di Antonio Carioti
Corriere della Sera, 16 maggio 2022
Martedì 17 un incontro al Teatro Gerolamo con la vedova e i figli del commissario assassinato nel 1972. Intervengono anche la ministra Marta Cartabia e Paolo Mieli. Lo uccisero a Milano sotto casa sua, a colpi di pistola, il 17 maggio 1972, cinquant’anni fa. L’assassinio del commissario di polizia Luigi Calabresi fece seguito a una violenta campagna di stampa contro la vittima, accusata di essere responsabile per la morte del ferroviere anarchico Giuseppe Pinelli, precipitato da una finestra della questura di Milano nella notte tra il 15 e il 16 dicembre 1969, pochi giorni dopo la strage di piazza Fontana.
di Carlotta Rocci
La Repubblica, 16 maggio 2022
In corteo con i giovani dei collettivi per chiederne il rilascio: tre sono in cella, quattro agli arresti a casa. Un paio hanno ormai i capelli bianchi, hanno già manifestato davanti al carcere di Torino, in valle di Susa, e ieri, anche in piazza Castello.
di Alice Ferretti
Il Mattino di Padova, 16 maggio 2022
L’Anm annuncia l’astensione sui problemi della giustizia e invita i padovani in aula d’Assise per un confronto. Per la prima volta i magistrati invitano i cittadini a “casa loro”, in tribunale, per spiegare i problemi della giustizia. E con essi il motivo per cui, per un giorno, non faranno udienze. È l’iniziativa, del tutto inedita, dell’Anm (Associazione Nazionale Magistrati) che oggi alle 11, nell’aula della Corte d’Assise del Palazzo di Giustizia, spiegheranno ai padovani le ragioni della protesta e avranno con loro un confronto aperto sui problemi della giustizia.
ilnuovogiornale.it, 16 maggio 2022
“Le Novate al lavoro”: è questo il logo che campeggia all’interno della casa circondariale di Piacenza per l’avvio del progetto “Work calls you”. Un’area della struttura diretta da Maria Gabriella Lusi ospiterà un call center nell’ambito della telefonia, gestito in una prima fase da dieci detenuti, destinati poi a diventare trenta. L’inaugurazione è avvenuta il 13 maggio alla presenza delle autorità e dei rappresentanti di diverse organizzazioni di solidarietà impegnate nel mondo carcerario.
primamilanoovest.it, 16 maggio 2022
Un video ironico e riflessivo per mettere in discussione i luoghi comuni. “Ecco perché assumere un detenuto”: questo è l’esordio del video. Ci sono cinque motivi di cui tener conto, secondo la cooperativa, per dare lavoro al carcerato: “La sveglia del tuo dipendente potrebbe non suonare, mentre un carcerato viene tutti i giorni buttato giù dalla branda. Il tuo dipendente, poi, potrebbe fare tardi a causa del traffico, mentre il carcerato è già sul posto di lavoro. Il tuo dipendente potrebbe prendersi pause troppo lunghe, mentre il carcerato mangia solo pane e acqua. Il tuo dipendente potrebbe commettere un reato e finire in carcere. Un carcerato è già in carcere, può solo continuare a lavorare”. E poi l’ultimo immancabile motivo: “Contrariamente agli stereotipi, un carcerato è un dipendente affidabile. Pensi che anche questa sia una battuta?”.
di Khalid Boudlal
Corriere della Sera, 16 maggio 2022
L’arrivo dal Marocco a 14 anni, l’impatto col crimine, la svolta. “Decisivo è stato l’incontro con persone che hanno creduto in me”. La detenzione trasformata in “percorso”, storia in prima persona.
di Roberto Bo
Gazzetta di Mantova, 16 maggio 2022
Il 28 e 29 maggio porte aperte al pubblico per visite guidate. La direttrice del penitenziario: “Un’attività terapeutica e risocializzante”. Frutta e verdura coltivata nell’orto più segreto e inaccessibile di Mantova. E per il momento solo per consumo interno, poi si vedrà. Lo hanno voluto ironicamente chiamare “Orto al fresco” e i prodotti che nascono dalla terra sono frutto del lavoro dei detenuti della casa circondariale di Mantova di via Poma.
La Nazione, 16 maggio 2022
Via al concorso fotografico: la quotidianità raccontata attraverso gli scatti. Mission dell’iniziativa è avvicinare la comunità esterna a quella dei reclusi.
di Francesca de Carolis
ultimavoce.it, 16 maggio 2022
La cosa più sconfortante, occupandosi di carcere e delle persone che vi sono sigillate dentro, è rendersi conto di quanto sia grande l’indifferenza. Quando non la ferocia, aizzata spesso a uso e consumo delle convenienze politiche del momento. E quanto è più facile voltare lo sguardo da un’altra parte, non sapendo, o preferendo non sapere, che la violazione dei più elementari diritti umani nelle carceri è cosa quotidiana.
di Alessandro Ventimiglia
La Discussione, 16 maggio 2022
“Giacomo è un ragazzo di 27 anni, con la passione per il pugilato e per il rap. Non è un criminale ma un ragazzo con disturbi di personalità, che appena tocca la droga va fuori di testa. A mio figlio continuo a dire “combatti e sali sul podio della vita”. Sono le parole di mamma Loretta Rossi Stuart che nel libro “Io combatto” racconta il rocambolesco e spesso feroce rapporto tra lei e il figlio Giacomo, nato libero ma diventato suo malgrado, schiavo delle droghe.











