morto ieri in seguito a impiccamento con un lenzuolo nel bagno.
approdocalabria.it, 25 aprile 2026
“Da mesi senza controlli fondamentali, rischio concreto di aggravamento irreversibile”. Un detenuto affetto da leucemia mieloide cronica, ristretto nel carcere di Bari, sarebbe da mesi privo dei controlli sanitari indispensabili per monitorare l’evoluzione della malattia. A denunciarlo sono i suoi difensori, gli avvocati Giuseppe Alvaro e Girolamo Albanese del Foro di Palmi, che parlano di una situazione “gravissima e potenzialmente irreversibile”.
acli.it, 25 aprile 2026
C’è un momento, quando si esce dal carcere, in cui tutto ricomincia. Ma non sempre si riparte dalle stesse condizioni. “Il nido di Rondini” nasce proprio per questo: offrire un punto di partenza a chi non ha una rete su cui contare. Il progetto, realizzato dal Circolo Acli Toniolo APS di Biella insieme all’associazione giovanile Hope Club Odv, mette a disposizione alloggio e supporto alle persone in uscita dal carcere, accompagnandole in un percorso concreto di reinserimento sociale. Non solo accoglienza: il progetto costruisce relazioni e comunità. Attraverso momenti di formazione e sensibilizzazione aperti alla cittadinanza, affronta il tema carcerario e crea occasioni di confronto tra generazioni diverse, mettendo in dialogo i soci del circolo e i più giovani dell’associazione.
lecceprima.it, 25 aprile 2026
L’iniziativa prenderà il via il 27 aprile. L’intento è chiaro: non solo lezioni frontali, ma uno spazio di confronto in cui il sapere accademico si misura con esperienze di vita segnate dalla detenzione. Dieci posti per studenti “liberi”, un’aula dentro il carcere e un confronto diretto con chi sta scontando una pena ma ha scelto di iscriversi all’università. Parte da qui “Oltre le mura”, il ciclo di seminari che l’Università del Salento porta nella casa circondariale di Borgo San Nicola, con l’obiettivo dichiarato di mettere in relazione due mondi che quasi mai si incontrano.









