di Ermes Antonucci
Il Foglio, 14 maggio 2022
Per il sottosegretario alla Giustizia, intervistato dal Foglio, lo sciopero proclamato per lunedì dall’Associazione nazionale magistrati è “legittimo dal punto di vista sindacale, ma costituzionalmente inopportuno”: “Abbiamo ascoltato l’Anm sette volte, ma le leggi alla fine le fa il Parlamento”.
di Tiziana Maiolo
Il Riformista, 14 maggio 2022
Dunque lo sciopero dei magistrati ci sarà. Vedremo se davvero ci sarà la stessa massiccia adesione dei bei tempi in cui si protestava contro il nemico numero uno, Silvio Berlusconi. Incomprensibile, questa chiamata alle armi da parte dell’Anm, nei confronti di una riforma, voluta dalla ministra Cartabia, che prima di tutto non esiste, perché è stata approvata da un solo ramo del Parlamento. E poi perché introduce solo piccoli e timidissimi cambiamenti. Sembra quasi una questione di principio, quindi politica.
di Pierpaolo La Rosa
Il Tempo, 14 maggio 2022
Costa (Azione) spiega perché votare sì ai referendum sulla giustizia. “Far perdere a un innocente la libertà è inaccettabile. E nessuno paga”.
di Errico Novi
Il Dubbio, 14 maggio 2022
Walter Verini ha fede nella dialettica. Nella dialettica parlamentare che ha prodotto “le riforme del processo e ora il ddl sul Csm, approvato alla Camera”. Ma il tesoriere del Pd e deputato della commissione Giustizia crede anche in una dialettica che veda “la magistratura e la stessa avvocatura protagoniste in modo costruttivo della nuova giustizia, di una grande fase di innovazione”. E visto che, dice, “ricostruire la giustizia è opera da realizzare nei luoghi appropriati”, è convinto che “non sia il referendum lo strumento per cambiare davvero. Ecco perché il mio partito ha scelto di schierarsi per il No ai 5 quesiti del 12 giugno. D’altra parte, non è nostra abitudine invitare la gente ad andarsene al mare”.
di Claudio Cerasa
Il Foglio, 14 maggio 2022
Un conto sono i dubbi sui referendum, un conto è accodarsi al Movimento 5 Stelle. “Quieta non movere” è una tattica ribassista per togliere visibilità ai referendum che ha sempre funzionato, meglio degli sconsiderati inviti ad andare al mare.
di Giulia Merlo
Il Domani, 14 maggio 2022
La commissione sul femminicidio ha approvato una relazione che indaga come la violenza domestica viene valutata nei procedimenti di separazione e di affidamento dei figli. Il risultato è che si tratta di un fenomeno quasi invisibile per il nostro sistema giudiziario: nel 96 per cento dei casi di separazione con figli in cui sono presenti segnali dii violenza domestica, i tribunali ordinari non acquisiscono questi atti e non ne tengono conto per decidere sull’affido.
ansa.it, 14 maggio 2022
Si è spento a 86 anni un “maestro” del diritto costituzionale. Valerio Onida, ex presidente della Consulta, professore emerito all’Università degli Studi di Milano, è morto oggi, come comunicato dal figlio Francesco.
di Viviana Lanza
Il Riformista, 14 maggio 2022
Quanti paradossi nel sistema carcere, un sistema sempre più in fallimento. Uno, per esempio, che la dice lunga su tutto il resto, è quello dei mediatori. Il mediatore culturale è per definizione un professionista bilingue che si occupa di favorire l’interazione e il dialogo tra individui di lingue e culture diverse. Deve quindi facilitare la comunicazione tra cittadini di origini e culture differenti. All’interno di una struttura penitenziaria il suo ruolo è quello di promuovere l’inclusione e facilitare il dialogo tra i detenuti stranieri e anche tra questi e l’istituzione carcere. Bene. Allora perché tra gli assunti ci sono mediatori che non parlano una seconda lingua?
di Petronilla Carillo
Il Mattino, 14 maggio 2022
Concorso in omicidio preterintenzionale. È questo il titolo di reato per il quale i due agenti della polizia penitenziaria, coinvolti della lite con il detenuto poi deceduto per infarto, sono stati iscritti nel registro degli indagati dalla procura di Salerno.
di Viviana Lanza
Il Riformista, 14 maggio 2022
Dieci anni di indagini e processo non saranno sufficienti per avere una risposta dalla giustizia. Cosa realmente accadeva nella famigerata cella zero del carcere di Poggioreale rischia di rimanere per sempre in bilico tra due verità: quella dei detenuti che denunciarono le umiliazioni, le botte e le punizioni subite in quella stanza al piano terra del più grande penitenziario di Napoli e d’Italia e quella degli agenti accusati di aver commesso quelle violenze che hanno negato ogni cosa. Si rischia di non avere alcuna verità processuale, nessuna risposta dalla giustizia se non quella del tipo: ci dispiace, il processo è durato troppo, i reati sono prescritti. Sì, per ora tre su cinque sono prescritti. Che le lungaggini eccessive del dibattimento potessero affossare questo processo era evidente già dallo scorso anno.
- Palermo. Gli notificano l’arresto per corruzione, si suicida buttandosi dalla finestra
- Piacenza. Alle Novate si inaugura il Polo lavorazioni
- Viterbo. Rose che sprigionano: attività artigianali per l’integrazione sociale
- Verona. Con il Progetto Esodo 10 anni di reinclusione sociale. Aiutate 3.550 persone
- Taglio degli aiuti umanitari: è crisi sanitaria nel nord-ovest della Siria











