di Chiara Currò Dossi
Corriere della Sera, 16 gennaio 2023
“Li porteremo comunque in Egitto alla famiglia”. Mostafa ha perso la vita mentre la temperatura era scesa a -9: il viaggio di Hany per aiutare la famiglia. Da Bolzano a Bergamo, da lì a Il Cairo, poi a Mansura e infine a Gharbeya, la provincia d’origine di Mostafa Abdelaziz Mostafa Aboulela, il 19enne morto di freddo ai piedi di un cavalcavia ferroviario di Bolzano, la notte tra l’8 e il 9 dicembre. In linea d’aria sono più di 2 mila chilometri, via terra (come via terra era arrivato in Europa Mostafa, nel 2017, lungo la rotta Balcanica) quasi 5. Ed è la distanza che percorrerà Hany, commerciante egiziano d’origine ma bolzanino d’adozione, che lunedì mattina si metterà in viaggio per portare alla famiglia di Mostafa i 1.350 euro di donazioni raccolti dopo la tragedia.
di Massimo Cacciari
La Stampa, 16 gennaio 2023
Tra le molte vittime che il salto d’epoca che viviamo sta mietendo possiamo ormai forse contare anche lo Stato sociale, quel Welfare vanto delle politiche europee del secondo Dopoguerra. La crisi, anche in questo caso, viene da lontano e gli economisti più avveduti l’avevano prevista già tra anni ‘70 e ‘80: senza una profonda riforma dell’apparato amministrativo, senza “Stato leggero” dal punto di vista burocratico, senza costante e rigorosa spending review e, soprattutto, senza la precisa volontà politica di porre ai primi posti nella “gerarchia dei valori” formazione, innovazione, sanità, non sarebbe stato possibile sostenere politiche fiscali aggressive (anche a prescindere dallo scandalo tutto nostrano del livello dell’evasione) e l’aumento irresistibile del debito pubblico. Un Welfare tutto in deficit esiste soltanto nel libro dei sogni delle promesse elettorali che hanno nutrito la politica italiana dell’ultimo trentennio. Nessuna forza politica, nessun governo hanno saputo affrontare il nodo, che ha finito col soffocarci. I fondi del Pnrr sono stati a ragione presentati come l’ultima spiaggia. Nessuno sa, però, che cosa sia stato davvero finanziato, che cosa progettato, che cosa cantierato; soltanto voci, spot, qui un’università, là dei ricercatori, oltre ancora una strada o uno stadio. Sotto il mantra dell’eco-sostenibilità e dell’informatizzazione di ogni buco di vita sta passando di tutto.
di Gabriele Segre
Il Domani, 16 gennaio 2023
Forse sarà capitato anche a voi queste settimane: guardando un Tg, o scrollando i tweet vi sono passate davanti, senza soluzione di continuità, immagini simili di proteste di piazza, cariche della polizia, slogan, striscioni e palazzi imbrattati di vernice. Occorre prestare un po’ di attenzione supplementare per comprendere che, da un filmato all’altro, manifestanti e contesti sono molto diversi.
di Gianfranco Pellegrino
Il Domani, 16 gennaio 2023
Nella mattina di domenica, gli attivisti di Ultima generazione hanno versato vernice gialla su una scultura di Cattelan, a piazza Affari a Milano. Per molti, Ultima generazione è mossa dalle giuste ragioni: è innegabile la gravità e l’urgenza della crisi climatica. Per altri, le azioni di Ultima generazione hanno anche meriti strategici: sono atti di disobbedienza civile che serviranno a scuotere le coscienze e a stimolare azioni politiche più incisive.
di Elvira Serra
Corriere della Sera, 16 gennaio 2023
Corrispondente di guerra della Cnn, 43 anni e due figli piccoli in Inghilterra, ha mostrato il profilo del suo pancione di cinque mesi da Kharkiv, dov’è andata per servizio.
di Davide Frattini
Corriere della Sera, 16 gennaio 2023
Le due alte esponenti della magistratura si oppongono al progetto di riforma della giustizia del nuovo governo: democrazia a rischio. L’acqua che scroscia su teste, cappucci e ombrelli non è quella degli idranti minacciati da Itamar Ben-Gvir, ministro per la Sicurezza Nazionale. Qualcuno scherza che ci vuole più coraggio per uscire sotto la tempesta in un sabato sera che per affrontare le cariche della polizia invocate dal leader dell’estrema destra per ragioni di “parità”: i getti gelati sono stati usati in passato per disperdere gli ultranazionalisti che lo sostengono.
di Francesca Mannocchi
La Stampa, 16 gennaio 2023
Vietare lo sport è solo l’ultimo atto del regime talebano che le ha recluse definitivamente in casa. Niente scuola, lavoro e parchi. È la prova che gli intransigenti del movimento hanno trionfato.
di Vittorio Feltri
Libero, 15 gennaio 2023
Il caso Cospito e il 41 bis. Non ne avrà per molto Alfredo Cospito che sta digiunando per protesta, in carcere, recluso da anni col regime cosiddetto 41 bis che prevede un isolamento assoluto. Egli è privato di tutto, anche della libertà di andare al cesso senza essere spiato.
di Grazia Longo
La Stampa, 15 gennaio 2023
Sul ricorso di un detenuto di Spoleto deciderà la Corte costituzionale. Contrari i sindacati di polizia penitenziaria. C’è chi è favorevole, convinto che “la limitazione della libertà personale non debba limitare il diritto alla sessualità”. Ma c’è anche chi è contrario “perché l’istituto penitenziario non può diventare un postribolo di Stato e le reali emergenze da risolvere sono altre”. Due punti di vista agli antipodi sull’ipotesi di consentire ai detenuti di fare sesso con i partner dietro le sbarre.
di Grazia Longo
La Stampa, 15 gennaio 2023
L’intervento del ministro dopo la segnalazione di “criticità” emerse dall’applicazione della recente riforma. Riconsiderare alcune scelte, quali quella di rendere procedibili a querela reati contro il patrimonio in contesti mafiosi. È il lavoro che il ministero della Giustizia, guidato da Carlo Nordio, ha intrapreso per studiare ed elaborare “interventi urgenti” anche di carattere normativo, dopo la segnalazione di “criticità” emerse dall’applicazione della recente riforma Cartabia. “Sono in corso - rende noto via Arenula - le valutazioni necessarie a riconsiderare alcune scelte di rendere procedibili a querela reati contro il patrimonio in contesti mafiosi e altre ipotesi di reato che, per il contesto in cui maturano, rendono indispensabili provvedimenti cautelari di urgenza”.
- La “scandalosa” semi depenalizzazione. Ora Nordio promette i suoi “correttivi”
- Nordio cede sulla Cartabia. No di FI: “È giustizialismo”
- Meno giustizia d’ufficio ha senso, ma la mafia non si batte a querele
- Nessun “input” dal Colle sulle candidature al Csm
- Politica alla prova Csm (e delle Camere riunite)









