di Roberta Rampini
Il Giorno, 26 giugno 2022
Windtre aderisce al memorandum d’intesa con i Ministeri della giustizia e dell’innovazione tecnologica e transizione digitale, per la valorizzazione del lavoro carcerario nel settore delle telecomunicazioni e dell’information communication technology, e varca i cancelli del carcere di Bollate. In base all’accordo, la società di telecomunicazioni offrirà ai detenuti del carcere un’opportunità occupazionale: dopo aver seguito un percorso formativo si occuperanno del recupero e della rigenerazione di apparatati di rete.
di Alessandra Ventimiglia
La Discussione, 26 giugno 2022
Importante iniziativa per il reinserimento sociale dei detenuti del carcere romano di Rebibbia. “Caffè Galeotto” è una torrefazione all’interno di Rebibbia Nuovo Complesso. Il progetto, per la produzione e la vendita di caffè nato nel 2014, è stato ideato dalla cooperativa sociale Pantacoop di Mauro Pellegrini ed è diventato subito il “fiore all’occhiello” del carcere romano. Pellegrini ha ricevuto in concessione uno spazio all’interno di Rebibbia, ha acceso un mutuo e iniziato la sua attività di recupero, dando la possibilità ai reclusi di imparare il mestiere di torrefattore, molto richiesto all’esterno.
ottopagine.it, 26 giugno 2022
L’evento promosso dal Garante campano dei diritti delle persone sottoposte a misura restrittiva. Visita del sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi, a Poggioreale, in occasione della “Festa della musica”, organizzata dal Garante campano Ciambriello.
napolitan.it, 26 giugno 2022
“La Cena in Giallo - Coltiviamo Valori” è il titolo dell’evento che il Carcere femminile di Pozzuoli e l’associazione di promozione sociale Malazè - Laboratorio di Comunità con la collaborazione della Cooperativa Lazzarelle, hanno organizzato per Procida Capitale della Cultura 2022. La manifestazione programmata per lunedì 27 giugno gode del patrocinio del Comune di Procida e di Procida Capitale Italiana della Cultura 2022.
di Ylenia Cecchetti
La Nazione, 26 giugno 2022
Cecco e Cipo si sono esibiti nella Casa circondariale. “Quando ce l’hanno proposto, non potevamo crederci”. Hanno animato i pub e le piazze di tutta Italia, divertito i telespettatori con gag improbabili al talent show X Factor - ormai diversi anni fa - e partecipato a trasmissioni come “Quelli che il calcio”, in qualità di inviati dell’Empoli F.C. Hanno vestito la maglia della Nazionale Cantanti ma no, nel loro cv, Cecco e Cipo non avevano ancora inserito la più insolita delle esperienze. Ovvero, un concerto in carcere. Il pubblico stavolta era composto da una quarantina di detenuti della casa circondariale di Lucca. Applausi, sorrisi e tutti in piedi a cantare. Un’emozione unica, arrivata soltanto dopo aver abbattuto il muro della diffidenza ed essere entrati in sintonia con i reclusi del “San Giorgio”. “Quando ce l’hanno proposto - raccontano Fabio Cipollini e Simone Ceccanti, che hanno mosso i primi passi nel mondo della musica partendo dal Circolino Arci di Petroio, a Vinci - non ci potevamo credere. Un concerto in carcere, come le vere rockstar. Euforia a parte, è stata un’esperienza davvero toccante. Ci siamo esibiti nella sala comune. Una stanza vuota e silenziosa, dove i detenuti, seduti, ci hanno ascoltato per un’ora. È una dimensione affascinante. Portare musica oltre le sbarre non succede tutti i giorni”. Dai brani di successo come “Vaccaboia” alle tracce raccolte nell’ultimo album “Con permesso”, la scaletta è stata improvvisata, un mix di pezzi vecchi e nuovi per rompere il ghiaccio e regalare ai detenuti una parentesi musicale e di intrattenimento. “Eravamo un po’ tesi, ma sospendere il giudizio ci è venuto naturale. Ti chiedi sempre come possa essere la vita in cella. Trovarsi a tu per tu con un pubblico al quale non siamo abituati è stato adrenalinico. Abbiamo suonato, interagito e cantato insieme ad alcuni di loro”. All’inizio qualche sguardo perplesso. Poi gli applausi.
di Francesca Angeleri
Corriere di Torino, 26 giugno 2022
“Non so quanti giovani sappiano chi sia Cesare Battisti. Viviamo troppo nel presente. Ogni operazione che faccia alzare il velo ritengo sia positiva”. È la piccola casa editrice torinese Golem di Giancarlo Caselli a dare alle stampe “L’ultima duna”, primo romanzo scritto in Italia dall’ex terrorista: “In queste pagine ci parla di sé”.
di Gian Carlo Caselli*
Corriere di Torino, 26 giugno 2022
Golem, una casa editrice di Torino diretta da Giancarlo Caselli (quasi omonimo del sottoscritto, non fosse per il “Giancarlo” tutto attaccato) pubblicherà in ottobre un romanzo di Cesare Battisti - L’ultima duna - il primo in Italia dopo i numerosi “noir” scritti in passato in altri Paesi, durante una lunga latitanza favorita e agevolata da una sequela di persone compiacenti. Il nuovo libro si ricollega ad una onlus, “Artisti dentro”, che lavora con carcerati che hanno la passione della letteratura. Dunque una iniziativa in sé più che lodevole.
di Corrado Giustiniani
L’Espresso, 26 giugno 2022
La legge sullo Ius scholae deve essere approvata subito. Perché solo nel nostro Paese vengono imposte delle regole così stringenti e burocratiche per ottenere la cittadinanza. Basta guardare gli altri Stati europei per rendersene conto.
di Antonio Fraschilla
L’Espresso, 26 giugno 2022
I numeri della Direzione centrale antidroga del ministero fotografano un fenomeno in crescita: “Il nostro Paese è il più grande hub tra Sud America e Balcani, ma cresce anche il consumo interno”.
di Marco Santopadre
Il Manifesto, 26 giugno 2022
In centinaia assaltano i reticolati al confine controllati dalle polizie di Rabat e Madrid. “37 morti e decine di feriti”. Giallo sulle cause. Non è la prima volta che dei disperati muoiono tentando di raggiungere il suolo di Madrid e di mettere piede in Europa, ma stavolta il numero delle vittime è molto alto. Le autorità marocchine parlano di 18 morti, ma secondo alcune Ong - tra le quali l’Associazione Marocchina per i Diritti Umani e la spagnola Caminando Fronteras - le vittime sarebbero addirittura 37 e decine i feriti, alcuni dei quali gravi. “Le cifre non sono definitive, possono aumentare ancora”.
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