di Giuseppe Muolo
Avvenire, 14 dicembre 2025
Di prima mattina, un’intensa foschia ha ricoperto tutta la zona. Poi è arrivato il sole. E piano piano si è preso la scena, facendosi spazio tra le nuvole. Lo hanno interpretato quasi come un segno, i detenuti, i cappellani e i volontari di diverse carceri italiane che ieri e venerdì si sono riuniti a Sacrofano, a pochi chilometri da Roma. Tutti insieme per pregare e prepararsi alla Messa di stamattina con papa Leone XIV, cuore del Giubileo dei detenuti, l’ultimo grande evento giubilare. C’era Luca (nome di fantasia), che sta scontando la sua pena dal 2018.
a cura di Giorgio Paolucci
Avvenire, 14 dicembre 2025
In occasione del Giubileo dei detenuti riceviamo e pubblichiamo i messaggi di chi potrà andare a Roma e di chi invece potrà partecipare solo da lontano. In vista del Giubileo dei detenuti che verrà celebrato oggi, domenica 14 dicembre, che porterà a Roma seimila pellegrini e che avrà il suo culmine nella Messa presieduta alle 10 da Leone XIV nella Basilica di San Pietro, molti messaggi sono arrivati alla redazione di Avvenire. Vengono sia da parte di chi potrà recarsi nell’Urbe, sia da quanti, pur dovendo restare in carcere, hanno voluto testimoniare come stanno vivendo questo “tempo forte”. Alcuni nomi delle testimonianze che seguono sono di fantasia.
di Giovanni Negri
Il Sole 24 Ore, 14 dicembre 2025
Ieri il comitato direttivo “Ragioni tecniche evaporate, solo un sì o un no ai giudici”. Oramai il referendum alle porte sarà sulla magistratura, sulla stima e credibilità di cui gode o potrà godere, e non più sulle questioni tecniche oggetto della legge di riforma costituzionale. Alza il tono il presidente dell’Anm Cesare Parodi al comitato centrale di ieri in un intervento che lui stesso sottolinea come irrituale anche nella lunghezza. “Ho maturato una sensazione molto forte: sarà un referendum contro la magistratura - sottolinea Parodi. Sono parole forti perché la mia osservazione sulla realtà di tutti i giorni, negli uffici, sulla stampa, sulle televisioni, fra le persone mi porta purtroppo a questa conclusione, che è esattamente il contrario di quello che io auspicavo”.
di Edmondo Bruti Liberati
Corriere della Sera, 14 dicembre 2025
Quello del prossimo anno sulla magistratura sia comunicato in maniera corretta. Ricordi d’infanzia all’avvicinarsi delle Feste. Nelle prime classi delle elementari scrivevamo la “Letterina di Natale”. Propositi di buon comportamento in casa e a scuola, discreti suggerimenti per i regali e infine desideri per un Mondo migliore. Oggi l’auspicio è la pace e il rispetto dei diritti delle persone. Più terra terra avanzo tre pensierini, desideri (wishes allora non si usava) su che cosa voteremo al prossimo Referendum sulla riforma della magistratura.
di Mario Di Vito
Il Manifesto, 14 dicembre 2025
C’è un gruppo pronto ad andare in Cassazione e fermare così il blitz del governo. L’Anm: “Serve un dibattito informato nel paese”. La mossa già nei prossimi giorni. Prc: “Disponibili a presentare un quesito”. Nei primissimi giorni della settimana, un gruppo di cittadini si recherà alla cancelleria dell’Ufficio centrale per il referendum della Corte di Cassazione e farà richiesta di raccogliere le firme per il referendum sulla riforma della giustizia. Non è stato complicato comporre questo mini comitato informale, anche se le varie associazioni che compongono la Via Maestra (e i partiti) hanno evitato di prendere una posizione precisa sul punto, un po’ per calcolo, un po’ per opportunità e un po’, forse, per generale sottovalutazione della questione.
di Fulvio Gianaria e Alberto Mittone*
La Stampa, 14 dicembre 2025
Non sappiamo se ai cittadini che andranno alle urne per esprimere la loro opinione nel referendum sulla separazione delle carriere dei pm e dei giudici interessa conoscere l’opinione di chi ha frequentato per cinquant’anni le aule giudiziarie, perché non sappiamo se nel tempo che viviamo l’esperienza sia ancora un valore. Ci sembra comunque utile trasmettervi un’opinione pensata e pacata. Innanzitutto una premessa che deve essere chiara a tutti e che ci pare non possa essere smentita. Se si pensa che i problemi della giustizia italiana siano quelli di essere lenta e farraginosa, si sappia che la riforma di cui si discute non influirà per nulla su questi difetti, così come non servirà a ridurre gli errori che nessun sistema processuale riesce ad eliminare del tutto.
di Manuela D’Alessandro
agi.it, 14 dicembre 2025
La Cassazione respinge il ricorso a una donna non potrà scontare la pena ai domiciliari perché non ha una casa adeguata. Non ha una casa adatta e c’è un “elevatissimo rischio” che commetta gli stessi reati per cui è stata condannata. Per questo la Cassazione ha respinto nei giorni scorsi il ricorso di una donna incinta e malata di tumore al seno contro la decisione del Tribunale di Sorveglianza di Milano che le aveva negato la possibilità di scontare la pena a 30 anni di carcere per numerosissimi furti ai domiciliari lasciando l’Icam (Istituto a Custodia Attenuata per detenute Madri) nel quale si trova. Dopo che è stato presentato il ricorso, il figlio della donna è nato prematuro.
di Claudia Guarino
Il Tirreno, 14 dicembre 2025
A dare l’allarme il compagno di stanza: la pm ha disposto l’autopsia. Il messaggio del Garante dei detenuti. Ad accorgersi che qualcosa non andava è stato uno dei due compagni di cella, che ha dato l’allarme. Ma quando operatori sanitari e agenti penitenziari sono intervenuti, per lui non c’era più niente da fare. Il livornese Kevin Cecchi è morto lì, a 31 anni, nel reparto di Media Sicurezza del carcere delle Sughere, a Livorno.
di Elisabetta Andreis e Pierpaolo Lio
Corriere della Sera, 14 dicembre 2025
Dopo cortocircuito elettrico un secondo incendio. “Esclusi atti dolosi”. La giornata in allerta nel carcere sovraffollato: un blocco elettrico ha lasciato senza corrente l’intero III raggio, che ospita detenuti comuni e “la Nave” con i carcerati tossicodipendenti. Secondo incendio nella notte, senza feriti. La maggioranza spostata a Bollate, altri fuori regione. Per quasi tutta la giornata s’è lavorato a evitare in ogni modo il “piano b”. E cioè quello che però è poi avvenuto: essere costretti a trasferire quasi un quarto degli “ospiti”. Gli autobus della polizia penitenziaria sono arrivati in serata davanti al carcere di San Vittore. E una volta fatto il carico di detenuti - 250, in pratica tutto il “III Raggio” - sono ripartiti con destinazione Bollate e altri penitenziari fuori regione.
lecceprima.it, 14 dicembre 2025
Dopo i due decessi in pochi giorni, visita del deputato dem Claudio Stefanazzi a Borgo San Nicola. La stoccata al governo: “Strategie punitive, nessuna volontà di agire”. Fuori, presidio di volontari. L’idea per la formazione: detenuti Oss con titolo spendibile una volta usciti. I volontari in presidio. Due suicidi in pochi giorni. È questo il drammatico bilancio che ha riacceso i riflettori sul penitenziario di Borgo San Nicola. Un’emergenza denunciata dal Sappe, sindacato della polizia penitenziaria, e che ha spinto il deputato leccese del Partito democratico Claudio Stefanazzi a effettuare una visita ispettiva d’urgenza nella struttura.
- Bologna. Le parole della libertà: “Io e quei detenuti che mi hanno cambiato”
- Trento. Oltre mille persone contro i Cpr: “Questi sono luoghi di morte”
- Reggio Emilia. Emozioni in carcere. Gli attori sono i detenuti
- Orvieto (Pg). “Spezzacatene. Una storia di brigantaggio”, spettacolo realizzato dai detenuti
- Sciascia, il suo allarme sulla giustizia in pericolo











