di Valentina Stella
Il Dubbio, 5 maggio 2022
L’Anm comunica la data dello sciopero mentre il provvedimento approvato già alla Camera viene incardinato a Palazzo Madama. Il prossimo 16 maggio l’Associazione nazionale magistrati sciopererà contro la riforma di mediazione Cartabia relativa a Csm e ordinamento giudiziario. Lo ha deciso la Giunta esecutiva centrale, in attuazione della mozione approvata dall’Assemblea nazionale straordinaria del 30 aprile scorso. Lo sciopero è stato dunque reso noto nello stesso giorno, anzi nelle stesse ore, in cui il testo è approdato in Commissione giustizia del Senato. Una forma di pressione sui senatori?
di Adolfo Di Majo*
Il Fatto Quotidiano, 5 maggio 2022
Occorre veramente domandarsi se la riforma della ministra Cartabia, al secondo passaggio in Senato, corrisponda veramente alle criticità di cui oggi soffre il nostro sistema giudiziario. L’Associazione nazionale dei magistrati ha proclamato lo sciopero contro la riforma.
di Simona Musco
Il Dubbio, 5 maggio 2022
Una battaglia a tre, che si è conclusa con 7 voti per il procuratore di Catanzaro Nicola Gratteri, 13 per il procuratore di Napoli e 5 per l’attuale reggente Giovanni Russo.
di Francesco Grignetti
La Stampa, 5 maggio 2022
Il magistrato a capo della Procura di Napoli scelto a maggioranza, scintille con i sostenitori di Nicola Gratteri. È il nuovo superprocuratore antimafia e antiterrorismo, Giovanni Melillo, 61 anni, attuale procuratore capo di Napoli. Lo ha deciso a larga maggioranza il plenum del Csm, con 13 voti a favore, più dei 7 per il procuratore di Catanzaro, Nicola Gratteri, e dei 5 per Giovanni Russo, l’aggiunto che sta reggendo la Superprocura da qualche mese, da quando Federico Cafiero de Raho è andato in pensione per limiti di età. Melillo, che è stato capo di gabinetto alla Giustizia con il ministro Andrea Orlando, aderisce a Magistratura democratica, ma è stato sostenuto da più anime del Csm.
di Liana Milella e Conchita Sannino
La Repubblica, 5 maggio 2022
Composta la 20 magistrati nominati dal Csm, la Dna (Direzione nazionale antimafia) coordina le indagini di mafia e terrorismo, dirime eventuali conflitti tra diversi uffici, esprime pareri sui detenuti da destinare al 41bis e sui collaboratori di giustizia.
di Rocco Vazzana
Il Dubbio, 5 maggio 2022
Nata per attrarre i migliori talenti investigativi da mettere al servizio della lotta alla mafia, si è trasformata in una sorta di centro studi sulla criminalità organizzata. È questa la parabola della Direzione nazionale antimafia, svuotata in trent’anni di storia della funzione immaginata da Giovanni Falcone e diventata più un luogo simbolico, una vetrina, che uno strumento investigativo.
di Maria Brucale*
Il Dubbio, 5 maggio 2022
L’1 agosto 2020, Maurizio Turco, Presidente della Lista Marco Pannella, nel richiamare i sostenitori del Partito Radicale a dare sostegno economico per la sperata costituzione della Fondazione Pannella, così scriveva: “Crediamo che sia un atto dovuto a quei pochi e spesso ignoti che hanno animato le grandi lotte per le riforme in questo paese e sul pianeta, per costruire una ipotesi di vita e di società più libera. Ma è anche un atto voluto nei confronti di coloro che verranno perché conoscano cosa sono stati e cos’hanno fatto Marco Pannella e il Partito Radicale. Su una cosa, credo, siamo tutti d’accordo: del pensiero, delle idee, delle proposte, della visione di Marco Pannella c’è sempre più bisogno e urgente necessità”. Sì, su questo siamo tutti d’accordo. La Fondazione Pannella ha il senso della storia e della memoria di quei compagni, di quelle battaglie.
garantedetenutilazio.it, 5 maggio 2022
Assieme al presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, il Garante ha sottoscritto l’Accordo di rete per lo sviluppo delle misure di comunità. “Grazie all’impegno della presidente Palmisano, arriva a sistema la rete dei servizi per la messa alla prova e le alternative al carcere, in attesa di giudizio. Si tratta di un’esperienza importante, maturata durante la pandemia e che speriamo possa ridurre passaggi inutili e dannosi per il carcere.
di Giuseppe Ercoli
Il Resto del Carlino, 5 maggio 2022
Si è impiccato usando i pantaloni attaccati al braccio della doccia nella cella dove era rinchiuso. Così si è suicidato martedì pomeriggio un marocchino di 21 anni detenuto nel carcere di Marino del Tronto, negli ultimi giorni purtroppo teatro di diversi episodi preoccupanti.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 5 maggio 2022
Sono quasi 400 le firme raccolte nel carcere delle Vallette di Torino a sostegno dell’appello della terza sezione femminile, per richiedere l’applicazione della libertà anticipata speciale di 75 giorni estesa a tutta la popolazione detenuta e per riportare l’attenzione su chi vive nell’ombra sociale.
- Alessandria. Detenuto malato grave di Sla ottiene i domiciliari dopo 12 istanze
- Roma. Rebibbia, dove ai detenuti è offerta una “Seconda chance”
- Aosta. Carcere di Brissogne, intesa tra Regione e Ministero della Giustizia per la gestione
- Verbania. “Noi, persone detenute dal Papa”
- Roma. Torna “Altri Sguardi”, la rassegna che porta il cinema nel carcere romano di Rebibbia











