di Gennaro Grimolizzi
Il Dubbio, 10 novembre 2025
Il 30 ottobre 2025 il Senato ha approvato definitivamente la riforma e ha certificato la frattura tra maggioranza e gran parte dell’opposizione. L’ultima parola passa ai cittadini col referendum confermativo. La data del 30 ottobre 2025 è entrata nella storia della politica italiana? Probabilmente sì. L’Aula del Senato ha dato il via libera definitivo alla riforma costituzionale sulla separazione delle carriere in magistratura: 112 i voti favorevoli, 59 i contrari e 9 gli astenuti. Nella quarta e ultima lettura del disegno di legge si è così chiuso il lungo iter parlamentare di una delle riforme più discusse degli ultimi decenni riguardante il sistema giudiziario italiano. L’approvazione del 30 ottobre scorso rappresenta un passaggio politico e istituzionale di rilievo, che ha segnato al tempo stesso una profonda spaccatura tra la maggioranza di governo e le opposizioni. Queste ultime - non senza enfasi e allarmismi - hanno parlato di un “attacco all’autonomia della magistratura”.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 10 novembre 2025
“Il Csm tornerà a essere quello che deve essere: un organo di alta amministrazione. senza tramutarsi più in soggetto politico, senza esprimere pareri sulle iniziative politiche, senza assumere la funzione di terza camera parlamentare, come troppo spesso è stato”.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 10 novembre 2025
Enrico Grosso, costituzionalista, avvocato e presidente onorario del “Comitato per il No” dell’Anm, come spiegherebbe ad un cittadino di cultura media perché è “Giusto dire No”? Tutte le costituzioni, da più di due secoli, affidano alla giurisdizione il compito di arginare la naturale tendenza della politica ad abusare del potere di cui dispone. Per questo alla magistratura devono essere garantite piena ed effettiva autonomia e indipendenza dal potere politico. Altrimenti non riesce ad esercitare davvero quel compito essenziale. E a pagarne le conseguenze sono i cittadini. Quando è indebolita l’autonomia del potere giudiziario dal potere politico i cittadini vedono drasticamente ridursi gli spazi di tutela dei loro diritti: lo Stato costituzionale è stato inventato per limitare il potere e assoggettarlo al diritto. Solo magistrati autonomi e indipendenti da ogni altro potere possono assolvere a questo essenziale compito. Ma l’autonomia non basta proclamarla in astratto. Occorre poi preservarla in concreto, giorno per giorno. Indebolire il Csm significa indebolire l’autonomia della giurisdizione. E quindi indebolire la tutela concreta dei diritti dei cittadini.
di Ruben Razzante*
Avvenire, 10 novembre 2025
Le designazioni avvengono quasi sempre sulla base di logiche spartitorie. Così gli organismi rischiano di essere prolungamenti del potere politico anziché in contropoteri credibili. Le autorità indipendenti nascono per garantire equilibrio e tutela in settori strategici della vita pubblica, nei quali la politica non deve né può esercitare un controllo diretto. Sono state concepite per assicurare che le regole del gioco vengano applicate in modo imparziale, al riparo da interferenze di partito e da interessi contingenti. Tuttavia, l’indipendenza formale di queste istituzioni non sempre si traduce in autonomia sostanziale.
di Paola Rossi
Il Sole 24 Ore, 10 novembre 2025
La scelta del difensore di fiducia di non partecipare all’udienza esplicitamente prevista per calendarizzare le attività processuali è legittima e l’eventuale condanna adottata in quella sede è viziata nonostante la nomina di un difensore d’ufficio. Viola il diritto di difesa e di assistenza del difensore di fiducia la discussione e la decisione nel merito della causa avvenute nell’udienza di primo grado che era stata espressamente fissata dal giudice (ritenutosi incompetente) per la sola adozione del “calendario del processo”, nuovo istituto previsto dalla Riforma Cartabia con modifica dell’articolo 477, comma 1, del Codice di procedura penale.
di Giada Lo Porto
La Repubblica, 10 novembre 2025
La stanza dell’affettività nel carcere di Torino doveva partire il primo novembre con gli incontri intimi fra i detenuti e il partner. Ma così non è stato. Tutto è fermo e non c’è una data ufficiale anche se la stanza di 15 metri quadri con letto, bagno e doccia è pronta. “Non ci sono richieste”, la motivazione che inizialmente circolava in ambienti carcerari. Ma non reggeva se si pensa che la stanza è a disposizione dei detenuti di tutto il distretto di Piemonte e Valle d’Aosta: circa 4mila persone, decurtando i detenuti in regime di 41 bis di Cuneo e Novara e nelle case di reclusione ad alta sicurezza di Asti e Saluzzo.
di Valentina Moro
La Stampa, 10 novembre 2025
Il Dap impone l’ok da Roma su laboratori culturali organizzati da esterni negli istituti ad alta sicurezza. Nessuna attività con l’esterno per i detenuti se non si ha il via libera dal Dap a Roma. La burocrazia mette a rischio la possibilità di fare iniziative nelle carceri se coinvolgono persone esterne. Dagli spettacoli teatrali ai laboratori di scrittura o pittura con gli studenti fino alle presentazioni dei libri. Ogni attività che prevede la presenza di soggetti da fuori - e non già registrati - negli istituti penitenziari di alta sicurezza come quello di Quarto d’Asti dovrà passare dalla Direzione centrale della capitale. Ad annunciarlo è una nuova circolare del ministero della Giustizia, pubblicata negli ultimi giorni. Un cambio radicale. Infatti finora i permessi venivano vagliati sul piano regionale.
losservatore.com, 10 novembre 2025
Per ora il pallone ovale all’interno del carcere livornese de ‘Le Sughere’ rimbalza solo nel corso degli allenamenti: la squadra delle ‘Pecore Nere’, la rappresentativa dei detenuti che per un periodo piuttosto lungo - dalla stagione 2019/20 fino all’annata scorsa - si è ritagliata un ruolo da protagonista nel campionato federale Old, non può giocare nuove partite. È la diretta conseguenza della recente circolare emanata dal Ministero di Giustizia, con cui, per gli istituti di alta e media sicurezza, il governo ha riscritto le regole per l’organizzazione delle attività di soggetti esterni in carcere, limitandole pesantemente.
di Giulia Inversi
buonasera24.it, 10 novembre 2025
L’iniziativa della Biblioteca Acclavio con il patrocinio del Comune e la collaborazione del centro commerciale Porte dello Jonio e della libreria Mondadori. Un incontro pubblico con studenti, operatori ed ex detenuti per riflettere su giustizia e rieducazione. Un gesto semplice per costruire ponti attraverso la cultura: donare un libro alla Biblioteca della Casa Circondariale di Taranto. È questo il cuore del progetto “Il Libro Sospeso”, promosso dalla Biblioteca Civica Pietro Acclavio con il patrocinio del Comune di Taranto, in collaborazione con il Centro commerciale Porte dello Jonio, gestito da Nhood, e con la libreria Mondadori ospitata nella stessa galleria.
di Lucia Medri
Il Messaggero, 10 novembre 2025
Gruppo Cobar e Seconda Chance insieme per il reinserimento dei detenuti, ne parliamo con Domenico Spinelli, Direttore delle Risorse Umane di Cobar Spa. Cos’è e come si inserisce la partnership con Seconda Chance nelle vostre azioni di responsabilità sociale? Il progetto Seconda Chance si inserisce nel capitolo “Rispetto per le persone” del nostro piano di sostenibilità aziendale. Uno degli obiettivi che ci siamo prefissati è quello di abbattere le diversità di qualunque tipo e soprattutto di garantire pari opportunità indipendente da sesso, razza, etnia, religione con un particolare focus sull’attenzione al sostegno dei più deboli (tra i quali oltre ai detenuti, ci sono anche gli stranieri in condizioni di vulnerabilità).
- Milano. Carcere di Opera: in cammino per la solidarietà alimentare
- Venezia. Una vita dietro le sbarre e il coraggio di raccontarsi
- Verona. “Un mare dentro”, per entrare nel carcere tra cultura, lavoro e storie di rinascita
- Trento. Il progetto “Liberi da Dentro” per far crescere la cultura dentro e fuori il carcere
- Milano. Al Puntozero per scoprire chi si è davvero. La storia del teatro del minorile Beccaria











