di Guido Camera
Il Sole 24 Ore, 8 dicembre 2025
La legge che introduce il delitto di femminicidio modifica anche le procedure. Audizione personale da parte del Pm e notizie su scarcerazioni o evasioni. La legge che introduce il delitto di femminicidio (181/2025, in vigore da mercoledì 17 dicembre) ridisegna l’approccio dell’ordinamento alla violenza di genere. Il nuovo delitto è il simbolo di un riassetto più ampio che attraversa il processo penale dalla fase delle indagini all’esecuzione della pena: le modalità con cui la vittima è ascoltata, il ruolo dell’accusa privata, la gestione delle misure cautelari, le notifiche alla persona offesa, le comunicazioni tra autorità giudiziaria penale e civile, l’accesso ai benefici penitenziari.
di Alessandra Ghisleri
La Stampa, 8 dicembre 2025
Un italiano su due è favorevole alla proposta Meloni-Schlein. Ma dopo il sì della Camera il testo è fermo in Senato. Un italiano su due - il 51,6% secondo una ricerca di Only Numbers - ritiene necessaria una legge che definisca il consenso nei rapporti sessuali, ribadendo un principio semplice: “senza un sì libero e attuale, è stupro”. Il dato arriva in seguito alla proposta di governo nata dal patto tra la presidente del Consiglio Giorgia Meloni e la segretaria del Partito Democratico Elly Schlein, segno di un dibattito che si fa sempre più centrale.
di Daniela Gori
La Nazione, 8 dicembre 2025
Sovraffollamento e mancanza di sostegno psicologico: sono i temi su cui si concentra l’attenzione dopo l’ennesimo suicidio di un detenuto, questa volta nel carcere di Pistoia. Sono 77 le vittime in carcere in tutta Italia quest’anno, 73 persone detenute e 4 agenti della polizia penitenziaria. “La Convenzione europea e la corte europea dei diritti dell’uomo hanno stabilito che ogni detenuto ha diritto a 3 metri quadri completamente disponibili e che uno spazio ristretto equivale alla tortura, ma nel carcere pistoiese negli ultimi sei mesi a causa del sovraffollamento queste condizioni di base non sono garantite per nessun detenuto. Il che equivale a un trattamento degradante e inumano”.
di Luigi Ferrarella
Corriere della Sera, 8 dicembre 2025
Ma il gip archivia. Roberto Mozzi, nel 2024 cappellano a San Vittore, è intervenuto durante la Maratona Oratoria sull’emergenza delle carceri indetta dagli avvocati. Il Dap lo ha denunciato per avere dato informazioni sui 12 suicidi in cella, ma per il giudice non c’è alcun dato segreto. L’Amministrazione penitenziaria (Dap) ha denunciato l’anno scorso l’allora cappellano del carcere di San Vittore per “rivelazione e utilizzazione di segreti di ufficio” nel discorso sui suicidi in cella pronunciato dal prete il 14 giugno 2024 durante la Maratona Oratoria sull’emergenza delle carceri indetta dagli avvocati dell’Unione Camere Penali Italiane sullo scalone del Palazzo di Giustizia di Milano, e poi pubblicato sul quotidiano Avvenire.
di Andrea Vivaldi
La Repubblica, 8 dicembre 2025
Riconosciuto il mancato rispetto dell’articolo 3 della Convenzione europea dei diritti dell’uomo che vieta trattamenti inumani e degradanti. Una vita in 3 metri quadri. Tanto, a volte anche meno, era lo spazio lasciato a un detenuto nel penitenziario fiorentino di Sollicciano. Un uomo che ha scontato la sua pena in celle sempre assieme ad altri detenuti: due, tre, a volte sei persone. Costretto a sopportare, giorno dopo giorno, sovraffollamento, malfunzionamenti degli impianti, mancanza di acqua calda. Una condizione di vita che il detenuto, una volta uscito dal carcere, ha deciso di lamentare in tribunale. Il giudice alla fine ha disposto un risarcimento economico in suo favore e condannato il ministero al pagamento. Circa 11 mila euro. Ovvero 8 euro per 1.401 giorni di detenzione trascorsi dentro Sollicciano. Durante il processo, l’ultimo passo di un lungo iter giudiziario, è stato accertato che l’uomo era stato costretto in “uno spazio minimo inferiore a quello vitale”. Accolta quindi la posizione del detenuto, assistito dall’avvocata Anna Lisi.
di Umberto Maiorca
perugiatoday.it, 8 dicembre 2025
Il Tribunale di Sorveglianza di Perugia stabilisce che la mancanza di calore in cella, con soli 3-4 metri quadri a testa, è un trattamento degradante. La mancanza di riscaldamento durante l’inverno in una cella con uno spazio individuale già ristretto, tra i 3 e i 4 metri quadri, integra un trattamento inumano e degradante, lesivo dei diritti fondamentali del detenuto. È il principio affermato dal Tribunale di Sorveglianza di Perugia che ha condannato l’amministrazione penitenziaria a risarcire un detenuto per violazione della Convenzione europea dei diritti dell’uomo.
di Mario Ferrari
La Nazione, 8 dicembre 2025
Il professor Gerardo Pastore (tutor): “Corsi e laboratori anche all’interno. Può concorrere a ridurre la recidiva. La formazione permette di trovare lavoro”. “Il carcere crea fratture, ma la formazione permette di ricucirle. Garantire alle persone detenute il diritto allo studio significa ridurre la recidiva e accompagnarle in un percorso che continua anche dopo la pena”. È l’esperienza a parlare per il professor Gerardo Pastore, sociologo dell’Università di Pisa che da tempo si dedica a fare da tutor per gli studenti detenuti dell’ateneo pisano. Un’esperienza che è stata alla base dell’assemblea nazionale della conferenza nazionale dei delegati dei rettori per i poli universitari penitenziari (Cnupp), svoltasi in Sapienza a Pisa negli ultimi due giorni. L’appuntamento ha avuto al centro il diritto allo studio universitario negli istituti penitenziari. Un tema che nello scorso anno accademico ha coinvolto 1.837 persone, divise in 120 istituti: per la maggior parte sono uomini (96,3%), mentre le donne rappresentano il 3,7%.
La Repubblica, 8 dicembre 2025
L’iniziativa, promossa da associazioni, attivisti e operatori del settore, vuole essere un grido rivolto alle Istituzioni: fermare questa strage silenziosa è urgente: “Queste morti sono morti di Stato”. Una piazza trasformata in un atto di denuncia. L’iniziativa per l’undicesima edizione del Memorial Stefano Cucchi si svolgerà mercoledì mattina, a partire dalle ore 11. Piazza Montecitorio ospiterà un’installazione simbolica: 72 sagome, una per ogni detenuto e detenuta che si è tolto la vita nelle carceri italiane dall’inizio dell’anno. Un numero drammatico che racconta una realtà ignorata, quella di un sistema penitenziario al collasso, dove la solitudine e l’abbandono diventano condanna definitiva.
di Flavia Amabile
La Stampa, 8 dicembre 2025
La proposta della Lega: “Deve essere necessario un esame di integrazione”. Giro di vite sulla concessione della cittadinanza italiana. La Lega, in una proposta di legge depositata alla Camera, punta a stringere le maglie e, fra i vari requisiti, inserisce il superamento dell’esame di integrazione, “volto a verificare l’effettiva integrazione nonché la conoscenza delle regole sociali e giuridiche minime”, ma anche l’assenza di condanne penali e procedimenti penali in corso per delitti non colpo si e “l’assenza di delitti commessi nei tre anni precedenti per i quali si è beneficiato del perdono giudiziale”.
di Mario Monti
Corriere della Sera, 8 dicembre 2025
La sfida di Trump all’Europa. La “Strategia per la Sicurezza Nazionale” segna un cambio radicale di rotta: vengono favorite le autocrazie. La “Strategia per la Sicurezza Nazionale” presentata dal presidente Trump deve essere apprezzata per la sua chiarezza. Si rivelerà utile soprattutto per l’Europa, l’unica parte del mondo che il documento tratta con disprezzo e intimidazione. Utile non perché mette il dito su varie debolezze europee in campo economico e tecnologico. Le conosciamo, si stanno affrontando: purtroppo con difficoltà, soprattutto a causa dei freni nelle mani degli Stati membri (che peraltro Trump vorrebbe ancora maggiori, quando chiede che questi ultimi abbiano più poteri, rispetto al livello Ue). No, sarà utile perché, dopo un anno di ambiguità, svela finalmente qual è il disegno di Trump sull’Europa. Sia gli Stati membri che la Ue sono ora “nudi”, non potranno più eludere scelte chiare e nette, come era possibile finché il fattore Trump veniva interpretato da ciascuno a suo modo. Tutti dovranno ora prendere atto di alcuni elementi chiave.











