di Claudio Del Frate
Corriere della Sera, 13 settembre 2022
La notizia data dall’Unhcr: erano con altre 20 persone alla deriva da giorni e sono stati soccorsi dalla Guardia Costiera. Il gruppo proveniva dalla Siria. Sei migranti tra cui tre bambini, sono stati trovati morti a bordo di un barcone assieme ad altre persone alla deriva su un barcone. Tutti sono arrivati oggi nel porto di Pozzallo, in Sicilia. Ne ha dato notizia l’Unhcr, l’agenzia dell’Onu che si occupa dei richiedenti asilo. Le vittime - tra cui tre piccoli di un anno, due anni e 12 anni - sono probabilmente morte di fame e di sete. Le alte tre vittime sono donne.
di Antonio Bravetti
La Stampa, 13 settembre 2022
La senatrice di +Europa: “In Italia una destra retrograda e reazionaria. Letta sia più sicuro di sé contro chi vuole portare l’Italia alla deriva”.
di Paolo Fallai
Il Manifesto, 13 settembre 2022
Un rapporto dell’Organizzazione internazionale del lavoro (Ilo), di Walk Free e dell’Organizzazione internazionale per le migrazioni, (Oim), segnala che è “salito a cinquanta milioni il numero di persone vittime di schiavitù “moderna” nel mondo”.
di Giovanna Branca
Il Manifesto, 13 settembre 2022
La 23enne Ashley Banks è una delle tante donne criminalizzate dalla legge che antepone la salute del feto a quella della madre. Il 25 maggio la 23enne Ashley Banks stava guidando nella contea di Etowah, in Alabama, quando degli agenti di polizia l’hanno fermata per un controllo. Nella sua macchina sostengono di aver trovato un piccolo quantitativo di marijuana: in una situazione normale, Banks avrebbe potuto pagare la cauzione e tornare a casa in attesa di processo.
di Marco Cinque
Il Manifesto, 13 settembre 2022
Il simbolo della resistenza nativa è rinchiuso da 46 anni in un carcere negli Stati uniti dopo un processo-farsa. Il comitato che ne chiede la liberazione ora porterà la sua lotta all’Onu.
di Stefano Cece
L’Opinione, 12 settembre 2022
C’è un allarme silenzioso e silenziato che non trova (mai) il giusto spazio sull’informazione dominante in Italia: dall’inizio dell’anno sono 59 (numeri ufficiali) i detenuti che si sono tolti la vita, alla media di uno ogni cinque giorni. Non si contano poi i numerosissimi atti di autolesionismo. Assente dal dibattito politico in questa campagna elettorale, la questione Giustizia dovrebbe invece acquisire un peso specifico dirimente, centrale, ineludibile, al pari naturalmente della condizione della comunità penitenziaria (operatori compresi).
di Alessandro Cozzi
ilsussidiario.net, 12 settembre 2022
Con la fine delle norme di sicurezza nelle carceri si torna al regime precedente, fatto di poche telefonate e contatti con i familiari. La prigione è - tra le altre cose - un luogo di paradossi. Di questi giorni infatti nel “pianeta carceri” si può constatare che c’è un sentimento nuovo: il rimpianto per la pandemia. È finito infatti con il 30 agosto ogni “regime speciale” attuato per la pandemia e tutta la vita, “dentro”, torna come prima. Una bella cosa, si potrebbe pensare: era meglio prima, no?
di Errico Novi
Il Dubbio, 12 settembre 2022
“Sappiamo bene cosa serve alla giustizia e a noi avvocati. Ora è necessario capire se ne sono consapevoli anche i partiti”. La presidente del Cnf Maria Masi, più che una sfida, rivolge alla politica una richiesta di chiarezza in vista del voto, del fatidico 25 settembre. Ricorda le vere emergenze del sistema giudiziario, dalle “carenze di organico nei tribunali” alla “persistente difficoltà di accesso agli uffici”, e le attese della professione forense, dall’equo compenso agli interventi sulla natura giuridica degli Ordini.
di Gian Domenico Caiazza
Il Riformista, 12 settembre 2022
Se stiamo alle parole ed agli impegni proclamati in queste settimane di campagna elettorale, dovremmo trovarci alla vigilia di un nuovo Parlamento in grado, numeri alla mano, di realizzare in un batter d’occhio alcune tra le più agognate riforme liberali della giustizia penale. Riassumiamo. La separazione delle carriere, cioè la madre di tutte le vere riforme del processo penale, sarebbe (stando alle parole di oggi) la priorità assoluta almeno dell’intero centrodestra oltre che, altrettanto certamente, dell’area liberale che fa riferimento a Calenda e Renzi. Vale a dire, sondaggi alla mano, una solida maggioranza assoluta in Parlamento, a prescindere dagli assetti di governo. Lo stesso vale per la inoppugnabilità delle sentenze di assoluzione. Meno chiara la situazione in tema di divieto o forte limitazione del distacco dei magistrati presso l’esecutivo e di ritorno alla prescrizione sostanziale. Quanto al CSM, tutti preannunciano riforme epocali, ma sono parole d’ordine generiche che non aiutano a comprenderne la direzione. Accontentiamoci, forti degli insegnamenti oraziani sul senso della misura.
di Mario Campanella
Corriere della Calabria, 12 settembre 2022
Chiunque vinca anche se i pronostici sembrano assai chiari, dopo il 26 settembre avrà il compito di pensare a ricomporre una frattura esistente da 30 anni, e cioè dall’avvio di Tangentopoli, tra istituzioni, avviando e portando a compimento una riforma della giustizia moderna.









