di Bruno Giordano*
italreport.it, 15 dicembre 2025
Il Giubileo dei detenuti si celebra con numeri inequivoci: dall’inizio dell’anno in carcere sono morti 223 detenuti, di cui 76 suicidi, 4 morti in un solo giorno, a cui bisognerebbe aggiungere tutti i tentativi di suicidio e i gesti autolesionistici. E senza dimenticare chi in carcere ci lavora. Persone, più che numeri, spesso ristrette per pene non di lungo periodo, che dimostrano come il nostro sistema penitenziario sia fuori dalla Costituzione: l’art. 2 tutela i diritti umani in qualsiasi formazione sociale in cui operi, quindi anche in carcere; e l’art. 27 vieta la pena di morte. Eppure, di carcere si muore. Nella Costituzione tutte le pene, non solo quelle detentive, non devono andare contro il senso di umanità, hanno come unico fondamento la rieducazione di chi ha commesso un reato, non la sofferenza. Non fargli mancare l’aria.
agenparl.eu, 15 dicembre 2025
Enrico Costa (Forza Italia), vicepresidente della Commissione Giustizia: La libertà personale violata per giorni e giorni per il Csm è un fatto di “scarsa rilevanza”. Quali gli altri elementi sui quali è fondata la “scarsa rilevanza”? Che il detenuto non abbia presentato reclamo o richiesta di scarcerazione. “Un Pm si dimentica in carcere un detenuto in custodia cautelare e lo scarcera con 43 giorni di ritardo rispetto alla scadenza dei termini. Il Ministro della Giustizia avvia un’azione disciplinare nei confronti del magistrato. Esito: il CSM lo assolve per “scarsa rilevanza” del fatto. 43 giorni in carcere sono di “scarsa rilevanza” per la sentenza numero 8 del 2025.
di Tino Palestra
Corriere della Sera, 15 dicembre 2025
Quello slogan che promette miracoli mentre i temi veri restano nel cassetto. Il dibattito sul referendum costituzionale promosso dal governo Meloni. Mi ero ripromesso di non intervenire sul referendum sulla giustizia (definizione già forzata, trattandosi di questioni riferite semmai all’assetto della magistratura) e da mesi mi lascio stoicamente scorrere sopra la testa le straparlate dei mille opinionisti che, con la riforma Nordio, vendono al pubblico giustizie più giuste, giudici che pagano i loro errori e persino giustizie più efficienti: ma quando, con slogan non molto dissimili, scendono in campo anche i “colleghi” della Camera penale (di molti dei quali ho stima personale e professionale sincera), non riesco a trattenermi.
di Leandro De Gaudio
Il Mattino, 15 dicembre 2025
Ormai non è solo un argomento per addetti ai lavori, non è solo materia per giuristi. La riforma della giustizia, che prevede tra l’altro anche la separazione delle carriere tra pm e giudici, infiamma il dibattito politico e culturale della città. Una questione che ha dato vita a comitati per il sì e per il no, in vista del referendum fissato in primavera che chiama i cittadini italiani ad esprimersi sul progetto di legge voluto dal ministro guardasigilli Nordio. Al di là di magistrati e avvocati, sono pronti a fornire il proprio contributo attori e intellettuali, artisti e uomini di cultura, esponenti di associazioni e imprenditori. Tutti decisi a raccontare (e a motivare) l’opportunità di sostenere o contrastare la separazione tra giudicanti e requirenti. Iniziamo da questo pomeriggio.
umbriadomani.it, 15 dicembre 2025
Nelle carceri dell’Umbria c’è “una quantità rilevante di persone con certificazione medica che dichiara inesorabilmente la loro incompatibilità col sistema ma rimangono seppelliti nelle strutture perché non ci sono soluzioni”. A sottolinearlo, con l’Ansa, è Giuseppe Caforio, Garante in Umbria dei detenuti ai quali è stato dedicato il Giubileo. Cominciato il 12 dicembre, il Giubileo dei detenuti è terminato oggi. Fu Papa Francesco a volerlo e che aprì la Porta Santa anche a Rebibbia. “Sono molti a non comprendere ancora che da ogni caduta ci si deve poter rialzare. Il Signore continua a ripeterci che una sola è la cosa importante: che nessuno vada perduto” ha detto Papa Leone XIV nella Basilica di San Pietro.
Ristretti Orizzonti, 15 dicembre 2025
Uno strumento di quotidianità e allo stesso tempo un veicolo di cultura costituzionale e promozione dei diritti. Questo è il progetto ‘Calendari’ presentato oggi, martedì 16 dicembre, in conferenza stampa dal Garante dei detenuti della Toscana Giuseppe Fanfani. Nato da un’idea della Società della Ragione, con il sostegno della Fondazione CR Firenze e Fondazione Michelucci, sarà distribuito mercoledì 17 dicembre nelle carceri di Sollicciano e Gozzini di Firenze e nella Casa circondariale di Arezzo.
di Miriam Romano
La Repubblica, 15 dicembre 2025
A novembre le presenze sono arrivate a quasi 1.200. E ciclicamente torna l’ipotesi di un trasloco altrove. Due raggi del carcere di San Vittore sono chiusi da anni, in attesa dei lavori di ristrutturazione. Mentre il sovraffollamento ha raggiunto da tempo picchi oltre il 200 per cento. Secondo il rapporto di Antigone il tasso a novembre 2025 è arrivato addirittura al 231%: la struttura ospita, con quasi 1.200 detenuti, più del doppio delle persone rispetto alla sua capienza. Ciclicamente torna la proposta di spostare il carcere milanese. Solo poche settimane fa il sindaco Beppe Sala era tornato sulla questione proponendo di trasferire la casa circondariale fuori dal centro città. “So che ci sono delle resistenze, ma secondo me San Vittore non è un carcere dignitoso per Milano. Fino a due anni fa - aveva ribadito il sindaco - c’erano camere femminili con le turche”.
di Andrea Gianni
Il Giorno, 15 dicembre 2025
Reclusi trasferiti a Bollate e in altri penitenziari. “L’episodio porta alla luce problemi che denunciamo da anni”, dicono i sindacati. Vertice in Prefettura. I detenuti del terzo reparto del carcere di San Vittore, inagibili e senza elettricità dopo due incendi provocati da un cortocircuito, sono stati trasferiti in altre carceri, in particolare nel penitenziario di Bollate che già sconta problemi di sovraffollamento. Una delicata operazione che ha coinvolto in tutto circa 250 reclusi, spostati anche fuori regione, mentre si stanno pianificando i lavori per riparare i danni e riaprire il reparto, con tempi ancora imprevedibili.
Enna. Ponte tra “Kore” e detenuti di Caltanissetta: ci sono già 12 iscritti ai corsi dell’Università
di Gandolfo Maria Pepe
La Sicilia, 15 dicembre 2025
Percorsi di studio per promuovere rieducazione e reinserimento, con il sostegno del Ministero e del personale penitenziario. La Casa Circondariale di Caltanissetta compie un importante passo avanti sul fronte della rieducazione e del reinserimento sociale delle persone detenute con l’avvio ufficiale del Polo Universitario, in collaborazione con l’Università Kore di Enna. Un progetto di alto valore sociale e culturale, che rafforza il ruolo della formazione come strumento centrale del percorso trattamentale. L’iniziativa è stata resa possibile grazie al sostegno del Ministero della Giustizia - Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, e del Provveditorato Regionale dell’Amministrazione Penitenziaria per la Sicilia, da tempo impegnati a promuovere percorsi educativi capaci di incidere concretamente sulle prospettive future dei detenuti.
infodent.it, 15 dicembre 2025
La salute dei detenuti continua a rappresentare una delle sfide più complesse e meno visibili del sistema sanitario italiano. Negli istituti penitenziari, le criticità strutturali e la carenza di personale formato ostacolano l’accesso alle cure, creando disuguaglianze significative nella gestione della salute dei detenuti. Per rispondere a queste problematiche, l’Università degli Studi di Milano ha lanciato un Corso di Perfezionamento in Medicina Penitenziaria, pensato per formare professionisti in grado di garantire continuità di cura tra carcere e territorio.
- Cremona. Dietro le sbarre un Giubileo che parla di riscatto e futuro
- Fermo. La chiesa accanto ai detenuti: “Questo è un giubileo di speranza”
- Roma. Oltre le mura del carcere: dignità, diritti e percorsi di reinserimento
- Roma. Il carcere di Rebibbia si racconta con “Il Mondo alla Rovescia”
- Asti. Essere papà da dentro il carcere. A Quarto si crea il legame con i figli











