di Elena Molinari
Avvenire, 8 dicembre 2025
La Corte Suprema degli Stati Uniti ha accettato di esaminare la richiesta di Donald Trump di limitare fortemente lo ius soli. La scelta in sé segnala una svolta storica che mette in discussione uno dei cardini del XIV emendamento, pilastro della Costituzione americana, e tocca un valore fondamentale dell’identità nazionale statunitense: l’idea che l’America non è definita dai legami di sangue ma dall’appartenenza civile. Il caso nasce dall’ordine esecutivo firmato dal presidente Usa poche ore dopo l’insediamento di gennaio, che nega la cittadinanza automatica ai figli di immigrati senza documenti e a quelli nati da genitori con visti temporanei (studenti, lavoratori, turisti). Privilegi storici che per la Casa Bianca incentivano l’immigrazione illegale e il “turismo delle nascite”. Per i tribunali federali che lo hanno bloccato quasi subito, invece, l’ordine è in rotta di collisione con il testo costituzionale e con la giurisprudenza consolidata da fine Ottocento in poi. La Corte affronterà la questione nel 2026, con una sentenza attesa entro giugno. Qualunque esito avrà, peserà non solo sull’agenda migratoria di Trump, ma sul significato stesso di cittadinanza americana.
di Domenico Quirico
La Stampa, 8 dicembre 2025
Ucraina e Gaza, nel loro orrore, hanno un percorso, un obiettivo per quanto cinico e terribile. Nel cuore dell’Africa, dal Darfur al Kordofan, il dolore non ha più una ragione a cui aggrapparsi. C’è chi infila, subdolamente, la guerra in Sudan nella comoda categoria delle guerre dimenticate. Bugia. Bugia comoda. Serve a tirare un sospirone fatalistico e a passare oltre. Sotto l’aggettivo si insinua una confortante auto-assoluzione: se nessuno si occupa con la memoria di un massacro vuol dire che è faccenda secondaria, carnaio periferico, una locale manifestazione di stupidità umana. E allora possiamo lavarcene le mani. Morite pure, per favore in silenzio. E se arrivano le urla dei moribondi e dei seviziati, beh!, lo stratagemma di Ulisse, tapparsi le orecchie, funziona. Abbarbicatevi al timone e alzate le vele, i marosi del rimorso son presto alle spalle.
di Paolo Doni
L’Eco di Bergamo, 7 dicembre 2025
Triste e breve epilogo di una triste storia, purtroppo già tristemente vista e rivista. I protagonisti questa volta sono il presidente del Senato Ignazio La Russa e l’alleato e vicepresidente del Consiglio Alfredo Mantovano. Il primo, in un’occasione non istituzionale (un dibattito per la presentazione del libro di Gianni Alemanno e Fabio Falbo, detenuti a Rebibbia) ha proposto un mini-indultino per chi sta scontando il fine pena, il secondo, a stretto giro, ha fatto capire che non se ne parla proprio, e che il governo è anzi impegnato nella costruzione di nuove carceri per fronteggiare l’enorme numero di detenuti.
di Milan Mazic*
ilpost.it, 7 dicembre 2025
“Avete mai osservato una mosca, attaccata al vetro della finestra, mentre ronzando spreca inutilmente tutte le sue energie per attraversarlo?”. Non è facile stabilire con precisione quante volte il pensiero del suicidio sfiori un detenuto durante la sua detenzione. Dal momento che incomincia a considerare una tale ipotesi, quello che più lo attrae in quel gesto è la certezza dell’immediata liberazione da una situazione resasi ormai insopportabile. Sulla sua decisione non poco influisce anche la consapevolezza di poter finalmente, da solo, porre fine a quel tormento. Una facoltà che gli è stata preclusa e che la sola idea del suicidio riesce a restituirgli. I pensieri di un detenuto, soprattutto nella notte successiva a una richiesta di scarcerazione respinta, trovano pochi appigli a cui aggrapparsi. La notte è la maschera: sotto, sei libero.
di Giampaolo Cassitta
facebook.com, 7 dicembre 2025
Visitai, alla fine degli anni Novanta, un carcere a Erevan, in Armenia. In quell’istituto esistevano le cosiddette “stanze dell’amore”, dove il detenuto poteva trascorrere alcune ore con la sua compagna. Rimasi scosso dal grigiore della stanza, dalle suppellettili tristi, dal grigio malinconico e da uno strano tepore che non era calore e non concedeva alcuna empatia. Sembrava un luogo pensato per consumare qualcosa di meccanico, distante dalla parola stessa “amore”. Eppure, per i detenuti armeni, rappresentava un punto di arrivo. La stanza veniva concessa a chi si comportava bene o, per esempio, a chi denunciava qualche nefandezza di un compagno di sventura. Rimasi colpito dalle parole del direttore, che parlava di quella concessione usando metafore appena velate sul “premio di una consumazione”.
toscanaoggi.it, 7 dicembre 2025
L’iniziativa “L’ALTrA Cucina… per un Pranzo d’Amore” si svolgerà giovedì 18 dicembre in contemporanea in molti istituti penitenziari, molti dei quali apriranno le porte a questa iniziativa per la prima volta. Anche quest’anno, l’associazione Prison Fellowship Italia (che opera da anni con diverse iniziative all’interno delle carceri), insieme a Rinnovamento nello Spirito Santo (movimento ecclesiale che conta in Italia oltre 1600 gruppi e comunità) e Fondazione Alleanza del Rns, in collaborazione con il Ministero della Giustizia, e con il patrocinio del Coni Comitato Regionale Lazio, realizza l’iniziativa “L’ALTrA Cucina… per un Pranzo d’Amore”, l’evento di Natale più grande nell’ambito del nostro sistema carcerario, che per un giorno contamina di festa e di vita gli spazi asettici del carcere.
di Giulia Merlo
Il Domani, 7 dicembre 2025
La settimana della giustizia è stata animata soprattutto dalle iniziative in vista del referendum. La parte che più si sta muovendo è quella che farà campagna per il sì. Nel mondo del centrodestra, i partiti non faranno un comitato ma FI ha nominato Giorgio Mulé come coordinatore e nei giorni scorsi si è svolta una riunione di coordinamento con gli altri partiti (con strascichi polemici). Per quanto riguarda i comitati, l’Anf ha lanciato una campagna di comunicazione con il claim “Sì. Confrontiamoci”.
di Donata Marrazzo
Il Sole 24 Ore, 7 dicembre 2025
La metà dei dipendenti precari del ministero della Giustizia, assunti con fondi Pnrr, rischia il posto di lavoro e chiede di essere stabilizzata, altrimenti “crolla la riforma”. Istituito nel 2012 per garantire la ragionevole durata del processo e riorganizzato in forma compiuta nel 2022, l’Upp, ufficio per il processo, finanziato con fondi del Pnrr - oltre 2 miliardi di euro per un piano straordinario di 12 mila assunzioni a tempo determinato - rischia da qui a giugno 2026, data di scadenza dei contratti, di svuotarsi di ogni sua prerogativa, vanificandosi.
di Mario Di Vito
Il Manifesto, 7 dicembre 2025
Intervista a Marco Gambardella, ordinario di diritto penale alla Sapienza: “Dubbi sul piano della tecnica legislativa e della logica giuridica”. Il disegno di legge sul consenso “libero e attuale” - che amplia il reato di violenza sessuale, andando oltre la punibilità soltanto per gli atti compiuti attraverso violenza, minaccia o abuso di potere - è tornato in discussione in parlamento: dopo l’ok bipartisan della Camera, il testo si è arenato al Senato, vittima soprattutto delle divisioni della maggioranza dopo le ultime elezioni regionali. Adesso, il ddl è tornato alla commissione giustizia di palazzo Madama, la prossima settimana ci saranno ben tre turni di audizioni. Secondo la leghista Giulia Bongiorno il nuovo testo non sarà pronto prima di gennaio.
dai Cappellani delle carceri lombarde
chiesadimilano.it, 7 dicembre 2025
Nella terza riflessione verso il Giubileo (14 dicembre) i Cappellani lombardi rileggono nell’apertura della Porta Santa a Rebibbia da parte di papa Francesco il cuore del significato dell’Anno Santo: permettere ai detenuti di vedersi come persone capaci di rinascita. “È una Basilica”: così, con l’apertura della Porta Santa a Rebibbia, papa Francesco definì la chiesa del carcere, il 26 dicembre 2024, festa di santo Stefano. Solo due giorni dopo aver dato inizio all’anno giubilare aprendo la Porta Santa della Basilica di San Pietro in Vaticano, e prima delle Porte delle Basiliche di San Giovanni in Laterano, Santa Maria Maggiore e San Paolo fuori le Mura. La seconda Basilica, la definì. Una scelta inedita, eloquente e che esprimeva quanto a cuore gli stessero i detenuti.
- Pistoia. Suicidio nel carcere: si impicca un detenuto di 54 anni, era in attesa di primo giudizio
- Lecce. Fp-Cgil: “Non ci sono le condizioni per apertura dell’Istituto penale per minorenni”
- Catanzaro. “Dolce Lavoro” in carcere: burro, uova ed emozioni
- Monza. Diploma per 10 detenuti: sono diventati personal trainer
- Novara. Chiesti 4 anni e mezzo per il detenuto laureato: è autore di migliaia di esposti











