di Roberta Barbi
vaticannews.va, 24 aprile 2026
In occasione della Giornata Mondiale del Libro e del diritto d’autore (ieri, 23 aprile) vogliamo ricordare come lettura e scrittura siano state due attività sempre fondamentali per l’”universo carcere”: molti sono, infatti, i romanzi (e non) che mettono questo tema al centro, le voci da dentro che lo raccontano, e sempre di più le esperienze trattamentali che utilizzano la scrittura autobiografica come strumento di riscatto per i detenuti. Approfondimento della vita in condizioni di privazione della libertà personale, revisione critica del proprio vissuto, ma anche un modo per coltivare la speranza: sono tante e diverse, nella storia, le motivazioni che hanno portato i detenuti a scrivere, guidati, consapevolmente o meno, dal potere catartico della scrittura che tutti, almeno una volta nella vita, abbiamo provato.
di Vincenzo R. Spagnolo
Avvenire, 24 aprile 2026
Oggi il voto finale della Camera sul primo dl, poi ci sarà un Consiglio dei ministri per varare il testo “ad hoc” con le correzioni sugli incentivi ai rimpatri. Il presidente della Consulta, Amoroso: un esame della Corte è possibile. Intanto, la premier ha incassato il parere positivo dell’avvocato generale della Corte europea sui Cpr in Albania. C’è già chi lo ha soprannominato il venerdì dei due decreti. E di fatto, la giornata politica odierna potrebbe essere segnata da un doppio intervento legislativo sull’asse Montecitorio-Palazzo Chigi: da un lato la Camera sarà impegnata nel voto finale sulla conversione in legge del pacchetto sicurezza; dall’altro il Consiglio dei ministri, subito dopo, dovrebbe varare il testo “correttivo” della contestata norma sull’indennizzo agli avvocati che seguono le pratiche di rimpatrio dei migranti.
di Marika Ikonomu
Il Domani, 24 aprile 2026
Il termine del 25 aprile, pena la decadenza, si sta avvicinando e la maggioranza alla Camera sta correndo per l’approvazione finale della legge di conversione del decreto Sicurezza. Le sedute fiume dovrebbero portare al via libera al provvedimento non prima delle 11:30 di venerdì. Poi il passaggio del testimone al Consiglio dei ministri che si riunirà per mettere una toppa all’emendamento attenzionato dal Quirinale. L’ipotesi sempre più accreditata è quella di un decreto legge per correggere l’articolo 30 bis, la norma sui compensi agli avvocati che portano a compimento il rimpatrio volontario di un cittadino straniero.
di Vitalba Azzollini
Il Domani, 24 aprile 2026
Il Comitato per la legislazione di Montecitorio, organo chiamato a verificare la qualità dei testi normativi, la loro chiarezza, il corretto ricorso alla decretazione d’urgenza e altro, ha formulato diversi rilievi critici alla legge di conversione del decreto Sicurezza. Eppure, il testo arriva al voto finale della Camera stessa blindato dalla fiducia. Un paradosso. Le osservazioni formulate dal Consiglio superiore della magistratura sul decreto Sicurezza sono state ignorate. Le critiche del Consiglio nazionale forense e dell’Unione delle camere penali circa il compenso riconosciuto al difensore in caso di adesione del migrante al rimpatrio volontario assistito sono state bollate dal governo come quelle di chi non aveva compreso la norma. I dubbi di costituzionalità espressi dal Colle sulla stessa disposizione sono stati definiti dal ministro Matteo Piantedosi come una questione di diversa “sensibilità”.
di Valeria Valente*
Il Dubbio, 24 aprile 2026
Il provvedimento approvato dalla maggioranza viene descritto come risposta al disagio urbano, ma secondo le opposizioni riduce garanzie e libertà senza risultati reali. Per anni la destra ha costruito parte della propria identità politica sulla sicurezza. Non come una politica pubblica tra le altre, ma come il terreno su cui giocare un’eterna campagna elettorale e rivendicare una presunta superiorità rispetto alle forze di opposizione. Oggi, a quasi quattro anni di governo Meloni, quella promessa si misura con la realtà. E la realtà racconta altro: la sicurezza non è aumentata, mentre cresce la percezione di insicurezza nelle città e si riducono libertà e garanzie. L’ultimo decreto sicurezza, che sarà approvato proprio oggi in via definitiva dalla maggioranza alla Camera, rappresenta il punto più avanzato - e più grave - di questo fallimento. Non solo non risolve i problemi che dichiara di affrontare, ma segna un salto di qualità nella compressione dei diritti. Tra i provvedimenti adottati da questa maggioranza in questo ambito, è il più liberticida.
di Francesco Machina Grifeo
Il Sole 24 Ore, 24 aprile 2026
Lo ha stabilito la Cassazione, con la sentenza n. 14575/2026. Nei procedimenti di estradizione verso l’estero, la requisitoria del procuratore generale non deve essere necessariamente tradotta. Lo ha stabilito la Cassazione, con la sentenza n. 14575/2026, chiarendo che l’atto che avvia la procedura non è tra quelli per cui la legge impone la traduzione obbligatoria. Non è infatti essenziale affinché l’imputato conosca le accuse. Il caso era quello di un cittadino cinese fermato a Malpensa di cui gli Stati uniti avevano chiesto l’estradizione per una serie di reati.
di Floriana Guerriero
Corriere dell’Irpinia, 24 aprile 2026
“La politica continua a non occuparsi delle carceri, semplicemente perché non garantisce consenso”. A sottolinearlo il Garante regionale dei detenuti Samuele Ciambriello nel corso del confronto “Oltre le sbarre”, tenutosi questo pomeriggio a Palazzo Caracciolo. Un confronto che diventa anche l’occasione per lanciare delle proposte concrete: “È tempo di smetterla con il ricorso costante al carcere, come unica risposta possibile alla violazione delle leggi. Il decreto sicurezza approvato dal Senato ha previsto l’introduzione di 19 nuovi reati, introducendo la figura del poliziotto penitenziario infiltrato, che rappresenta un problema innanzitutto per gli altri poliziotti e lo stesso direttore. Il rischio è quello di trasformare il carcere in una bomba ad orologeria.
di Francesca Morandi
laprovinciacr.it, 24 aprile 2026
La denuncia di Camera penale e Nessuno Tocchi Caino. La mattina la visita in carcere, il pomeriggio la conferenza a Palazzo comunale per denunciare non solo “il sovraffollamento”: 599 detenuti contro la capienza regolamentare di 384; dei 599, 360 sono fragili (problemi psichici o di tossicodipendenza). Ma anche la “carenza endemica di personale, educatori, agenti di polizia penitenziaria”. E il “degrado”. Padiglione vecchio. Quando, stamattina, Rita Bernardini, presidente di Nessuno Tocchi Caino, è entrata nella sezione infermeria di Cà del Ferro, “mi si è stretto il cuore: abbiamo trovato il degrado più totale.
di Mauro Ferri
goodmorningpiacenza.it, 24 aprile 2026
Più persone in galera non significa più sicurezza per chi sta fuori. Nel 2025 sono stati 230 i detenuti delle Novate che hanno beneficiato della misura dell’affidamento in prova al servizio sociale, in aumento rispetto ai 172 dell’anno precedente. Tuttavia sono ancora troppo pochi. Scontare la pena fuori dalle mura del carcere abbatte infatti il rischio di ricadere nella spirale dei reati, i dati del Ministero della Giustizia parlano chiaro: per chi ha svolto misure alternative alla detenzione il tasso di recidiva si attesta al 19-20 %, contro 69-70 % di chi resta chiuso in una cella. A sottolineare la scarsa efficacia riabilitativa dell’istituzione penitenziaria ci sono inoltre i dati puntuali del Rapporto Antigone.
ilpiacenza.it, 24 aprile 2026
In carcere nascono nuove possibilità: due pomeriggi alla settimana viene organizzato un laboratorio di sartoria per otto persone. Tra ago e filo, nella Casa Circondariale di Piacenza, ha preso forma un’esperienza che va oltre la semplice attività manuale. È un percorso fatto di tempo, pazienza e apprendimento, ma soprattutto di possibilità di cambiamento. Da circa due anni è attivo un laboratorio di sartoria nato dalla collaborazione tra la Direzione dell’Istituto, l’Associazione Oltre il Muro, la Caritas Diocesana e il Comune di Piacenza, che ha contribuito a sostenerne i costi. Si tratta di un progetto che mette in rete istituzioni e terzo settore attorno a un obiettivo comune: offrire strumenti concreti per il reinserimento sociale delle persone detenute.









