di Stefano Lepri
La Stampa, 11 dicembre 2025
Più si esplorano le disuguaglianze del nostro mondo, più si capisce che è difficile combatterle. Si sente dire spesso che con la globalizzazione sono molto aumentate, ma è vero solo in parte. Il rapido sviluppo di molti Paesi emergenti nel quarto di XXI secolo che è già trascorso ha certo rimescolato molte carte, e mutato i gradini delle graduatorie mondiali; le nuove tecnologie hanno consentito di accumulare ricchezze enormi negli Stati Uniti.
di Vittorio Pelligra
Avvenire, 11 dicembre 2025
Il divieto ai minori di 16 anni non è una limitazione della libertà ma un meccanismo di coordinamento che aiuta i giovani a fare ciò che già vorrebbero fare ma da soli non riescono. L’Australia ha appena deciso di vietare l’uso dei social media ai minori di sedici anni. Una misura drastica, certo, ma che nasce da una attenta analisi dei dati. Come dimostra Jonathan Haidt in The Anxious Generation, la crescita della diffusione dei social è direttamente collegata all’esplosione dei disturbi ansiosi e depressivi tra gli adolescenti. Dal 2010 in poi - spiega Haidt - con la diffusione degli smartphone, i tassi di depressione e autolesionismo nelle ragazze sono letteralmente raddoppiati in molti Paesi occidentali.
di Elisabetta Zamparutti
L’Unità, 11 dicembre 2025
Lo dimostra quello che accade in Iran: 1878 esecuzioni dall’inizio dell’anno. Non parliamo di pena capitale, ma di un regime che si regge sulla violenza. La giornata mondiale per i diritti umani è stata istituita il 10 dicembre del 1950 per commemorare l’adozione della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani avvenuta due anni prima, il 10 dicembre del 1948, da parte dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite. Fu una delle prime giornate mondiali a essere istituita. All’epoca ne esistevano solo un paio. Oggi il calendario offre l’occasione di commemorare quasi ogni giorno, insieme ad almeno un santo, anche una ricorrenza mondiale. Sono profondamente convinta che la proliferazione eccessiva, vale per i beni di consumo come anche per le giornate mondiali, rischia di vanificarne il valore e il significato. Eppure, nella ricerca costante che faccio per distinguere ciò che è superfluo da ciò che è necessario, ritengo che quella del 10 dicembre sia una commemorazione necessaria. È necessaria perché la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani è la madre del nostro contemporaneo essere comunità, dove ciascuno è portatore di diritti umani, come diritti naturali storicamente acquisiti, che lo Stato deve rispettare per costruire pace e giustizia, prevenendo i conflitti.
di Carletta Di Blasio
ancoraonline.it, 11 dicembre 2025
Nel novembre 2025 la lista ufficiale dei Prisoners Defenders, ong internazionale con sede in Spagna che si occupa di difesa dei diritti umani, ha registrato un nuovo record: 1.192 prigionieri politici a Cuba. Sono 19 i nuovi casi inseriti nell’aggiornamento mensile, segno di una repressione che continua ad aumentare e che si conferma come strumento sistemico del regime per soffocare ogni forma di dissenso. Arresti arbitrari, sparizioni forzate, e condanne sproporzionate: è questo lo schema ricorrente che, secondo il rapporto, alimenta un vero e proprio “terrorismo di Stato”.
Ristretti Orizzonti, 10 dicembre 2025
A buon diritto, Acli, Antigone, Arci, Cgil, Confcooperative Federsolidarietà, Conferenza dei Garanti territoriali delle persone private della libertà, Conferenza Nazionale Volontariato Giustizia-CNVG, Coordinamento Nazionale Comunità Accoglienti-CNCA, Forum Droghe, Gruppo Abele, L’altro diritto, La Società della Ragione, Legacoopsociali, Movimento di Volontariato Italiano-MOVI, Movimento No Prison, Nessuno tocchi Caino, Ristretti Orizzonti si rivolgono con un appello al Parlamento, al presidente della Repubblica, al ministero della Giustizia e ai magistrati di sorveglianza. Il 6 febbraio 2026, a Roma, assemblea pubblica sullo stato delle carceri italiane.
di Patrizio Gonnella
Il Manifesto, 10 dicembre 2025
Giubileo dei detenuti. Era il ventisei dicembre dello scorso anno quando papa Francesco, con un gesto forte e contro corrente, in occasione del Giubileo, aprì la Porta Santa nel carcere romano di Rebibbia. Un gesto materiale e simbolico che chiedeva clemenza e rispetto. Clemenza e rispetto per l’umanità ristretta e sofferente nelle galere del mondo. Dopodomani, 12 dicembre, sarà il giorno del Giubileo dei detenuti. In Italia non c’è stata alcuna risposta da parte del parlamento e del governo. Le istituzioni non si sono limitate a rimuovere le parole del papa dalla discussione pubblica, ma hanno fatto qualcosa di peggio. Hanno esplicitamente contraddetto il pontefice con una sequenza di provvedimenti disumani o fortemente peggiorativi delle già compromesse condizioni di detenzione: si pensi da un lato all’introduzione del delitto di rivolta penitenziaria che va a punire i detenuti che disobbediscono in forma civile e nonviolenta a ordini della polizia penitenziaria e dall’altro lato alle chiusure ingiustificate del sistema verso la comunità esterna.
di Hassan Bassi
Il Manifesto, 10 dicembre 2025
Il sistema carcerario italiano si trova costantemente sul ciglio di una condizione di grave crisi e lo dimostrano i numeri del sovraffollamento, il sottodimensionamento costante dei servizi di custodia e rieducativi, la continua precarietà di ogni attività interna agli istituti, gli spazi di detenzione fatiscenti e le limitate occasioni di lavoro, le scarse risorse per il reinserimento sociale e lavorativo. Che le condizioni di vita e di lavoro negli istituti siano al limite del disumano ne sono segnale forte e chiaro i tanti suicidi ed atti di autolesionismo fra i detenuti.
di Agostino Giovagnoli
Avvenire, 10 dicembre 2025
Se vogliamo invertire la rotta che porta alla rovina della città, come ha invitato a fare l’arcivescovo di Milano, Mario Delpini, incominciamo dai carcerati. Un crollo rovinoso minaccia la casa comune, ha detto l’arcivescovo di Milano, Mario Delpini, nel discorso alla città per la festa di Sant’Ambrogio. Uno dei segni del pericolo è l’”intollerabile situazione delle carceri e la repressione come unica soluzione”. Ne sono segni anche lo smarrimento dei giovani, le città che espellono i loro cittadini, il declino del welfare, un capitalismo basato sull’indifferenza. Ma mentre è più facile riconoscere in questi fenomeni manifestazioni di un grave pericolo - ne percepiamo tutti gli effetti - il segno di un modo intollerabile di trattare i carcerati va controcorrente: riguarda, infatti, uomini e donne separati dagli altri e invisibili agli occhi dei cittadini comuni.
di Lorenzo Rosoli
Avvenire, 10 dicembre 2025
In un messaggio per il Giubileo dei carcerati, che si celebra domenica, i pastori intervengono nel dibattito su sovraffollamento e condizione di chi è in cella. “La detenzione sia gestita secondo lo spirito della Costituzione”. Al centro c’è l’opera rieducativa a beneficio di chi è recluso. Ma anche di operatori e polizia penitenziaria. “Un gesto di clemenza da parte dello Stato, per sfoltire le carceri dall’eccessivo numero di persone detenute”. E per ripartire “con una nuova attenzione al trattamento e alla qualità delle condizioni umane” negli istituti di pena. Lo chiedono i vescovi della Lombardia nel messaggio diffuso in vista del Giubileo dei detenuti, che la Chiesa celebra domenica 14 dicembre. Nello stesso testo i vescovi rinnovano la disponibilità della Chiesa “a collaborare con la comunità civile perché la detenzione sia gestita secondo lo spirito della Costituzione”. E si impegnano, con la comunità cristiana, a “diffondere una cultura della legalità”. E le condizioni perché il carcere sia “il punto di arrivo estremo di politiche di educazione e di prevenzione”.
di Giacomo Galeazzi
interris.it, 10 dicembre 2025
Una seconda opportunità per i detenuti. La plastica che diventa arte e la sostenibilità che incontra il riscatto personale. È lo spirito di Redivivus, il progetto che vede protagonisti i giovani degli istituti penali per minorenni e degli Uffici di servizio sociale per i Minorenni di Palermo, Catania, Acireale e Caltanissetta, autori di 19 opere realizzate con bottiglie in Pet (polietilene tereftalato) riciclate. Promossa da Corepla, con il patrocinio del ministero della Giustizia e a cura di Mani&Mente di Romina Scamardi, l’iniziativa intreccia arte, sostenibilità e inclusione sociale. Offrendo ai ragazzi coinvolti la possibilità di trasformare materiali di scarto in strumenti di espressione e consapevolezza. “L’educazione alla sostenibilità è una parte fondamentale della nostra missione - spiega Giovanni Cassuti, presidente di Corepla-. Crediamo che il riciclo non sia solo un gesto ambientale, ma anche culturale e sociale. Significa riconoscere potenzialità dove altri vedono solo scarto”.
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