di Diego Motta
Avvenire, 9 novembre 2025
Fai-Cisl: meno di 20 milioni sui 200 previsti dal Pnrr per liberare i lavoratori dalle baraccopoli. Flai Cgil: sui braccianti stranieri è un fallimento eclatante. Soltanto 11 i piani approvati sui 37 presentati dai Comuni, escluse le situazioni di maggior emergenza. Risorse a rischio e progetti a rilento. Per liberare gli “schiavi” dai ghetti, la strada resta in salita. La voce dei sindacati agricoli si unisce ormai, da Nord a Sud, per chiedere chiarezza sui fondi stanziati dall’esecutivo al fine di superare gli insediamenti abusivi in cui vivono migliaia di braccianti. L’ultimo grido si è alzato questa mattina da Acerra, alla tavola rotonda organizzata in occasione della 75esima Giornata del Ringraziamento.
di Eleonora Martini
Il Manifesto, 9 novembre 2025
A Roma, governo e Terzo settore concludono le rispettive Conferenze con ricette divergenti. Più carcere da un lato, più diritti dall’altro. Mantovano: minori obbligati a terapia. Le associazioni: riforma della legge vetusta 309/90. Nove regole per allattare al seno il bambino, snocciolate una per una dal sottosegretario Alfredo Mantovano, sono forse la cosa più “stupefacente” del piano d’azione che il governo traccia a conclusione della VII Conferenza nazionale sulle dipendenze (comportamentali, in questo caso di una donna che sarebbe stata distratta dallo smartphone).
di Antonella Soldo
Il Domani, 9 novembre 2025
Una democrazia che teme una manifestazione pacifica, che reprime chi chiede ascolto, che rifiuta il confronto con la scienza, non è una democrazia sicura di sé. È una democrazia fragile, che confonde la forza con l’autorità, l’ordine con la giustizia. Ci sono momenti in cui la misura della democrazia non si riconosce nei discorsi ufficiali, ma nei gesti più piccoli. Davanti all’Auditorium della Tecnica a Roma, dove il governo ha convocato la Conferenza nazionale sulle droghe, insieme ad alcune attiviste dell’associazione Meglio Legale che presiedo e alla presenza dell’onorevole Riccardo Magi abbiamo tentato un piccolo atto di libertà: un flash mob ironico, pacifico, persino giocoso.
di Luca Foschi
Avvenire, 9 novembre 2025
Un’inchiesta giornalistica rivela gli abusi del carcere di Rakefet, chiuso negli anni Ottanta e riaperto dopo il 7 ottobre. Gli Usa si prendono la gestione degli aiuti a Gaza. Altre polemiche sul mandato per Netanyahu. “Dove sono, e perché mi trovo qui?”. Così il detenuto ha salutato gli avvocati del Comitato pubblico contro la tortura in Israele (Pcati), Janan Abdu e Misherqi Baransi, incaricati di salvarlo dall’inferno sotterraneo del carcere di Rakefet, a pochi chilometri da Tel Aviv.
di Mario Di Vito
Il Manifesto, 9 novembre 2025
I lavori per collegare Maghreb e Levante e la sconfitta della Rada. La tregua è instabile, ma serve a mandare avanti gli affari in Libia. I rapporti tra la milizia del generale e i servizi segreti di Roma: “una collaborazione molto proficua in materia di contrasto ad attività criminose di vario genere”. L’Italia ha duemila chilometri di ottimi motivi per non litigare con la Libia. Sono quelli della mitica “Autostrada dell’amicizia” che collegherà il Maghreb al Levante, progetto nato nel 2008 quando a Tripoli c’era Gheddafi e a Roma Berlusconi, tornato di gran moda negli ultimi giorni, con il sottosegretario agli esteri Giorgio Silli che due giorni fa è andato dall’altra parte del Mediterraneo per celebrare la firma del contratto per la realizzazione del sub lotto 4.3. L’opera vale qualcosa come 700 milioni di euro e la parte italiana della costruzione è stata affidata all’azienda Todini Costruzioni Generali Spa.
di Annachiara Valle
Famiglia Cristiana, 8 novembre 2025
I familiari delle vittime di terrorismo e criminalità, da Giovanni Bachelet ad Agnese Moro a Fiammetta Borsellino a Manlio Milani, scrivono a Nordio dopo la circolare che impone lo stop ai percorsi di rieducazione. Il contatto esterno con il carcere importante anche per lenire il dolore e applicare la Costituzione. Uno stop alle attività culturali all’interno delle carceri. Il ministro Nordio ha recentemente introdotto, con una circolare del 21 ottobre, una misura per cui il Dap (Dipartimento amministrazione penitenziaria) obbliga le Direzioni degli istituti penitenziari in cui siano presenti detenuti in reparti di Alta Sicurezza o in regime ex art. 41 bis a sottoporre a preventiva approvazione della Direzione Generale Detenuti e trattamento ogni evento di carattere trattamentale che coinvolga la comunità esterna al carcere. Ciò significa un rallentamento, se non uno stop definitivo ai percorsi rieducativi e un esautoramento del magistrato di sorveglianza cui finora era affidato il compito di verificare la corrispondenza degli eventi proposti con il percorso di riabilitazione.
di Fulvio Fulvi
Avvenire, 8 novembre 2025
Tutto deve passare da Roma e la stretta burocratica sulle attività educative, culturali e ricreative all’interno delle carceri dove sono presenti sezioni di alta sicurezza, pentiti, o detenuti del 41-bis comincia a farsi sentire. Con la circolare del Dap numero 454011 del 21 ottobre scorso, firmata dal direttore dei detenuti e del trattamento, Ernesto Napolillo, si stabilisce infatti che le richieste di autorizzazione per lo svolgimento degli eventi, adeguatamente dettagliate, devono essere inviate al ministero e non più ai singoli direttori dei penitenziari. Una disposizione che blocca e ritarda iniziative e percorsi di formazione e riabilitazione dei reclusi in quasi tutti i 192 istituti di pena italiani.
di Mario Sacchi*
L’Unità, 8 novembre 2025
Il 13 novembre 2009 ho iniziato a pensare che cosa sia la giustizia e cosa significhi chiedere giustizia. Il 30 ottobre 2025, sedici anni dopo, una visita al carcere di Monza me l’ha chiarito. Sono entrato nella Casa Circondariale insieme all’Associazione Nessuno tocchi Caino, ad altri amministratori locali e imprenditori del territorio, al garante dei detenuti di Monza e Brianza Roberto Rampi. Un’esperienza che scuote, genera domande, intensifica l’ascolto, stimola l’impegno a fare di più per le nostre comunità.
di Valentina Pigliautile
Il Messaggero, 8 novembre 2025
Dopo l’approdo in Consiglio dei ministri ad agosto scorso, il disegno di legge targato Nordio-Schillaci - che introduce un regime di detenzione domiciliare in strutture specializzate per condannati tossicodipendenti e alcoldipendenti - si prepara a percorrere il primo miglio a Palazzo Madama. Martedì scorso l’assegnazione in commissione Giustizia del testo, che potrà godere di un più rapido: voti degli emendamenti in commissione e passaggio in Aula solo per l’approvazione finale. Un dossier del Senato dà conto dell’impatto delle nuove norme e dei primi passi per realizzare il piano destinato, in prima battuta, ai condannati affetti da dipendenze e con pene da scontare non superiori a 8 anni (o a 4 in caso di reati di maggiore pericolosità sociale).
di Luca Pons
fanpage.it, 8 novembre 2025
“Bene così!”, ha scritto sui social Matteo Salvini alla notizia di una ragazza di 24 anni che sarà detenuta in carcere, nonostante sia incinta, applicando le norme del decreto Sicurezza. Susanna Marietti, coordinatrice nazionale di Antigone, ha parlato a Fanpage.it di cosa significhi davvero, per una donna incinta o con figli piccoli, la vita in carcere.
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