di Paolo Foschini
Corriere della Sera, 15 dicembre 2025
Don Fabrizio Bazzoni e l’imam Suleiman nel quartiere multietnico di San Siro, l’uno accanto all’altro tra i bambini di famiglie cristiane e musulmane, insieme per una preghiera congiunta e nel comune desiderio “che il mondo intero fosse come questa piazza”. E il 18 dicembre una iniziativa analoga, sempre a Milano, in zona Corvetto. “Mi commuovo”, ha detto anche quest’anno Olga del quartiere milanese di San Siro. Don Fabrizio Bazzoni e l’imam Suleiman hanno appena finito la loro “preghiera congiunta”, col racconto della nascita di quello stesso Gesù nella versione rispettivamente dei Vangeli e del Corano. E adesso al centro della scena ci sono i bambini dei palazzoni lì attorno, con i loro genitori un po’ cristiani e un po’ musulmani, a rappresentare i personaggi del presepe vivente allestito in Piazzale Selinunte. Sarebbe già una scena molto bella in sé. Ma a commuovere la signora Olga sono in particolare le parole con cui l’imam ha concluso il suo breve discorso: “Vorrei che il mondo intero fosse come questa piazza oggi, come questi bambini”.
di Guido Corso*
La Stampa, 15 dicembre 2025
Sul disegno di legge n. 1722, volto al rafforzamento della strategia di contrasto all’antisemitismo (cosiddetto ddl Delrio), circola molta confusione. La prima critica sostiene che si tratti di una legge superflua, poiché esisterebbe già la legge Mancino (l. n. 205/1993), che punisce con la reclusione chi diffonde idee fondate sulla superiorità o sull’odio razziale. L’equivoco è evidente. Il ddl non introduce nuove fattispecie punitive. Non tocca la stampa, né i libri o i giornali. Non si sovrappone alle leggi già esistenti. Interviene sull’odio antisemita in rete e solo per disciplinare il meccanismo delle piattaforme (rimozione dei contenuti, limitazioni temporali all’utilizzo dei social network e al più sanzioni a carico delle piattaforme). Appare davvero singolare un’indignazione generalizzata nei confronti di misure di contrasto di fenomeni tanto pervasivi, come i discorsi d’odio veicolati dai social network.
di Flavia Amabile
La Stampa, 15 dicembre 2025
Il Dipartimento antidroga: “In Italia un suicidio collegato all’uso della sostanza”. Il segretario di +Europa: “Difficile confondere quel prodotto con un cannabinoide leggero”. Da palazzo Chigi è stato diffuso un allarme su un prodotto cannabinoide che può provocare anche la morte. Secondo il sistema nazionale di allerta rapida per le droghe del dipartimento Antidroga di palazzo Chigi si è verificato “un grave episodio, avvenuto nei giorni scorsi, legato al consumo di prodotti contenenti cannabis a basso contenuto di Thc (c.d. cannabis ‘light’) e un pericoloso cannabinoide sintetico denominato Mdmb-pinaca”.
di Giacomo Galeazzi
La Stampa, 14 dicembre 2025
Il cardinale: “Sovraffollamento insostenibile, i suicidi in cella sono 18 volte più che in libertà. Serve una giustizia dal volto umano, come diceva Platone la punizione è utile solo se rieduca”. “C’è troppa sofferenza nelle carceri. Si tratta di fare giustizia alla vittima non di giustiziare l’aggressore - dice il cardinale Matteo Zuppi (fin dal 1981 incontrava a Rebibbia i carcerati, compresi i “dissociati” del terrorismo). Due terzi delle persone che escono dal carcere e che hanno seguito percorsi solo dentro al carcere sono recidivi. Al contrario coloro che sono stati ammessi a fruire delle misure alternative al carcere hanno una bassissima recidiva”.
di Vincenzo R. Spagnolo
Avvenire, 14 dicembre 2025
Irma Conti, componente del Garante dei detenuti: il sovraffollamento accresce il disagio, con 77 suicidi e 1.700 tentativi Una soluzione? Accelerare sulle misure alternative e sul lavoro esterno. “Il Giubileo dei detenuti è l’ultimo dell’anno giubilare. Mi piace pensarlo così, perché è quello degli ultimi che spero poi rinascano e riescano ad essere primi. Personalmente, lo sto vivendo in questa chiave, con la speranza che ci si possa incamminare su un percorso concreto di recupero e riabilitazione di chi oggi sta scontando una pena”.
di David Maria Riboldi*
Avvenire, 14 dicembre 2025
Ogni volta che inizio una predica con una domanda è molto elettrizzante. L’uditorio intuisce che la risposta non è scontata. Gli occhietti brillano, sembra di vedere i pensieri muoversi nelle menti di chi ho davanti. Dietro le palpebre di occhi che si chiudono per pensare; sotto la calvizie che sa di lunga esperienza. Qualcuno sussurra qualcosa nell’orecchio al vicino: magari sa la risposta o pensa di saperla. E poi c’è chi gioca d’azzardo dentro di sé e, come ogni giocatore, vuole vincere. Sembra di leggere libri aperti e sognanti. Qualcosa di ludico, che fai guardando i bambini sulle prime panche, ma dove sono soprattutto i grandi a giocarsela.
di Giorgio Pieri*
interris.it, 14 dicembre 2025
Il Giubileo del 2025, incentrato sulla Speranza, è per sua natura un tema in profonda continuità con il Giubileo Straordinario della Misericordia voluto da Papa Francesco nel 2015. Misericordia e speranza sono inseparabili: non può esistere speranza senza misericordia, né misericordia che non generi speranza. Quel Giubileo ci ha insegnato che la misericordia è più di un gesto; è un modo di essere che guarisce le relazioni umane e accoglie ogni esperienza. Misericordia, etimologicamente, deriva da miser (misero) e accordis (cuore): significa mettere nel mio cuore la miseria dell’altro e portarla insieme. È la capacità di farsi carico del peso degli altri. Questo atteggiamento apre alla speranza, perché nel momento in cui accolgo, offro all’altro la possibilità di ricominciare. La speranza è dunque radicata nella misericordia. Papa Francesco, aprendo il Giubileo non solo con la Porta Santa di San Pietro ma anche con quella di un carcere - un gesto mai accaduto prima - ha compiuto una vera e propria rivoluzione interiore.
di Lorenzo Cipolla
interris.it, 14 dicembre 2025
L’ispettore generale dei cappellani delle carceri don Raffaele Grimaldi riflette sul significato dell’evento giubilare dedicato alle persone detenute. Chi ha sentito chiudere dietro di sé la porta di una cella, soglia prima della quale resta la propria libertà personale, oggi attraverserà la Porta santa nella Basilica di San Pietro e la luce della speranza potrà entrare nelle carceri per illuminare il buio che le affligge. Il Giubileo dei detenuti è l’evento conclusivo dell’anno giubilare, singolare coincidenza visto che all’inizio del Giubileo papa Francesco aveva dischiuso per la prima volta una porta santa in un penitenziario, a Rebibbia.
di Gigliola Alfaro
agensir.it, 14 dicembre 2025
Il Premio Castelli è una delle tante attività messe in campo dalla San Vincenzo De Paoli a favore dei detenuti e della legalità. Ne parliamo con Antonella Caldart, responsabile del Settore Carcere e Devianza della Federazione nazionale italiana Società di San Vincenzo De Paoli Odv, in occasione del Giubileo dei detenuti. Sono molteplici le attività della Federazione nazionale italiana Società San Vincenzo de’ Paoli a favore di chi vive ristretto, ma anche per formare volontari e sensibilizzare i giovani alla cultura della legalità. “Specchio insopportabile e maledetto. Volgevo lo sguardo altrove pur di non vedere quella faccia riflessa che ogni mattina mostravi, ma tu, impietoso, mi affliggevi, esibendo il volto di un detenuto”.
di Giorgio Paolucci
Avvenire, 14 dicembre 2025
L’esperienza del Giubileo a Roma con chi ha commesso delitti anche gravi e ha preso coscienza di essere amato da Dio malgrado tutto ci porta a sentirli vicini e a cercare lo stesso sguardo su di noi. Assassini, rapinatori, ladri, stupratori. Cosa ci fanno oggi nella basilica di San Pietro? Sono arrivati per incontrare Papa Leone XIV e assaggiare il sapore di un frutto che la Chiesa offre anche a chi ha vestito i panni di Caino, a chi ha tradito il patto con la società, a chi pensa di non meritarlo, quel frutto. Si chiama misericordia, parola che esprime un amore senza confini, racconta il chinarsi del cuore di Dio sulle miserie dell’uomo, di ogni uomo, e dona speranza attraverso il perdono, incarnando una giustizia che ha una misura più alta di quella umana.
- “C’è bisogno di più fiducia”. Voci da Sacrofano, in preparazione alla Messa in San Pietro
- Lettere dal carcere: i sogni e le speranza dietro le sbarre
- Giustizia, l’Anm attacca: il referendum sarà contro le toghe, clima avvelenato
- Un referendum senza impertinenze
- Referendum, ecco il mini comitato delle firme











