di Nancy Fraser*
La Repubblica, 7 maggio 2022
La Corte Suprema ridiscuterà la sentenza Roe vs. Wade, e altre conquiste storiche sono ora a rischio. Un documento trapelato rivela che la maggioranza dei giudici della Corte Suprema degli Stati Uniti si sta preparando ad abolire il diritto all’aborto. Il documento è una bozza dell’opinione di maggioranza che, se debitamente votata, rovescerebbe la “Roe vs. Wade”, la storica sentenza del 1973 che ha sancito la libertà della donna di scegliere di abortire senza eccessive limitazioni da parte del governo. Questa potenziale decisione - che rovescerebbe un diritto fondamentale, radicato negli Stati Uniti da cinquant’anni - è scioccante ma non sorprendente. Il cambiamento della Corte è avvenuto a causa di una violazione costituzionale, che ha dato a Donald Trump la rara possibilità di nominare tre nuovi giudici in un mandato di quattro anni. Una di queste nomine avrebbe dovuto essere fatta da Barack Obama, ma il Senato, controllato dai repubblicani, ha rifiutato di prendere in considerazione il suo candidato.
a cura della redazione di Ristretti - Parma coordinata dalla giornalista Carla Chiappini
Ristretti Orizzonti, 6 maggio 2022
Alla vigilia dell’approvazione della proposta di legge di riforma dell’art. 4-bis dell’Ordinamento penitenziario, sollecitata dalla Corte costituzionale, e in considerazione degli sviluppi della cultura della giustizia riparativa, desideriamo condividere alcune riflessioni e tanti dubbi sorti all’interno della a nostra redazione di Alta Sicurezza 1 del penitenziario di Parma.
di Angela Stella
Il Riformista, 6 maggio 2022
Il 10 maggio la Corte si riunirà per valutare la riforma del 4bis approvata dalla Camera. Però Palazzo Madama vuole modificarla, così ha chiesto ai giudici di rinviare l’esame per scongiurare la bocciatura. Il 10 maggio la Corte Costituzionale, in udienza pubblica, tornerà a riunirsi per decidere sulla questione di legittimità costituzionale, di cui all’ordinanza n. 97 del 2021, relativa alla norma sull’ergastolo ostativo.
di Giuseppe Grassonelli*
Il Riformista, 6 maggio 2022
Alla fine di marzo è “evaso” dal carcere di Opera un altro detenuto, morto di - come si dice - “morte naturale”. Ma nessuna morte in galera può essere detta “naturale”. Alfio Laudani aveva settantasei anni ed era gravemente malato. Stava scontando diverse condanne all’ergastolo e ogni mese partecipava in stampelle al laboratorio di Nessuno tocchi Caino. All’ultimo, a metà aprile, non si è presentato. I suoi compagni detenuti lo hanno commemorato con parole commosse che riecheggiano in questo scritto.
di Alessio Scandurra
Left, 6 maggio 2022
Celle sovraffollate e invivibili, spazi comuni inadeguati, mancanza di luoghi per il lavoro e la socialità, fondamentali per il fine rieducativo della pena. Dal XVIII rapporto dell’associazione Antigone emerge un quadro inaccettabile delle carceri italiane.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 6 maggio 2022
Mancano indicazioni sull’efficacia del dispositivo, i numeri sulle violazioni della misura e sulla recidiva. L’associazione ha fatto richiesta al ministero dell’Interno, che non ha fornito le informazioni per motivi di sicurezza.
di Catia Paluzzi
gnewsonline.it, 6 maggio 2022
Il 28 aprile, la Conferenza Unificata ha sancito due accordi tra Governo, Regioni, le Province Autonome di Trento e Bolzano e gli Enti Locali per la realizzazione di un sistema integrato volto a favorire l’inclusione sociale dei condannati in esecuzione penale; delle persone ammesse alle sanzioni penali sostitutive; degli indagati e imputati con provvedimenti di sospensione del processo e messa alla prova e delle persone sottoposte a misura di sicurezza, minorenni e adulti.
di Giovanni M. Jacobazzi
Il Dubbio, 6 maggio 2022
All’interno della magistratura cresce il no all’astensione. Lo pronunciano figure di spicco come l’ex presidente Anm Grasso e schiere di giudici che diffondono documenti. Come quello che alcuni propongono di affiggere alla porta del proprio ufficio e dove c’è scritto “io non sciopero”.
di Gian Domenico Caiazza
Il Riformista, 6 maggio 2022
La polemica sul fascicolo personale è pretestuosa. Siete voi che vi giudicate. Piuttosto vi chiedo perché tacete sui fuori ruolo: scioperate su questo. Pubblichiamo di seguito l’intervento del presidente dell’Unione camere penali italiane all’Assemblea dell’Associazione nazionale magistrati del 30 aprile scorso.
di Paolo Vites
ilsussidiario.net, 6 maggio 2022
Intervista a Frank Cimini. Giovanni Melillo, attuale procuratore capo di Napoli, è il nuovo procuratore nazionale anti mafia e anti terrorismo. È stato nominato dal plenum del Csm a maggioranza, con 13 voti a favore. Il grande favorito, Nicola Gratteri, capo della procura di Catanzaro, ne ha ottenuti 7, mentre sono stati 5 i voti a favore di Giovanni Russo, procuratore aggiunto alla Direzione nazionale antimafia (Dna).
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